“Bollette pazze”: la Uil invoca controlli
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Margherita Esposito CIRÒ MARINA Le scuse presentate dall’ ufficio tributi per gli errori nella fatturazione dei bollettini di pagamento del saldo del canone idrico per il 2016, non smorzano, anzi rinfocolano, le polemiche a Cirò Marina sulla gestione del settore. L’ ennesimo inciampo del Comune nel campo “minato” dei tributi da una parte, appare l’ ennesima dimostrazione di non riuscire ad arginare l’ evasione tributaria attraverso il reale aggiornamento degli elenchi. Sulla questione, ancora una volta, “tuonano” i sindacati cittadini mentre tra la popolazione si punta il dito sulla qualità del servizio idrico. Gianni Notaro, sindacalista Uil, pur apprezzando le scuse pubbliche del Comune, obietta come «non sia possibile imputare gli errori materiali esclusivamente alla software house incaricata di predisporre le fatture del servizio idrico integrato; questa nel calcolo, non ha considerato la detrazione dell’ acconto». «È l’ intero meccanismo – accusa – che non funziona». Notaro torna ad invocare così l’ adeguamento dell’ anagrafe tributaria, il rilevamento reale dei consumi e l’ esattezza nei calcoli; ed a dargli ragione, arriva la recentissima sentenza di un Giudice di Pace di Catanzaro che ha annullato, su ricorso del Codacons, una cartella riconoscendo che «tocca ai Comuni dimostrare i consumi e non al cittadino». «Come Uil Crotone e Adoc – dichiara – siamo operativi da due settimane a Cirò Marina per far valere questo sacrosanto diritto». «La sentenza – scrive – rende merito a tutte le nostre segnalazioni e le nostre battaglie per un fiscalità locale equa, pure severa, ma equa». Notaro prende ad esempio le notifiche di pagamento ricevute da una anziana, vedova, che vive, sola, a Cirò Marina per denunciare la “vessazione” ai danni dei malcapitati utenti cirotani. «Dalle letture certificate dal Comune – osserva il sindacalista – , la seconda della quale eseguita nel 2017, non da un dipendente comunale, ma un semplice incaricato di un associazione volontaristica, la signora Rosina, ha consumato in cinque anni (2012-2017) 67mc, cioè 67.000 litri di acqua, cosa assolutamente nella norma per una pensionata che vive da sola. A dispetto di ciò, il bollettino relativo al saldo del canone idrico 2016, che riporta una presunta lettura reale al 31.12.16, la stessa donna, vedova e sola, avrebbe consumato, in un solo anno: 120mc di acqua!».
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