Il prefetto: «Piano definito ma i numeri sono stati alti»
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fonte:
- La Provincia di Como
Chiarisce che la macchina organizzativa era stata organizzata mettendo attorno al tavolo tutti gli interessati, ma ammette che i disagi sono stati più pesanti del previsto a causa del «numero molto elevato di mezzi pesanti». A spiegarlo è il prefetto Bruno Corda: «Sul tema della chiusura della dogana svizzera è stata predisposta una pianificazione comune con l’ amministrazione comunale nell’ ambito del comitato per la sicurezza insieme ad Autostrade per l’ Italia, Anas e forze di polizia». Il rappresentante del Governo chiarisce che è stato predisposto un piano per l’ incolonnamento dei mezzi pesanti su una corsia dell’ autostrada. «I numeri sono in lievitazione e per questo la situazione è stata molto più critica di quanto era stato previsto. Le amministrazioni pubbliche si erano mosse con anticipo per cercare di mitigare gli effetti della chiusura della dogana». Corda chiarisce che i primi camion si sono fermati a Lario Tir «dove era presente la guardia di Finanza per fare uscire a gruppi i mezzi diretti in dogana, rispettando l’ ordine di arrivo». A creare il caos sono stati tutte le altre centinaia di mezzi pesanti: «Il problema è che quelli che sopravvengono per la riapertura delle frontiere non rientrano in quel novero e vanno quindi intercettati in autostrada. La Polstrada ha fatto incolonnare i mezzi sulla corsia esterna in modo da lasciare libera la seconda per le auto e gli altri mezzi. L’ ultimo tratto autostradale è a due corsie, lo smaltimento dei mezzi dipende dal numero di varchi aperti in Svizzera. Le azioni che potevamo mettere in campo sono state tutte previste e pianificate, ma i numeri sono stati enormi. Tra l’ altro non va dimenticato che non possiamo conoscere in anticipo quanti tir sono diretti oltre confine. Nell’ ultima festività abbiamo registrato meno difficoltà e meno disagi, questa volta la quantità di camion è stata importante e nonostante il lavoro di intercettarli già a Turate e quello fatto alle uscite per evitare l’ immissione sulla viabilità ordinaria, le criticità sono state importanti». Ieri sui tre giorni di caos è intervenuto anche il Codacons. «La soluzione è semplice: gli autotrasportatori (piccoli e grandi) debbono organizzare le partenze dei loro automezzi in funzione della capacità lavorativa della dogana di Chiasso» dice Pino Crusco, responsabile Territorio e ambiente. «Con l’ ausilio della tecnologia esistente tutto ciò può essere realizzato in tempi brevi e con costi minimi e se ciò non avviene per spontanea iniziativa da parte degli interessati, le autorità di governo devono imporlo» ha concluso. L’ ipotesi di una nuova area di parcheggio viene definita «arcaica». G. Ron.
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