Un altro no della Corte «Non ci sarà lo stralcio per l’ imputato Conserva»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
La Corte d’ assise di Taranto ha respinto ieri tutte le questioni poste dalla difesa dell’ ex assessore provinciale Michele Conserva, legate sia al doppio procedimento che ha germinato la causa Ambiente svenduto e quella legata alle autorizzazioni in tema ambientale rilasciate dalla Provincia di Taranto, sia all’ istanza di stralcio della posizione dell’ imputato. Il no della Corte è stato motivato in una ordinanza estremamente articolata. L’ udienza di ieri, poi, ha trovato linfa nell’ esame di un altro teste citato dalla procura della Repubblica: uno dei finanzieri che svolsero le indagini e che curarono le intercettazioni nel procedimento. Al di là dell’ udienza processuale che procede secondo un clichè consolidato (martedì altra udienza con testi) , c’ è da registrare due prese di posizioni esterne sulle vicende processuali: una del Codacons, l’ altra della giunta dell’ Unione delle camere penali. In un documento, il Codacons annuncia una denuncia alla procura di Taranto, nonché al ministro della Giustizia, contro i legali degli imputati, con richiesta di aprire nei loro confronti un procedimento per abuso del processo. Si legge nell’ esposto dell’ associazione: «La distorsione a cui si fa riferimento, in ambito giuridico, si qualifica quale abuso del diritto che applicato in chiave processuale diviene abuso del processo, inteso quale esercizio improprio del potere discrezionale della Parte di scegliere le più convenienti strategie di difesa. Si tratta di una condotta caratterizzata dall’ utilizzo deviato degli strumenti processuali e che costituisce per il difensore un comportamento deontologicamente contrario alla lealtà e probità prevista, in linea generale, dall’ articolo 6 e più nello specifico dall’ articolo 23 del previgente Codice deontologico forense». Il Codacons chiede alla Corte di Assise di Taranto, nonché alla procura e al Ministero della giustizia, di voler rilevare «ogni indebita riproposizione di questioni già decise e che concretizzano, secondo la giurisprudenza indicata dalla Corte di Assise di Taranto, un abuso del diritto così da consentire, alla Corte medesima o allo scrivente Collegio difensivo, l’ immediata segnalazione dell’ infrazione commessa dall’ avvocato al Consiglio dell’ Ordine di appartenenza. Dal canto suo, invece, il presidente dell’ Unione Camere Penali, Beniamino Migliucci, osserva che «l’ ordinanza della Corte di Assise di Taranto (sul no al rinvio delle udienze per motivi di salute di uno dei legali), a prescindere da ogni valutazione giuridica in ordine alla sua fondatezza, su cui ovviamente la Giunta non ha titolo a pronunciarsi, appare costruita, da un lato su inammissibili valutazioni della vita privata del difensore, medianti giudizi di negligenza terapeutica davvero sorprendenti, sia per la arbitrarietà scientifica di quel giudizio, sia per la evidente, assoluta inaccessibilità degli stessi alla cognizione ed alla competenza giurisdizionale; e dall’ altro – conclude Migliucci – su una ancor più inammissibile, svalutazione, marginalizzazione e mortificazione della funzione del difensore nel processo».
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