Gru crolla sui binari, deraglia il treno
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Viviana Ponchia CUNEO ALLE 12.43 i pendolari del treno Savona-Torino capiscono che il sobbalzo non fa parte della mimica di un treno in frenata. Intuiscono che se arriveranno a Porta Nuova sarà con un altro mezzo, forse non tutti interi. Qualcuno descrive la premonizione proprio come l’ ha sentita: «Abbiamo visto la morte in faccia». Per fortuna non muore nessuno. Si conteranno alla fine dieci feriti, tra i quali la più grave è la macchinista portata in ospedale a Savigliano per politrauma. E si prenderà atto dell’ assurdo: il braccio della gru della ditta privata Edilgiara è precipitato sulla ferrovia, ha squarciato la fiancata del locomotore. Uscito dai binari (tecnicamente si parla di svio), il convoglio si è poi arenato sul ghiaione. DAI VAGONI scendono alla spicciolata circa duecento persone. Sono spaventate, hanno fretta di allontanarsi di lì e chiamare casa. Vengono invitate a servirsi dell’ assistenza psicologica dell’ ospedale Santa Croce di Cuneo, già in azione dopo gli attentati di Barcellona e Nizza, nei terremoti e negli incidenti di piazza San Carlo. Per i sintomi ansiosi e il disturbo traumatico da stress è necessario un intervento tempestivo, spiega Maura Anfossi, responsabile del servizio. Il Codacons sollecita invece i viaggiatori a pretendere il risarcimento dei danni subiti e della paura, anche in assenza di lesioni fisiche. Il tempo è cambiato e tira vento, alla ragazza in maglietta basterebbe una giacca calda. Vengono portati alla stazione di Trinità distante poche centinaia di metri, il viaggio prosegue grazie a un servizio sostitutivo di autobus. MA FINO a lunedì resterà sospesa la circolazione tra Fossano e Mondovì sulla linea Torino-San Giuseppe di Cairo, mentre la procura di Cuneo apre un’ inchiesta. «Si investe tanto sull’ alta velocità perché è remunerativa – dice Carlo Rienzi del Codacons – i treni locali invece continuano a viaggiare su una rete vecchia con standard qualitativi insufficienti. Chiediamo di indagare sul rispetto delle condizioni di sicurezza». Uno scarto del destino ha impedito che un grave incidente si trasformasse in disastro. Ma quel confine è troppo sottile per brindare allo scampato pericolo. Il regionale 10130 andava piano per entrare in stazione. Ma se l’ impatto fosse avvenuto a un’ altra velocità? L’ assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco ha voluto verificare di persona: «La Edilgiara eseguiva lavori esterni alla ferrovia. Il crollo c’ è stato prima dell’ arrivo del treno, che non è riuscito a frenare per evitare l’ impatto». La ditta privata costruisce componenti in cemento armato per grandi capannoni e con la gru gli operai stavano spostando una capriata. Forse un errore nel posizionamento dei contrappesi, unito a un colpo di vento: il mezzo pesante si è piegato di lato e ha urtato la locomotiva. Il presidente della Liguria Giovanni Toti richiama l’ attenzione sulla necessità di investimenti strategici per la sicurezza ferroviaria. Cavarsela con un po’ di ritardo e di paura è un privilegio su cui non si può contare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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