BANDIERE BLU D’ABRUZZO: CODACONS PRESENTA ESPOSTO, ”CRITERI POCO CHIARI”
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fonte:
- AbruzzoWeb
PESCARA – Fare chiarezza sui criteri per il rilascio delle nove “bandiere blu”, assegnate per il 2018 alle migliori spiagge abruzzesi.
E’ destinato a far discutere il contenuto dell’esposto alle Procure della Repubblica di Chieti, L’Aquila e Teramo, all’Anac e all’Antitrust, presentato dall’associazione di consumatori Codacons.
Al centro dei sospetti dell’associazione, i rapporti economici, seppur indiretti, esistenti tra i Comuni cui viene rilasciata la bandiera blu e la Foundation for environmental education (Fee), che ogni anno promuove le località virtuose.
L’Abruzzo quest’anno ha portato a casa nove riconoscimenti per altrettante spiagge e località lacustri in base alla classifica del Fee che ogni anno, in base a 32 parametri di giudizio, premia le migliori spiagge italiane ed europee.
La new entry, per quanto riguarda la nostra Regione, è il Lago di Scanno che ha ottenuto il riconoscimento come località lacustre.
Confermate invece le otto bandiere blu del 2017 per quanto riguarda le località balneari costiere. Si tratta di Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi per la provincia di Teramo, e Fossacesia, San Salvo e Vasto per la provincia di Chieti.
Per quanto riguarda gli approdi turistici: il porto Marina di Pescara ha ottenuto la bandiera blu, l’unica del tratto di mare che va da San Benedetto fino a Manfredonia in Puglia, confermando il riconoscimento già ottenuto lo scorso anno.
Per il Codacons occorre però fare luce sui criteri adottati.
“Sembrerebbe emergere una prassi in cui vi sono dei rapporti economici tra comuni e FEE Italia – scrive il Codacons nell’esposto – Da un lato la procedura di attribuzione della bandiera blu è gratuita, dall’altro sembrerebbero esservi dei costi a carico dei Comuni per erogare corsi di formazione, tramite Fee Italia, alle scuole dei Comuni interessati. Qualora le procedure di attribuzione delle Bandiere fossero sorte sul presupposto – certamente indiretto e non diretto – di un accordo/convenzione o altra forma di fondamento contrattuale con il Comune, è indubbio che si debba procedere a far chiarezza circa le procedure amministrative che hanno determinato sia l’accordo di sponsorizzazione e pubblicità che la stessa realizzazione della procedura di valutazione delle acque”.
Nell’esposto, presentato alle Procure competenti per le località italiane premiate, l’associazione sottolinea poi alcuni casi anomali come quello di Sellia Marina in Calabria, località che ha ricevuto quest’anno la bandiera blu ma che è al centro di denunce per il grave stato di inquinamento del mare.
Proprio perché le bandiere blu sono importanti e preziose e indirizzano migliaia e migliaia di utenti e turisti verso le località premiate, modificandone le scelte economiche con ripercussioni enormi per la collettività e per i comuni, il Codacons ha deciso di vederci chiaro anche sulle bandiere assegnate all’Abruzzo, e ha chiesto alle Procure locali competenti, all’Anac e all’Antitrust di aprire “una istruttoria finalizzata ad accertare la correttezza, sotto un profilo tecnico/giuridico, delle procedura di assegnazione dei riconoscimenti alla balneazione e, quindi, un accertamento circa l’esistenza di rapporti giuridico-economici, anche non direttamente riconducibili (ad esempio procedure per acquisto bandiere, ovvero, costi sostenuto per assegnare corsi in tema di tutela ambiente nelle scuole) – ma comunque influenti – per il procedimento di rilascio dei riconoscimenti bandiera blu”.
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