Petrolio, a sorpresa scorte giù e il prezzo della benzina vola
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fonte:
- la Repubblica
Milano Sono tre le certezze nella vita: la morte, le tasse e i rincari del prezzo della benzina con l’ approssimarsi delle vacanze. E la prossima stagione estiva non farà eccezione: sulla scia del greggio, tornato sopra i 71 dollari al barile sul mercato americano dopo la diminuzione delle scorte oltre le previsioni, è scattata la corsa al rialzo anche nelle stazioni di rifornimento: benzina e gasolio hanno raggiunto ieri il livello massimo dal luglio del 2015. Un livello eccessivo, denunciano le associazioni dei consumatori, con il Codacons che chiede addirittura l’ intervento dei Nas perché vadano a controllare che non ci sia chi se ne approfitta con speculazioni « che potrebbero configurare una forma di aggiotaggio». Esagerazioni? I calcoli sono presto fatti: soltanto un mese fa – secondo le rivelazioni dell’ Osservaprezzi carburanti del Ministero dello Sviluppo economico – il costo medio alla pompa della benzina era pari a 1,575 al litro mentre ieri ha fatto segnare 1,615. Ma percorrendo la rete stradale e autostradale italiana c’ è la possibilità di pagare molto di più per il pieno all’ automobile: i prezzi, infatti, arrivano fino a 1,629 euro al litro e per risparmiare bisogna avere l’ accortezza di fermarsi ai distributori no- logo, che praticano un prezzo medio pari a 1,592 ( in pratica sterilizzano i rincari dell’ ultimo mese). Se poi uno si facesse prendere dalla pigrizia e invece del self service preferisce farsi ” servire”, sappia che il prezzo è ancora più alto e può raggiungere 1,739 al litro. Lo stesso discorso vale per il gasolio: la media dei prezzi è di 1,487 al litro, con un massimo di 1,509, contro 1,466 delle compagnie no- logo e 1,614 per il ” servito”. In pratica, nell’ ultimo mese c’ è stato un rincaro del 2,8 per cento della benzina, che diventa 3,3 per cento per il gasolio. In parte, è dovuto al “tradizionale” effetto vacanze; ma è ovvio che i recenti aumenti alla pompa sono il contraccolpo di quanto sta avvenendo sui mercati internazionali. L’ accordo sulla limitazione delle quote di produzione, raggiunto un anno fa dai paesi dell’ Opec e dalla Russia, ha provocato un graduale rialzo delle quotazioni del greggio, con il barile che soltanto un anno aveva un valore tra i 45 e i 50 dollari al barile. Le ultime tensioni internazionali, con la minaccia di un nuovo embargo da parte degli Stati Uniti nei confronti dell’ Iran ( potenzialmente il terzo produttore mondiale di petrolio) potrebbe portare a una diminuzione dell’ offerta. Il che potrebbe portare a nuovi rialzi, cui contribuiscono anche le difficoltà di paesi con Libia, Nigeria e Venezuela a rifornire i mercati come in passato. Non per nulla, gli analisti del settore negli ultimi giorni pubblicano report in cui si parla di rialzi almeno fino agli 80 dollari al barile. Il fatto che il dato sulle scorte negli Usa, con un calo di 1,4 milioni di barili nell’ ultima settimana, confermano che la domanda sale ma la produzione non riesce a stargli dietro. Non una buona notizia per i consumatori. Ai quali va ricordato che l’ aumento della benzina li colpisce due volte: la prima quando vanno al distributore per fare il pieno, la seconda tra gli scaffali del supermercato. Lo ha ricordato ieri la Coldiretti, sottolineando come i rincari non potranno che « contagiare l’ intera economia» anche «considerando che in un paese come l’ Italia l’ 85 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada». Sempre Coldiretti stima che le materie necessarie un ” pasto completo” prima di giungere sulle tavole degli italiani percorrono in media 2mila chilometri. Così stando le cose, non deve stupire se gli italiani siano sempre più intenzionati a passare all’ auto elettrica. Lo dice uno studio commissionato al Censis dall’ Unrae, l’ associazione delle case automobilistiche straniere in Italia: l’ auto elettrica è il desiderio del 50% del campione intervistato, meglio ancora l’ auto con motore ibrido (65% delle risposte), mentre il Gpl raccoglie il 43% delle preferenze. Il diesel è in coda con il 37%. A ricordare che la strada è ormai segnata. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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