Esami di Stato in discesa ieri l’ addio al «quizzone»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
in 500mila alla prova dove si copia di più e dal prossimo anno si torna ai due scritti
ROMA. Archiviate le prime due prove scritte dell’ esame di Stato, gli oltre 500mila maturandi hanno affrontato ieri la terza prova di maturità, il cosiddetto quizzone, predisposto da ciascuna commissione d’ esame (nelle scuole sede di seggio per i ballottaggi, la terza prova si svolgerà domani). Ora sarà la volta dei colloqui orali. Con la terza prova gli studenti dovevano dimostrare di aver acquisito le nozioni base di materie scelte dalla commissione (fino a un massimo di cinque, di solito escludendo quelle già trattate nelle prime due prove) e studiate nel corso dell’ ultimo anno. A discrezione dei commissari anche la tipologia delle domande: trattazione sintetica, quesiti a risposta singola, quesiti a risposta multipla, problemi a soluzione rapida, analisi di casi pratici e professionali o sviluppo di un progetto (negli istituti professionali e tecnici). Solitamente la terza prova non supera le 3 ore: in ogni caso i commissari sono tenuti a comunicare in anticipo l’ in formazione agli studenti. È questo l’ ultimo anno per il cosiddetto quizzone: dall’ anno prossimo, infatti, come previsto dalla riforma sulla Buona Scuola, le prove scritte torneranno ad essere due, il tema d’ italiano e la prova specifica per tipologia di indirizzo scolastico. «Sarà necessario per i ragazzi costruire, soprattutto negli ultimi tre anni, il proprio curriculum fatto di meriti scolastici, conoscenze approfondite ma anche di esperienza formative con i progetti di alternanza scola lavoro – commenta il presidente Anp Lazio, Mario Rusconi – e tuttavia sarebbe importante recuperare a livello nazionale, su alcune discipline, una prova standard comune per tutte le scuole dello stesso tipo. Un confronto ulteriore per i ragazzi su particolari argomenti che abbia un carattere unico come non è avvenuto finora individualizzato per ogni singola commissione». Ieri comunque più che di uno scritto di maturità la terza prova scritta è stata un lavoro di gruppo. Almeno secondo Skuola.net, il quizzone in molte classi si è svolto in un clima decisamente «collaborativo». Così, se alla vigilia 3 studenti su 5 rivelavano di aver avuto anticipazioni dai commissari, in occasione dello svolgimento della prova i ragazzi sono andati anche oltre. Oltre 1 maturando su 3 (il 34%) – tra i circa 1.000 che hanno partecipato a un sondaggio web di Skuola.net, subito dopo aver sostenuto il terzo scritto – ha infatti ammesso di aver risposto ai quesiti proposti consultandosi con i compagni di classe. Ai copioni di gruppo, poi, si deve aggiungere un 8% di studenti che ha attinto ai classici bigliettini preparati alla vigilia del test e un altro 4% che ha consultato Internet dallo smartphone. La terza prova si conferma, dunque, lo scritto più copiato di tutti: sommando le varie «tecniche» adottate, praticamente la metà dei maturandi ha completato il compito solo grazie all’ aiutino esterno. Ma secondo l’ onnipresente Codacons, che come al solito agita lo spettro dei ricorsi al Tar, la terza prova «crea disparità tra studenti e non garantisce parità di trattamento a chi sostiene gli esami».
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