11 Gennaio 2007

A cinque anni dall’entrata in vigore dell’euro…

A CINQUE ANNI dall’entrata in vigore dell’euro non si placano le polemiche sul rincaro dei prezzi che sarebbe stato originato dalla nuova moneta e da un presunto arrotondamento in eccesso di cui sono accusati produttori, grossisti, negozianti, ma anche lo Stato. Tutto a discapito delle tasche dei consumatori, con rincari che non sono corrisposti a un adeguato aumento degli stipendi. E mentre in tutta Europa ci si domanda quanto costi in più la vita rispetto al 2001, abbiamo cercato di fare i conti in tasca anche ai fiorentini insieme a un’associazione di consumatori e a una di commercianti. E a ben vedere molti prodotti di consumo quotidiano sono aumentati, a volte addirittura raddoppiati di prezzo, altri invece sono rimasti quasi stabili o in leggero aumento, come la colazione al bar. Nel paniere di prodotti esaminato da Codacons, con prezzi indicati come media tra le marche di largo consumo, il primo posto degli incrementi da quando nei borsellini abbiamo solo euro è detenuto da accendini e giocate al lotto, passati ambedue dalle vecchie mille lire a un euro tondo con un aumento del 92,3 per cento. Stessa percentuale di aumento anche per una biro: cinque anni fa costava 500 lire, ora 50 centesimi. In questi casi sembra dimostrato il cambio attuato "mille lire = un euro", a differenza delle 1936,27 lire di cambio reale. AUMENTANO anche i servizi: se per lavare in lavanderia un cappotto nel 2001 bastavano cinquemila lire, oggi si pagano 4 euro e mezzo. Costa di più anche farsi una bella acconciatura: le signore che vanno dal parrucchiere si trovano a pagare in media 15 euro per una messa in piega, il 53 per cento in più rispetto al 2001 quando pagavano circa 19 mila lire. Tempi duri anche per i fumatori: un pacchetto di sigarette costava in media 4.200 lire, ora almeno 3,30 euro con un aumento del 52%. ma alcune marche superano i 4 euro. I costi lievitano anche a tavola: una pizza margherita costava 6.500 lire circa, ora almeno 5 euro con un aumento del 48,8%. Aumentata la farina del 40% e uno spazzolino del 38,1%. Un deodorante stick costa poco più di 3 euro, il 34 per cento in più delle 4.500 lire di cinque anni fa. Un bollettino di conto corrente postale costava 1.500 euro, ora deve essere pagato un euro, con un incremento del 30 per cento. Costa di più anche curarsi con un’aspirina (3,50 euro contro le 5.500 lire, cioè più 25,4%) e telefonare: uno scatto telefonico costava 120 lire, ora 0,078 euro, cioè il 25 per cento in più. Gli ultimi rincari nella corsa singola di Ataf (1,20 euro) hanno portato l’aumento rispetto al 2001 del 13 per cento, quando costava 2000 lire. E’ CAMBIATO invece di poco il costo di una colazione al bar, secondo i dati medi indicati da Confesercenti provinciale di Firenze. Se un caffè costava prima della conversione tra le 1400 e le 1600 lire, ora oscilla tra gli 80 e i 90 centesimi. Un cornetto o una pasta dolce costavano circa 1500-1600 lire, ora 80-90 centesimi. Un cappuccino veniva 1800-2000 lire ora costa un euro o un euro e venti, con un incremento percentuale minimo.

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