1 Giugno 2017

Rassegna stampa dell’1 giugno 2017

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 01/06/2017 05:41
il movimento democratico progressista inizia a prendere forma con antonio lo schiavo, amministratori ed esponenti della società civile
L’ Mpd lancia la sfida: alternativa al Pd e ai Cinque stelle
Prende gradualmente forma il Movimento democratico progressista nel Vibonese. Una compagine decisa a ricostruire il centrosinistra, senza complessi di inferiorità. In primis, nei confronti del Pd che fa riferimento al parlamentare Bruno Censore. In effetti è stato chiaro Antonio Lo Schiavo che ha dato vita nei giorni scorsi ad un coordinamento provinciale composto da amministratori e consiglieri comunali del territorio, da esponenti della società civile, dal mondo del lavoro e dell’ associazionismo. Tra loro varie personalità decise a rappresentare un’ alternativa a sinistra al progetto “neoliberista” che continua a prendere piede. Insieme all’ ex candidato a sindaco, “Articolo 1-Mdp” schiera Loredana Pilegi e Rosario Tomaino, l’ ex sindaco di Rombiolo Mario Ferraro, Nazareno Navarra, già assessore del medesimo comune. E ancora, Mommo Pungitore, ex sindaco di Parghelia, Sergio Barbuto, già segretario provinciale dell’ Italia dei Valori. Dell’ organismo fa parte Antonio Maida, già presidente del Consiglio comunale di Vazzano. La società civile è rappresentata da Claudio Cricenti, espressione del Codacons. Presto sarà avviata una fase di tesseramento e radicamento sul territorio con l’ apertura di circoli locali in vari comuni della provincia. Un progetto al quale prenderanno parte anche Giuseppe Iannello, Emilio De Pasquale, Umberto Monteverdi, Enrico Paduano, Massimiliano Brosio, Simone Lo Schiavo, Michele Staropoli, Daniela Raschella e Antonio Camillò. Ed altri esponenti politici «hanno manifestato la volontà – si legge in una nota – di aderire al movimento». Una forza, insomma, da costruire gradualmente. Dopo la fase costituente si procederà alla definizione degli organismi comunali e provinciali per dare vita «ad un percorso di coerenza politica e personale». L’ intento è evidente: «Non costruire l’ ennesimo movimento o partitino ma federare tutte le forze che vogliono ricostruire un campo progressista aperto al mondo del lavoro ed all’ associazionismo». Insomma, ridare respiro a quelle persone che «non si ritrovano nelle posizioni del Pd renziano, ma non vogliono ripiegare sull’ astensionismo o sul voto ai Cinquestelle» puntando su una proposta «che non farà sconti e non sarà subalterna a nessuno». (t.f.)

