8 Maggio 2018

Allarme Istat, la crescita frena

MILANO (Marco Val secchi) – Per l’ economia italiana “si rafforzano i segnali di rallentamento”, andando a delineare “uno scenario di minore intensità della crescita”. A rilevarlo, nella nota mensile diffusa in mattinata, è l’ Istat, che in aprile osserva inoltre una tendenza al peggioramento nella fiducia di imprese e famiglie. Un quadro comunque non a tinte così fosche, se si considera che sia l’ indicatore anticipatore, cioè l’ indice elaborato dallo stesso istituto di statistica che anticipa le tendenze del ciclo economico, si mantiene su livelli elevati. Così come il clima di fiducia dei consumatori. A dare segnali di decelerazione, d’ altra parte sono anche il commercio internazionale e l’ economia dell’ eurozona – un tema, questo, oggetto anche dell’ ultima conferenza di Mario Draghi al termine del consiglio direttivo di aprile della Bce -, con la stima preliminare di crescita del Pil del primo trimestre che per l’ area dell’ euro è risultata inferiore rispetto ai tre mesi precedenti, passando dal +0,7% al +0,4%. Nello stesso periodo, l’ Italia si è mantenuta invece sulla stessa velocità di crociera, per quanto più bassa rispetto alla media, dello 0,3%. Superiore alla media dell’ area euro è stato invece il rallentamento dell’ inflazione, che in Italia ha mostrato una crescita annua dell’ 1,2% in aprile, dopo l’ 1,3% di marzo. Questo mentre tasso di occupazione e disoccupazione migliorano, ma anche in questo caso si mantengono sotto al livello medio continentale. A commen tare la situazione sono le associazioni dei consumatori. “La fantomatica ‘crescita’ di cui tanto si parla da qualche anno è in realtà instabile e fra dichiarazioni ottimistiche di chi colloca il nostro Paese fuori dalla crisi economica”, ammonisce Federconsumatori. Mentre il Codacons sottolinea come le difficoltà nella formazione del governo non giovino alla causa italiana. Per il presidente Carlo Rienzi (nella foto), infatti, “è evidente che lo stallo politico e i ritardi nella formazione del nuovo governo a due mesi dalle elezioni stanno influendo negativamente sull’ economia e sulla crescita del Paese”.

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