11 Luglio 2018

Primo effetto del Decreto Dignità, il Codacons denuncia la As Roma per l’accordo con Betway

 

Un vero e proprio “colpo con destrezza” quello messo a segno dall’As Roma che, in tutta fretta e poco prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dl Dignità, ha firmato un contratto triennale con la società di scommesse Betway. Lo denuncia oggi il Codacons, che presenta una diffida alla società sportiva ed un esposto alla Procura della Repubblica di Roma.

Como noto il Decreto legge Dignità (che dovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale) all’articolo 8 dispone come “a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive”.

Il decreto prevede però che “Ai contratti di pubblicità in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del presente decreto resta applicabile fino al 30 giugno 2019 la normativa vigente anteriormente alla medesima data”.

“La decisione dell’As Roma di firmare un contratto con una società leader del settore delle scommesse, e che porterà il marchio Betway alla massima visibilità sui campi di Trigoria e sui LED dello Stadio Olimpico, oltre che sulle maglie e sul materiale tecnico della squadra, sembrerebbe tesa ad eludere le norme del decreto che vietano la pubblicità ai giochi – denuncia il Codacons – Infatti l’accordo è stato siglato prima della pubblicazione del Dl Dignità in Gazzetta Ufficiale, così da godere delle deroghe previste per i contratti in essere”.

Un comportamento che il Codacons non solo stigmatizza, ma porta all’attenzione della Procura di Roma attraverso un esposto in cui si chiede di indagare sulla correttezza dell’operato dell’As Roma. Alla società sportiva il Codacons presenta inoltre una diffida in cui si chiede di rescindere dal contratto siglato con Betway.
Decreto dignità, cosa dice la legge

Un contratto che, in realtà, non presenterebbe forme di illegalità, dato che le disposizioni contenute nel decreto Dignità sul divieto di pubblicità di gioco sono valide a partire proprio dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Sulla base di quanto dichiarato dal Governo fino ad oggi i contratti restano validi fino al 30 giugno 2019.

Proprio per gli effetti sul mondo del calcio italiano la Lega Serie A aveva bocciato le norme contenute in quello che a tutt’oggi è il primo atto normativo del Governo. Le norme che vietano la pubblicità da parte delle aziende di scommesse fanno tremare il mondo del calcio.

Nella stagione 2017/2018 dodici Società del massimo campionato hanno sottoscritto un accordo di partnership con aziende del comparto betting, il quinto settore come investimenti nella classifica delle sponsorizzazioni di maglia nei sei principali tornei europei.

Il World Football Report 2018 di Nielsen Sports certifica che in dieci anni, tra il 2008 e il 2017, il totale degli investimenti riversati sui sei maggiori campionati europei di calcio da parte delle società di giochi e lotterie è stato pari a 633 milioni di dollari.
Il lato oscuro del “decreto dignità”: senza pubblicità dei giochi lo sport italiano va in crisi

Impedire alle aziende di questo settore di investire in promozione nel nostro Paese “porterebbe svantaggi concorrenziali ai club italiani, dirottando all’estero i budget pubblicitari destinati alle nostre squadre” secondo la Lega, che evidenzia come lo Stato italiano perderebbe, nel corso dei prossimi tre anni, sino a 700 milioni di gettito proprio come conseguenza del divieto per questa tipologia di advertising.

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