2 Giugno 2018

L’ talia cresce poco, allarme

ROMA. Nel primo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario, 8 aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’ 1,4% nei confronti del primo trimestre del 2017. È quanto rileva l’ Istat, nel confermare così le stime congiunturali e tendenziali diffuse lo scorso 2 maggio. Il primo trimestre di quest’ anno, ricorda inoltre l’ istitito, ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2017. La variazione acquisita per il 2018 8 pari a +0,8%. La stima completa dei conti economici trimestrali conferma che «nel primo trimestre il Pil 8 cresciuto in termini congiunturali dello 0,3%, in leggera decelerazione rispetto al quarto del 2017; l’ incremento tendenziale 8 dell’ 1,4%, anche esso in rallentamento». È quanto rileva l’ Istat, nel commentare i dati appena diffusi sulla crescita economica. «La crescita del Pil 8 stata trainata dalla domanda interna (incluse le scorte) mentre quella estera ha fornito un ampio contributo negativo (-0,4 punti percentuali) derivante da un calo delle esportazioni ben più marcato di quello delle importazioni. Sul piano interno, l’ apporto dei consumi privati 8 stato positivo per 0,3 punti e quello degli investimenti negativo per 0,2, mentre un ampio contributo positivo (+0,7 punti) 8 venuto dalla variazione delle scorte», continua l’ istituto di statistica. CONSUMI. Nel primo trimestre del 2018, rileva l’ Istat, rispetto ai tre mesi precedenti i consumi finali nazionali registrano un aumento dello 0,3%, mentre gli investimenti segnano una diminuzione dell’ 1,4%. Dal lato degli scambi con l’ estero, le esportazioni sono diminuite del 2,1% e le importazioni dello 0,9%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha registrato un contributo nullo alla crescita del Pil, con un contributo positivo di 0,3 punti percentuali dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, nullo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche e negativo (-0,2 punti) degli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte ha contribuito positivamente per 0,7 punti percentuali, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta di 0,4 punti percentuali. In termini di dinamica del valore aggiunto si registrano andamenti congiunturali positivi dell’ agricoltura, silvicoltura e pesca (+4,6%) e nell’ insieme dei servizi (+0,3%) mentre l’ industria segna una piccola diminuzione (-0,1%). I CONSUMATORI. «I dati Istat sul Pil del primo trimestre vedono i consumi finali nazionali salire dello 0,3% rispetto al trimestre precedente grazie all’ aumento della spesa delle famiglie (+0,4%). Una crescita che il Codacons definisce ancora debolissima e insoddisfacente, e sulla quale pende la spada di Damocle delle clausole di salvaguardia». È quanto scrive il Codacons commentando i dati Istat diffusi ieri. «Se scatterà l’ aumento dell’ Iva e delle accise, la crescita della spesa registrata nel primo trimestre del 2018 non solo verrà annientata, ma si verificherà una ecatombe sul fronte dei consumi nel nostro Paese, che scenderanno del -0,7% solo nel 2019 per effetto dei rincari dei listini», afferma il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «L’ incremento delle aliquote previsto dalle clausole di salvaguardia e l’ aumento delle accise produrranno quindi una contrazione della spesa delle famiglie pari a -25 miliardi di euro, con effetti devastanti per l’ economia nazionale», sottolinea Rienzi, per cui «i dati di oggi sul Pil non possono ritenersi soddisfacenti: l’ attesa ripresa dei consumi ancora non si vede, e rischia di non vedersi ancora per molto tempo se scatterà l’ aumento dell’ Iva».

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