10 Maggio 2018

«Per far funzionare Csp basta applicare la carta dei servizi» `

`le associazioni dei consumatori criticano azienda e comune «ci sono ben 40 amministrativi che non si riesce a ricollocare»
MUNICIPALIZZATA Riorganizzare tutti e nove i servizi e applicare Carta dei servizi e Disciplinare tecnico. Sono queste secondo Codacons, Codici e Federconsumatori le azioni da mettere in campo per fare in modo che la neo Civitavecchia servizi pubblici non diventi la brutta copia di Hcs, aaltrimenti saremo costretti ad adire le vie legali». L’ appello è stato lanciato ieri dai referenti delle tre associazioni dei consumatori, che da metà aprile hanno intavolato con l’ amministrazione e i vertici della Csp un confronto proprio su questi temi. «Ma le discussioni non vanno avanti – ha detto la referente Codacons, Sabrina De Paolis – la società è imbrigliata dalle poche risorse a disposizione e impantanata nella burocrazia, o meglio nelle lungaggini amministrative dell’ ufficio diretto dal dirigente Riccardo Rapalli. I nostri tentativi di intavolare un discorso che vada a migliorare i servizi e al contempo a ridurre i costi vengono sempre stoppati con un no. Il fallimento organizzativo della società è sotto gli occhi di tutti, con una città che fino a pochi giorni fa è stata sotto assedio per la mole di rifiuti che non venivano ritirati, a causa dei mezzi rotti. Mezzi che si guastano sempre a ridosso delle festività. E’ ora di dire basta: se davvero si vuole cambiare marcia, è arrivato il momento». Di questo è convinto anche il responsabile Codici, Massimo Astarita. «Bisogna anche intervenire sul personale – le sue parole -. Non vogliamo che le difficoltà si tramutino in una lotta tra consumatori e lavoratori, ma non è possibile mantenere in piedi questa pianta organica». Più che di esuberi, come riportato nel verbale di una riunione di febbraio dello scorso anno, in cui fu il manager Francesco de Leva a sollevare il problema, si dovrebbe parlare di personale da ricollocare. Il lavoro c’ è per tutti e 400 i dipendenti, ma ci sono alcune unità, per l’ esattezza 40 addetti del settore amministrativo, che dal momento in cui il loro servizio è stato soppresso o accorpato, hanno rifiutato di essere ricollocati altrove e di svolgere mansioni diverse da quelle già effettuavano. «Un atteggiamento incomprensibile viste le condizioni in cui versa la municipalizzata – ha tuonato Astrarita -. Abbiamo chiesto più volte di intervenire su questa questione ma l’ amministrazione non ne vuole sapere. Come non ne vuole sapere di affrontare il discorso Micchi. Il super manager risulta ancora in forze alla società Hcs e gode ancora di un lauto stipendio. Come mai?». Domande che i referenti delle associazioni dei consumatori torneranno a fare all’ amministrazione nel prossimo tavolo nel quale chiederanno però anche di far rispettare alla lettere quanto scritto nella Carta dei servizi e nel Disciplinare tecnico. «In questi due documenti – ha concluso De Paolis – ci sono gli strumenti per far funzionare bene i servizi, in primis quello dell’ igiene urbana. Iniziamo quindi da quello che c’ è prima di parlare di rivedere i costi del servizio. Attualmente i cittadini pagano già una tassa salata per un servizio inefficiente. Applichiamo i due documenti e sicuramente le cose andranno meglio». Giulia Amato © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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