Si tenga lei l’ immondizia di Roma
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fonte:
- Italia Oggi
accusa a emiliano: sì strumentale in funzione anti renzi
Rivolta pentastellata contro Virginia Raggi. A metterla sotto accusa sono i grillini pugliesi, insorti contro il sindaco di Roma che vuole mandare i rifiuti in Puglia. Sono scesi in trincea anche i neo-parlamentari di una regione che dovrebbe accogliere l’ immondizia della Capitale. La protesta è senza-se-e-senza-ma: «Se lei non riesce a gestire la faccenda in casa sua, non faccia ricadere su di noi i suoi errori». Il bello è che ad accettare la richiesta d’ aiuto della Raggi è il presidente della Regione, Michele Emiliano, l’ esponente Pd più dialogante (e per questo contestato dai renziani) col M5s. Schizofrenia della politica: si assiste al paradosso che i 5stelle pugliesi contestano Emiliano perché accetta la richiesta della sindaca 5stelle. Gli otto consiglieri regionali M5s della Puglia tuonano all’ unisono: «È assurdo pensare di accogliere rifiuti da altre regioni quando in Puglia si è fatto poco o nulla per chiudere il ciclo dei rifiuti. Per questo abbiamo presentato la legge «Verso un’ economia circolare a rifiuti zero», per trasformare i rifiuti in risorse. Una proposta che da oltre un anno è ferma in Consiglio e attende di essere discussa». Quindi: niente rifiuti provenienti da Roma. Con gli otto consiglieri che vorrebbero spostare il j’ accuse dalla Raggi al presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, sorvolando sul fatto che è stata la Raggi a chiedere il suo intervento. Dicono i consiglieri: «Il governatore Emiliano rischia di aprire le porte all’ incapacità della Regione Lazio la cui inadeguatezza nel pianificare il ciclo dei rifiuti regionale oggi rischia di mettere in seria difficoltà l’ amministrazione capitolina». Un’ affermazione che ha fatto insorgere il Pd romano. Risponde il capogruppo piddino in Campidoglio, Giulio Pelonzi: «I 5Stelle prima creano disastri poi protestano e impediscono ogni soluzione. Il Comune 5stelle di Roma ha chiesto ancora aiuto alla Regione Lazio per promuovere un altro accordo interregionale con la Puglia con l’ obiettivo di conferirvi 300 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati della Capitale. Ora però gli stessi consiglieri pugliesi 5stelle bocciano la possibilità di ricevere quei rifiuti. I giochetti della sindaca Raggi e del M5s finiranno per impedire ogni soluzione per Roma e lasceranno che la città venga sommersa dai rifiuti». Aggiunge il vicesegretario Pd del Lazio, Enzo Foschi: «Il gruppo 5stelle della Regione Puglia è stato molto chiaro. No ai rifiuti che arrivano da Roma. L’ incapacità della Raggi pure su questo tema ha ormai stancato anche i grillini delle altre regioni». Il fronte del no pugliese è assai ampio. «Il mancato completamento del ciclo dei rifiuti», dice Giannicola De Leonardis (Area Popolare), «era e rimane una delle principali criticità ed emergenze della Puglia, non adeguatamente affrontata dalle precedenti e dall’ attuale giunta regionale. Per questo sono stupito della richiesta di smaltire proprio nella nostra regione i rifiuti eccedenti della Capitale». Aggiunge Napoleone Cera (Popolari): «L’ Sos di Zingaretti, che vuole liberare Roma dalla incapacità della giunta Raggi ad avviare una seria politica nello smaltimento dei rifiuti non può essere accolto da Emiliano senza dare spiegazioni ai pugliesi. Sarebbe opportuno conoscere se la mano tesa di Emiliano prelude a un eventuale accordo con Zingaretti per tenere banco nelle prossime tormentate scelte del Pd, alle prese con una stagione congressuale difficile e piena d’ incognite. Insomma, scambio di rifiuti in cambio di reciproco sostegno nella guerra intestina contro Renzi? Certificando, tra l’ altro, il fallimento del governo pentastellato di Roma». Mentre il vicepresidente del