6 Luglio 2018

Tim, congelata la multa sul golden-power

il tar del lazio ha accolto la richiesta di sospensiva del pagamento della sanzione fissata in 74,3 milioni il provvedimento concesso perché il gruppo ha versato una cauzione all’ agcom. nuova udienza l’ 8 maggio 2019
LA QUERELLE ROMA Il Tar sospende l’ efficacia della maxi-multa da 74,3 milioni della Presidenza del Consiglio a Tim per la violazione degli obblighi relativi alla normativa sui poteri speciali (Golden Power) legata alla mancata comunicazione da parte del socio Vivendi dell’ assunzione del controllo di fatto del gruppo. E’ quanto sancito ieri dalla prima sezione del Tar del Lazio presieduta Carmine Volpe (Ivo Correale estensore, Roberta Cicchese consigliere) con un’ ordinanza con la quale ha accolto la richiesta della società telefonica guidata da Amos Genish, fissando al contempo per l’ 8 maggio 2019 l’ udienza di merito. Lo stop al pagamento della maxi-sanzione non ha avuto troppi effetti sul titolo che ha chiuso alla pari. Col ricorso in questione Tim, assistita da un collegio di legali guidato da Antonio Catricalà, chiedeva la sospensione dell’ efficacia, e l’ annullamento in sede di giudizio di merito, del decreto della Presidenza del Consiglio con il quale l’ 8 maggio scorso, in seguito alla conclusione dell’ istruttoria relativa a un procedimento sanzionatorio avviato nei confronti di Tim recante «Norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’ energia, dei trasporti e delle comunicazioni», è stata imposta alla società una sanzione amministrativa pecuniaria di importo di 74,3 milioni. Il ricorso è stato presentato contro Palazzo Chigi ei ministeri dello Sviluppo, dell’ Interno, delle Infrastrutture e Trasporti, degli Affari esteri, l’ Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, l’ Antitrust tutti rappresentati e difesi dall’ Avvocatura dello Stato. E nei confronti di Vivendi, «non costituita in giudizio» come si legge nelle cinque pagine del provvedimento. Nel procedimento è intervenuto ad opponendum il Codacons. LE MOTIVAZIONI Il Tar, «salva la necessità di approfondire nella successiva fase di merito, la cui udienza pubblica si fissa con la presente ordinanza, tutte le complesse e nuove questioni di diritto dedotte», ha ritenuto che «l’ invocata tutela cautelare di sospensione può essere accordata, in quanto legata alla spontanea prestazione da parte della società ricorrente e in favore dell’ Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato di una cauzione di importo pari a quello della sanzione irrogata, come risulta dalla documentazione depositata in giudizio, contemperando in tal modo le esigenze di parte ricorrente e resistente». Nel dispositivo si legge anche che «sussistono giusti motivi per disporre la compensazione delle spese della presente fase fra le parti». Il contenzioso è nato perchè l’ ex presidente Arnaud de Puifontaine il 27 luglio 2017 dichiarò la direzione e coordinamento. Da lì partivano 10 giorni per notificare visto che anche l’ ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda a fine luglio, preannunciò l’ avvio dell’ istruttoria. La scadenza sarebbe stata quindi, il 7 agosto ma Tim decise di non notificare. Il 16 ottobre fu emesso il decreto sull’ applicazione dei poteri speciali. La multa arrivò come uno degli ultimi atti del governo Gentiloni. r. dim. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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