Nuova e “vistata” in cassa La sportina bio fai-da-te
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fonte:
- La Nuova Ferrara
La sentenza del Consiglio di Stato, resa effettiva in questi giorni dalla circolare ministeriale, che introduce appunto la possibilità di servirsi di propri shopper, ha ridefinito i termini dell’ azione di responsabilità collettiva minacciata a suo tempo da Codacons. «Stiamo valutando i prezzi reali – dice il presidente regionale Bruno Barbieri – Qualora si scopra che l’ acquisto sul mercato dei sacchetti di plastica abbia un costo per il consumatore inferiore a quello che si paga all’ interno, allora ci sarebbero le condizioni per un’ azione risarcitoria collettiva nei confronti appunto delle catene di distribuzione». Servirà un po’ di tempo per questa indagine, dice Codacons. Dopo le polemiche che si sono scatenate in seguito al pagamento da 0.01 a 0,05 euro per il sacchetto biodegradabile nel quale riporre frutta e verdura, ora il ministero della Salute con una circolare dello scorso mese di aprile concede all’ acquirente di portarsi da casa il proprio sacchetto compostabile purché risponda ad alcuni requisiti: essere nuovo, ecologico e monouso. Questo sia per motivi igienici sia di salvaguardia dell’ ambiente. Come si stanno comportando esercenti ferraresi, ai quali spetta l’ onere di controllare? I comportamenti sono i più vari, dalla grande cautela su eventuali contaminazioni alla pretesa che si dimostri prima della spesa che si è in possesso del sacchetto, alla piena fiducia in quello che dichiara il cliente. «In realtà – dichiara Marco Minarelli gestore dei due supermercati Metà in via Bersaglieri del Po e Mazzini – anche prima si potevano portare da casa le sporte per la spesa comune ma non per frutta e verdura poiché potevano essere sporche e contagiare i prodotti. In quel caso saremmo stati noi a risponderne in caso di contestazioni. Ora invece viene consentito di utilizzare un proprio sacchetto ma è bene mostrarlo alla cassiera prima di entrare nelle corsie per avere l’ ok. Noi diamo comunque la possibilità di inserire nel sacchetto più prodotti, ognuno con il proprio costo che verrà poi sommato; così facendo si risparmiano sacchetti». Al Metà il sacchetto costa 0,02 cent ma Minarelli li acquista da grossisti della carta a 0,03 cent e poi con l’ Iva il costo sale a 0,04 cent, con un’ incidenza annuale di 2.500 euro. Mi chiedo come facciano altri supermercati ad accontentarsi di 0,01 cent; evidentemente hanno trovato fonti più vantaggiose o ne comprano quantità enormi per cui hanno uno sconto».Nella grande distribuzione come è quella dell’ ipermercato Coop sia al punto informazione sia nel reparto ortofrutta vi sono cartelli che informano sulla possibilità da parte dell’ acquirente di portarsi da casa il sacchetto; in questo caso una volta arrivato alla cassa dichiarerà che è suo e la cassiera lo stornerà dal totale poiché il registratore è comunque tarato per applicare sempre i 2 cent, anche se non si ha il sacchetto ma si tiene il prodotto nella retina di plastica a maglie trasparenti consentita o addirittura se è stato applicato lo scontrino della pesatura direttamente sull’ articolo acquistato. La regola riguarda tutti, supermercati, fruttivendoli di quartiere e bancarelle del mercato, ma quello che generalmente avviene è la mancanza del ticket. «Nel mio negozio – dichiara Anna Rita Sisti de Le Primizie di via Cortevecchia – ogni formato dei sacchetti è biodegradabile, ma raramente faccio pagare specialmente se la spesa è consistente». Attenzione allora alle multe che vanno da 500 a 5000 euro.Margherita Goberti.
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Tags: Bruno Barbieri, Consiglio di Stato, sacchetti, shopper
