10 Maggio 2018

Lago inquinato? Forse no

il bacino di vico, processo agli ex sindaci di caprarola e ronciglione: assolti dal reato di disastro ambientale colposo. vacilla anche l’ accusa sull’ acqua da bere contaminata
LA SENTENZA «Il lago di Vico non è inquinato», assolti gli ex sindaci di Caprarola e Ronciglione. Rispettivamente Alessandro Cuzzoli e Massimo Sangiorgi che, accusati di disastro colposo, omissione di atti d’ ufficio e distribuzione al consumo di acque contaminate, hanno ottenuto la prima parziale vittoria. Ieri il difensore di Sangiorgi, Antonello Stella del Foro di Roma, sostenuto anche dall’ avvocato Luca Chiodi per Cuzzoli, ha sollevato l’ eccezione sulla base della perizia del professor Pietro Gallina – che in fase di incidente probatorio aveva illustrato la situazione del lago, dichiarando che non era affatto inquinato – e il collegio giudicante si è ritirato in camera di consiglio. Una manciata di minuti e il colpo di scena: assolti perché il fatto non sussiste. Ma solo per il reato di disastro ambientale colposo. Per i due imputati resta in piedi l’ omissione di atti d’ ufficio e la distribuzione al consumo umano di acque contaminate. Reato che potrebbe prescriversi già a ottobre, sempre che nella prossima udienza non arrivi un’ altra assoluzione. Possibilità per niente remota, visto che tutto l’ impianto accusatorio, e a cascata i reati contestati, si regge sul presunto – non accertato – inquinamento del lago di Vico. Tutto ruota intorno alle conclusioni cui giunse il professor Gallina (perito del Tribunale viterbese) al termine dell’ incidente probatorio. Secondo l’ esame peritale «il lago è perfettamente in salute e lo era anche nei sei anni precedenti il 2013». I fatti contestati risalgono, infatti, al periodo che va dal 2007 al 2011, quando Cuzzoli e Sangiorgi amministravano i due comuni cimini. In pratica, secondo la procura di Viterbo, i due ex sindaci avrebbero emesso ordinanze di non potabilità dell’ acqua incomplete o poco chiare sui livelli di arsenico e nell’ uso di diserbanti nei noccioleti intorno al lago. La sentenza di assoluzione, ancora parziale, è stato un duro colpo per le parti civili: due privati cittadini, il Comitato acqua pubblica, Accademia Kronos, Codici e Codacons. Il 23 maggio nuova udienza sul nodo dell’ ultimo capo di imputazione rimasto in piedi. Mentre la prescrizione incombe. Maria Letizia Riganelli © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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