consiglio regionale pugliese, Peppino Longo (anche lui del gruppo Popolari) afferma: «La Puglia non può e non vuole smaltire i rifiuti della Capitale in un frainteso senso di collaborazione che al momento non ci si può permettere e che cerca di nascondere inefficienze organizzative cercando di scaricare su altri le proprie responsabilità». È stata l’ Ama, l’ azienda romana municipalizzata che si occupa dei rifiuti, a sollecitare la Regione Lazio ad «attivare», ha scritto in un comunicato, «un accordo temporaneo con la Regione Puglia per il trattamento delle eccedenze» di immondizia. A fare propendere per la Puglia è la presenza sul territorio di impianti in grado di ricevere, trattare e smaltire i rifiuti indifferenziati, grazie all’ aumento della raccolta differenziata registratosi negli ultimi anni in Puglia. Il fatto è che il Comune di Roma ha urgente necessità di trovare soluzioni di breve e di lungo periodo al problema, stante l’ attuale non fruibilità di alcuni impianti esistenti e l’ eccezionale incremento di rifiuti, pari a oltre il 10% nella prima decade di maggio rispetto all’ analogo periodo dello scorso anno. La recente proroga del conferimento rifiuti alla Regione Abruzzo, ottenuta fino al 31 dicembre 2018, non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno. La Puglia dispone attualmente di sette impianti di trattamento che dovrebbero in parte accogliere e smaltire l’ immondizia di Roma, che si viene a trovare di nuovo in emergenza anche in vista dell’ estate, quando molti impianti verranno chiusi per manutenzione o saranno in sofferenza sul fronte smaltimento. Tra l’ altro, oltre a inviare i rifiuti in giro per l’ Italia, Roma ne riversa pure 70 mila tonnellate in Austria, pagando 14 milioni di euro. Questi rifiuti vengono trasformati in energia che illumina 170 mila case, con un ulteriore guadagno per gli austriaci: paradossi di una mancanza di strategia su un problema tanto importante. Sostengono i grillini pugliesi, da Rosa Barone ad Antonella Laricchia: «In questo modo si continuerà ad ingrassare le casse dei proprietari privati delle discariche che già da tempo giovano di ingenti introiti, dato che la Puglia è notoriamente coacervo di rifiuti interregionali provenienti da tutta Italia. Basti pensare che nel solo 2016, quasi mezzo milione di tonnellate di rifiuti smaltiti in Puglia provenivano dalla Campania». Anche il Codacons, il coordinamento (in parte) dei gruppi dei consumatori, entra a gamba tesa: «Come ogni anno Roma», dice il presidente Codacons, Carlo Rienzi, «con l’ arrivo del caldo si sta ritrovando invasa dai rifiuti al punto da far scattare una vera e propria emergenza che è prima di tutto igienica e sanitaria. In tutta la città, dal centro alle periferie, le strade sono invase da sacchi della spazzatura che si accumulano giorno dopo giorno e non vengono rimossi dall’ Ama. Una situazione che genera un rischio igienico e sanitario, perché l’ immondizia marcisce per giorni al sole attirando topi, insetti e volatili, e alimentando il rischio di malattie presso i cittadini. Saremo costretti a denunciare il sindaco Raggi e la stessa Ama per i rischi sanitari corsi dai residenti in relazione al pericolo di epidemie». Virginia Raggi, al di là dei sorrisi di rito al leader Luigi Di Maio, dovrà ora affrontare in prima persona questa emergenza e dalla Puglia i suo compagni di movimento l’ avvertono: «Non vogliamo che si continui a ingrassare le casse dei proprietari privati delle discariche che già da tempo giovano di ingenti introiti, dato che la Puglia è notoriamente coacervo di rifiuti interregionali provenienti da tutta Italia. Basti pensare che nel solo 2016 quasi mezzo milione di tonnellate di rifiuti smaltiti in Puglia provenivano dalla Campania. E adesso tocca a Roma». © Riproduzione riservata.
carlo valentini
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