10 Luglio 2018

Niente pre-test per gli aspiranti amministrativi

Clara Varano Il posto è per un solo dipendente, il concorso è sempre quello indetto dall’ azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Dovevano essere oltre mille i candidati alla prova per assistente amministrativo, ma davanti ai cancelli della Fondazione Terina di Lamezia Terme erano meno di 600. Numero molto più basso delle aspettative e che aveva indotto a prevedere un test prima delle prove concorsuali vere e proprie. Così la commissione ha deciso di cancellare la prova. I candidati del primo turno hanno solo dovuto attendere l’ arrivo di quelli del secondo per capire il numero esatto dei presenti. «Ci hanno fatto entrare chiedendoci di chiudere il cellulare – racconta uno dei candidati – e poi abbiamo atteso che trascorresse l’ orario stabilito. Se avessimo superato il numero di seicento avremmo sostenuto la prova tutti insieme. Alla fine ci hanno censiti prendendo il barcode consegnato all’ inizio a ciascuno di noi per confermare la presenza, ma senza compilare il test perché il numero non era stato superato. Quindi siamo stati tutti ammessi alla prima prova vera propria di concorso. Sono contento perché la prova preselettiva è sempre un’ incognita soprattutto considerate le voci che sono circolate sull’ utilizzo dei cellulari e sui test divulgati ad alcuni candidati via chat». Le voci cui si fa riferimento sono quelle relative alle foto delle prove preconcorsuali degli infermieri che sono state divulgate nel corso dell’ esame la settimana scorsa. Il Codacons al riguardo ha presentato un esposto in Procura e molti dei 4500 infermieri che hanno partecipato, sperano nell’ annullamento anche in autotutela della stessa azienda. Sulla possibilità di un eventuale annullamento di questa parte del concorso si è espresso anche Alfredo Serrao, presidente dell’ associazione “I Quartieri” che in merito alle testimonianze di alcuni candidati ha parlato di «un concorso pubblico una farsa o peggio ancora, l’ ennesima presa in giro per tutto quell’ esercito di giovani e di professionisti del settore, dove il concetto di meritocrazia è e resta una parolaccia». Serrao entra anche nel merito di alcune circostanze del concorso stesso: «Fino al 5 luglio, nessuno aveva avuto contezza dell’ esistenza degli smartphone, della loro possibilità di connettersi alla rete e di trasmettere e ricevere notizie anche all’ interno della sede dove si svolge il “fantomatico” concorso. Nessuno aveva avuto modo di verificare che la sede del concorso, l’ aula magna della Fondazione Terina, probabilmente per come è stata organizzata non garantisce il criterio meritocratico nello svolgimento del test. I candidati – racconta il presidente dell’ associazione “I Quartieri” – sono ammassati uno sull’ altro in file mai interrotte, come se si stesse assistendo ad una manifestazione teatrale, come spettatore, e non ad una pubblica selezione che ha lo stesso valore di un modesto e scolastico esame di Stato e che, fino ad oggi si svolge con regole certamente diverse da quelle adottate dall’ azienda Pugliese-Ciaccio. Ma, se ancora non bastasse – aggiunge Serrao – non si capisce perché non sia stato adottato il sistema di videosorveglianza interno che probabilmente esiste nel sito scelto, senza voler parlare di strumenti tecnici volti ad interdire il sito dalle frequenze telefoniche e di accesso alla rete internet». Quello che maggiormente indigna Serrao «non è tanto il silenzio dei vertici aziendali del Pugliese-Ciaccio – conclude – cui consiglieremmo un provvedimento di sospensione del concorso in autotutela, quanto quello della politica cittadina e non, che si fa scivolare il tutto, immemore del risultato elettorale dello scorso marzo e solidale al motto: “adda passà a nuttata”».

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