Taggiasca, la Coldiretti boccia l’ esame del Dna Patto con i consumatori
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fonte:
- La Stampa
La Coldiretti di Imperia boccia il Dna per la Taggiasca e ricorre al Tar contro il provvedimento ministeriale che ha stoppato il percorso verso la «Dop Taggiasca», coinvolgendo nella battaglia anche le associazioni dei consumatori. Il punto della situazione è stato fatto ieri da Coldiretti e alcuni rappresentati di Associazioni dei consumatori (hanno aderito sei: Adoc, Assoutenti, Codacons, Adiconsum, Casa del consumatore e Federconsumatori) nei locali dell’ agriturismo «Vegia Diàn» di Diano marina. Spiega il presidente regionale e provinciale di Coldiretti Giulio Boeri: «Il significato dell’ alleanza con le associazioni dei consumatori sta nel fatto che è nostra intenzione difendere non solo chi produce, ma anche chi consuma, garantendo la trasparenza dei prodotti e la loro tracciabilità. In particolare è stato messo l’ accento sulla necessità di salvaguardare i produttori liguri di olive taggiasche da prodotti ottenuti dalla stessa cultivar, ma provenienti da Paesi che con Taggia hanno ben poco da spartire, come Spagna, Albania, Tunisia o anche da altre zone d’ Italia. Si era parlato di farlo attraverso l’ esame del Dna, ma il Parco tecnologico Padano, l’ Ente nazionale che si occupa di questo tipo di ricerche e certificazioni, dietro nostra diretta richiesta, in una lettera ci ha risposto chiaramente che allo stato attuale non esiste alcuna possibilità di sapere, attraverso l’ esame del Dna di un’ oliva taggiasca, se questa sia stata coltivata in Italia o altrove». Conclude Boeri: «Il Dna di un’ oliva Taggiasca prodotta in Liguria è uguale in tutto e per tutto a quello di un’ oliva prodotta altrove. Per l’ olio, poi, la cosa è ancora più complicata, perché oggi i tecnici ci spiegano che è impossibile estrarre il Dna da sostanze grasse, quali, appunto, l’ olio d’ oliva». A ggiunge il direttore provinciale di Coldiretti Domenico Pautasso: «Coldiretti prosegue nella sua lotta per ottenere la Dop Taggiasca attraverso il cambio di nome della cultivar e per questo abbiamo presentato ricorso al Tar contro il ministero perché la denominazione di “Taggiasca” venga riservata alle olive e agli oli liguri. La legge vieta che il nome di una varietà (cultivar) possa apparire in una Denominazione di origine protetta. Per quanto possa sembrare paradossale, quindi, per salvare la nostra Taggiasca bisogna cambiarle il nome. Solo in questo modo i nostri coltivatori e soltanto loro potranno scrivere sui vari prodotti che sono stati ottenuti con olive taggiasche e i consumatori avere la certezza che queste provengono dalla Liguria. Nel ricorso al Tar siamo stati confortati da una situazione simile che riguarda il Piemonte. I vicini e amici piemontesi si sono infatti visti accogliere un ricorso simile dal Tribunale amministrativo regionale, inerente la Dop per la nocciola tonda gentile. Un segnale che, insieme al sostegno delle Associazioni dei consumatori, ci incoraggia e ci spinge a proseguire la nostra battaglia». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
andrea pomati
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Tags: Coldiretti, dna, Taggiasca
