«Le misure, al momento, ritenute congrue e adeguate»
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
Vibo Valentia Prima l’ esposto del Codacons, poi quello depositato ieri da Rosaria Scarpulla e dall’ avvocato Giuseppe De Pace. Al centro dell’ uno e dell’ altro le misure di tutela disposte nei confronti della madre della vittima dell’ autobomba oggi rimasta sola a Limbadi considerato che il marito – Francesco Vinci – è ancora ricoverato a Palermo per le ustioni riportate nell’ esplosione. Il dito viene puntato in primis contro il prefetto di Vibo, Guido Longo, il quale ribadisce che già nell’ immediatezza dell’ attentato un dispositivo di tutela è stato adottato nei confronti di Rosaria Scarpulla. «Misure, al momento, ritenute congrue e idonee dal Comitato per l’ ordine e la sicurezza – sottolinea il prefetto Longo – che si è espresso in merito e che è stato più volte convocato in composizione integrata, nel senso che è stato allargato alla presenza di magistrati. E il dispositivo di tutela adottato – aggiunge – è stato ritenuto idoneo anche dalla Dda che conduce le indagini. In poche parole adeguato, in questo momento, alla sicurezza della persona in quanto non ci sono elementi, ripeto al momento, che giustificano diversa misura». Al tempo stesso alla luce dell’ esposto-denuncia depositato ieri in Procura il prefetto di Vibo Valentia chiarisce: «Il ministro dell’ Interno non c’ entra niente in quanto la competenza di disporre un dispositivo di tutela è del Comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica. Le direttive sono una cosa, la singola misura un’ altra».(m.c.)
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: Francesco Vinci, Guido Longo, Rosaria Scarpulla, Vibo
