Protezione Dati nello scenario del GDPR
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fonte:
- Cronache di Salerno
Cari “consumatori tecnologici”, non vorrei stare nei panni di tutti quelli che hanno fatto assistenza tecnica su computer a privati ed uffici e soltanto adesso stanno iniziando a preoccuparsi di voi… ma dove siete stati fino ad oggi? Non posso credere che “l’ apocalisse” è arrivata dopo il 25 maggio, data in cui in Europa è entrata in vigore una legge di 2 anni fa in materia di privacy e protezione dati! Scusate tanto, ma i dati informatici contenuti tipicamente all’ interno di hard disk sotto forma di: documenti, scansioni, foto, musica, dati sensibili etc. non meritavano altrettanta cura anche prima? In tutti questi anni, secondo gli imbecilli, prendersi cura del proprio computer, aggiungendo almeno un secondo hard disk connesso in modalità “RAID1”, sarebbe stata un’ esagerazione, perché a loro dire, avreste avuto un computer spropositato o addirittura paragonabile a quelli della NASA! E’ stata ignoranza o astuzia economica? Non si sono resi conto che alla NASA fanno uso di sistemi ben più sofisticati e con un numero di hard disk spropositato! Chi vende o fa assistenza tecnica avrebbe dovuto spiegare che è frequente il problema della perdita dei dati, ma il fenomeno, che non è fisiologico, è legato a tutta una serie di fattori, e non pensate che solo perché non avete avuto mai un disastro non possa prima o poi accadere, e correre ai ripari diventerebbe troppo oneroso! L’ importante è sapere quale possa essere il rischio e poi assumersi le responsabilità. Una breve parentesi sul GDPR e sulla privacy ci deve far aprire gli occhi sul fatto che la dematerializzazione del cartaceo, che trasforma l’ informazione in digitale, da un lato rende il dato più fruibile ma dall’ altro lo espone a rischi di vario tipo che possono coinvolgere la vita lavorativa come quella privata. I dati devono essere preservati dai danni di natura accidentale, dalla diffusione non autorizzata e dall’ eventuale uso improprio che danneggerebbe non solo chi detiene l’ informazione ma tanti altri soggetti coinvolti indirettamente per l’ intreccio dei contenuti. Il danno rischia di coinvolgere non solo l’ immagine pubblica di un soggetto, ma anche la sua sfera economica e personale! Ma vediamo come si possono perdere i dati a causa di una cattiva organizzazione dell’ informazione. Da un’ indagine statistica è emerso che oltre il 50% dei danni è causato dall’ hardware ed il resto è ripartito tra errori umani, software buoni e cattivi(bug e virus). Spero cha abbiate almeno un gruppo UPS, ma in che modo salvate i vostri dati? Registrate i dati solo su un solo hard disk oppure ne avete un altro su cui fate le copie di backup o ancor peggio una semplice pennetta USB? Sappiate che avete sempre sbagliato! Il motivo è che si dà per scontato che quando registriamo un’ informazione il processo avvenga sempre correttamente, mentre necessiterebbe di un ulteriore processo di verifica che ovviamente di serie non avviene, di conseguenza anche la copia su altro hard disk/penna USB seguirà la stessa incertezza. L’ informazione potrebbe essere stata salvata correttamente, ma a vostra insaputa si potrebbe essere danneggiata e le motivazioni tecnologiche sono tantissime, per non parlare dei cosiddetti virus che criptano i vostri dati e chiedono un riscatto per restituirli! Forse eravate abituati all’ idea che fare più copie anche sparpagliate su più dispositivi vi avrebbe messo al riparo, ma non è questo il modo di procedere e nemmeno bisogna pensare che: “Ma io non ho mai avuto problemi” oppure “Il mio computer è costruito da quella nota casa che dice che non prenderà mai virus o perderà i dati”! Quindi stabilito che le copie su singoli hard disk saranno sempre a rischio, bisognerà organizzarli in gruppi in modo da garantire sempre l’ acceso all’ informazione; ma per evitare che quest’ informazione, sotto forma di carica elettrica o campo magnetico, possa perturbarsi, bisognerà scegliere il giusto file system, il software gestionale e quello di backup e ci sono casi in cui aggiungendo anche gli snapshot si andrebbero a creare condizioni quasi ideali. Capite bene che man mano che vorrete aumentare la certezza di Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: [email protected] I nostri esperti sono sempre a vostra disposizione. Non esitate a sottoporci quesiti o a raccontarci le vostre “disavventure”… Vi risponderemo, in maniera rapida ed esaustiva, sulle pagine di Cronache stare al sicuro vi accorgerete che i vostri dati oltre ad una copia locale necessiteranno anche di una remota, nel rispetto del GDPR europeo. Il discorso non si esaurisci qui ed avrà un seguito. Spero soltanto di non sentir più dire che avete quel particolare tipo di computer prodotto da un’ importate casa costruttrice che dice che non prenderà mai virus e nemmeno di romperà, altrimenti possiamo anche credere alla favola di “Cappuccetto Rosso” che stava con “il lupo” che la voleva bene! * responsabile “Sportello Tecnologico Codacons”
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