Violenze in ospedale, i medici in piazza: punizioni severe per chi ci aggredisce
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Nei giorni scorsi il Cimo Sicilia, sindacato dei medici, ha invocato il Daspo, come negli stadi, per chi si macchia di aggressioni ai danni di medici e sanitari con «l’ allontanamento immediato da parte delle forze dell’ ordine del soggetto resosi autore del reato e anche l’ arresto in flagranza differito fino a 48 ore nel caso in cui l’ identificazione del soggetto avvenga successivamente». E ora anche l’ Ordine dei Medici palermitano attraverso il presidente Toti Amato chiede un segnale forte. «Il servizio sanitario pubblico è un valore sociale e chi non lo merita – è la proposta di Amato – deve perdere ogni beneficio, compresa l’ assistenza gratuita. Le istituzioni non possono più stare a guardare senza mettere in campo risposte stringenti». «Stop alla violenza sui camici bianchi» è la scritta sulla pettorina blu indossata ieri pomeriggio davanti al teatro Politeama da medici, con in testa proprio il presidente Amato, personale sanitario e non solo. Hanno manifestato in segno di solidarietà anche il presidente della Regione Nello Musumeci, il sindaco Leoluca Orlando, gli assessori regionali Ruggero Razza (Salute), Roberto Lagalla (Istruzione), Sandro Pappalardo (Turismo). «La prossima settimana presenteremo il piano straordinario messo a punto dal nostro governo», ha annunciato Razza. «Abbiamo individuato nella sicurezza un diritto imprescindibile – dice Orlando – diritto dei cittadini alla salute, diritto dei lavoratori ad operare senza rischi e diritto ad una diversa organizzazione del sistema. Sono state individuate delle linee guida volte ad evitare l’ incivile lunga attesa dei familiari in un meccanismo di grande confusione che crea tensioni». Ma tra gli «addetti ai lavori» serpeggia un po’ di delusione sull’ esito del vertice in prefettura di venerdì scorso. «A fronte di un milione di ingressi l’ anno ai pronto soccorso di Palermo – ha detto il prefetto al termine dell’ incontro abbiamo assistito a un numero molto basso di aggressioni». Parole che non sono piaciute al Cimo Sicilia: «Per il prefetto di Palermo le aggressioni su medici e infermieri si riducono a mero fatto statistico».Anche i segretari di Ugl Sanità e Ugl Medici, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, esprimono perplessità: «Potenziare il servizio di guardie giurate nei presidi di pronto soccorso rappresenta un buon passo in avanti, ma di certo una soluzione tampone. In diverse circostanze – ag giungono Urzì e Lanteri – la presenza di vigilantes non ha costituito un valido deterrente. Non possiamo, dunque, che ribadire la nostra proposta di chiedere allo Stato l’ impiego dell’ esercito». Anche il Codacons aveva chiesto militari negli ospedali. In più la Fiaso, federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, farà partire una raccolta firme per inasprire le pene. Un coro che al momento pare sia stato ascoltato dalla Procura di Palermo che in una nota interna ha sollecitato i sostituti procuratori ad adottare provvedimenti più severi. Al sit-in anche Giovanni Migliore, direttore generale dell’ Arnas Civico, che venerdì ha preso parte al comitato in prefettura. «L’ Arnas Civico – afferma Migliore – ha già da tempo adottato tutte le misure suggerite dai rappresentanti delle forze dell’ ordine e dal prefetto e sin dal 2014 si è impegnata in un’ opera di riqualificazione dell’ area d’ emergenza che ci ha consentito di minimizzare il rischio di conseguenze più gravi». Al Politeama pure Igor Gelarda, consigliere comunale del M5S: «Siamo qui per dire basta alla violenza e per ragionare anche su un inasprimento di pene per chi commette reati in ambito sanitario. Ma siamo qui anche per dire basta alla malasanità che colpisce i siciliani. Tempi di attesa lunghi e malfunzionamento, esasperano le persone, per quanto gesti violenti siano sempre ingiustificabili». (*FRAS*)
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