Frenata della produzione industriale in aprile: -1,2%
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Chiara Munafò ROMA L’ Italia delle fabbriche segna una battuta d’ arresto ad aprile. L’ Istat registra un calo della produzione dell’ 1,2% rispetto a marzo e un aumento dell’ 1,9% rispetto al 2017. È il tasso di crescita più basso dell’ ultimo anno. Il segno meno ad aprile era atteso da molti analisti, ma non in questa entità e rischia di indebolire la crescita del Pil nel secondo trimestre. A meno di un rimbalzo «spettacolare», osserva il senior economist di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli, «difficilmente la produzione registrerà un incremento significativo in questo trimestre», così è «concreto» il rischio di un rallentamento del Pil dopo il +0,3% del trimestre. Segnali di un possibile raffreddamento dell’ economia reale hanno iniziato ad accumularsi nelle ultime settimane. Prima c’ è stata la caduta della fiducia di imprese e famiglie rilevata dall’ Istat per maggio, poi i dati sulla disoccupazione, ferma all’ 11,2% ad aprile, e quelli sul commercio, diminuito del 4,6%. L’ istituto di statistica aveva suonato il campanello di allarme sull’ andamento dell’ economia prevedendo «una fase di rallentamento dei ritmi produttivi». Ed ecco che il rallentamento, ad aprile, è arrivato. Appaiono così in calo rispetto a marzo quasi tutti i gruppi principali di industrie a partire da energia (-4,7%) e beni di consumo. C’ è solo un’ eccezione, che è quella dei beni strumentali, in crescita dello 0,7% rispetto al mese precedente e del 5,6% su base annua. Otto settori industriali su tredici hanno il segno meno. Le maggiori difficoltà riguardano l’ industria del legno, della carta e della stampa, mentre le attività in maggiore espansione sono la farmaceutica (che mette a punto +11,1% rispetto al 2017), la fabbricazione di apparecchiature e quella di macchinari e attrezzature. Anche la fabbricazione di autoveicoli è in crescita ad aprile (del 4,8%), dopo che nel primo trimestre ha visto il calo peggiore degli ultimi cinque anni (-2,5%). Rispetto a prima della crisi, ad aprile 2008, i livelli della produzione sono inferiori del 21,1%, calcola l’ Unione nazionale consumatori che denuncia: «Il Paese è di nuovo fermo». Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, all’ origine dello stallo c’ è la politica.
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