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 01/06/2017 03:51
il caso la vicenda al centro di un esposto del codacons
Neonata morta dopo la vaccinazione Sette medici
indagati a lagonegro
Il caso della neonata morta in Basilicata nel 2016 al centro dell’ esposto del Codacons contro la Regione. È già aperta un’ in dagine con sette indagati: cinque medici in servizio all’ ospedale di Lagonegro (dove è deceduta la piccola dopo il trasporto da Praia a Mare) e il medico che, nel comune di residenza della bimba, ha materialmente eseguito la vaccinazione insieme alla sua assistente. L’ accusa è quella di omicidio colposo in concorso.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 01/06/2017 03:51
l’ analisi i dati medi superiori alla soglia minima del 95%
Basilicata ai vertici in Italia per la vaccinazione gratuita «Qui non c’ è sfiducia»
I vaccini sono sicuri? Non se lo chiede solo il Codacons, ma anche tanti cittadini. Sul punto, i medici sono sostanzialmente concordi: i vaccini sarebbero il farmaco più sicuro in assoluto e una delle più grandi scoperte medico -scientifiche: hanno salvato e salvano ogni giorno vite umane permettendo alle nostre generazioni di vivere in salute e più a lungo. Inoltre, rappresenterebbero l’ unico strumento sicuro ed efficace contro le malattie prevenibili. Hanno ad esempio permesso, grazie ad un sforzo congiunto mondiale, di eradicare il vaiolo. Vaccinarsi, dunque, proteggerebbe l’ indivi duo e la collettività attraverso la cosiddetta immunità di gregge. Per questo, sottolineano i sanitari, è importante raggiungere un elevato livello di copertura vaccinale e si è fissato come limite di sicurezza il 95%, che permette di proteggere anche chi, per controindicazioni, non può vaccinarsi. La Basilicata, a tal proposito, è ai vertici in Italia per la vaccinazione attiva gratuita. La media di vaccinazione lucana, infatti, è superiore alla soglia minima del 95% e, nel 2015, si è attestata al 97,83, con un lieve decremento rispetto al 98 del 2014. In Basilicata, dunque, sembrerebbe non esserci quella sfiducia nelle vaccinazioni che, pure, si è notata a livello nazionale e che, sempre secondo i medici, può avere motivazioni etico -morali, culturali, personali e complottistiche. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha messo a punto vaccini che ci proteggono anche da patologie tumorali, come quello anti epatite B e anti papillomavirus, a proposito del quale la Regione Basilicata è stata la prima ad introdurlo, nel 2007, offrendolo in maniera attiva e gratuita a 4 fasce di età, cercando di proteggere più donne possibili contro il tumore della cervice ute.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 01/06/2017 03:51
codacons il caso in basilicata nel 2016
L’ esposto-denuncia sulla morte sospetta
«Non mettiamo in discussione l’ importanza dei vaccini, né affermiamo che il decesso sia avvenuto a causa della vaccinazione. Vogliamo però vederci chiaro e ottenere trasparenza totale in favore delle famiglie». Così il Codacons ha motivato l’ esposto presentato alla Procura della Repubblica di Potenza, contro Ministero della Salute e Regione Basilicata, per fare luce sulla morte sospetta di una neonata registrata a seguito di somministrazione di vaccino. «Lo abbiamo presentato chiedendo di aprire un’ in dagine sull’ episodio alla luce di una serie di possibili reati, tra cui quello di concorso in omicidio colposo e lesioni personali. Il caso, va ricordato, è emerso dal rapporto Aifa sulle reazioni avverse alle vaccinazioni nel triennio 2014-16. Dal documento emergerebbe che il decesso sospetto di un neonato residente in Basilicata, avvenuto nel 2016 dopo la somministrazione delle vaccinazioni, sarebbe stato determinato da «arresto cardiorespiratorio e distress respiratorio avvenuto tre giorni dopo la vaccinazione». Il rapporto, però, segnala anche come siano cresciuti i casi di reazioni avverse «gravi» alle vaccinazioni pediatriche, con una percentuale che raggiunge il 20,2 per cento del totale delle segnalazioni negative giunte all’ Aifa nel 2016 a livello nazionale. «Crediamo che l’ incremento dei casi di reazioni gravi alle vaccinazioni non debba essere sottovalutato, ma anzi serva indagare sul ruolo delle istituzioni affinché si arrivi in Italia ad ottenere vaccini singoli e testati e indagini pre -vaccinali sui bambini proprio per limitare i casi di danni da vaccino, considerato che nel triennio 2014-16 l’ Aifa ha registrato in totale 3.551 segnalazioni di.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 01/06/2017 03:51
Morta dopo il vaccino indagati sette medici
il caso della neonata di praia trasportata d’ urgenza a lagonegro
Non c’ è ancora alcun nesso certo di causalità tra il decesso di una bimba, avvenuto il 18 settembre del 2016 all’ ospedale di Lagonegro, e il vaccino cui era stata sottoposta. Lo ha precisato Donato Pafundi, dirigente generale del Dipartimento Politiche della Persona della Regione Basilicata, in seguito all’ esposto presentato dal Codacons alla Procura della Repubblica di Potenza sul caso della bambina di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, deceduta nella città tirrenica lucana. «La neonata – ha spiegato Pafundi – era stata sottoposta a vaccinazione nel comune di residenza, Praia a Mare, e poi trasportata, in emergenza, presso il pronto soccorso dell’ ospe dale di Lagonegro il 18 settembre del 2016. Gli organi di stampa hanno dato ampio risalto all’ avvenimento, riportando informazioni giornalistiche di dettaglio. Dopo tale circostanza il responsabile aziendale di farmacovigilanza, su segnalazione del medico specialista ospedaliero, ha effettuato l’ inserimento della segnalazione di reazione avversa nell’ apposita rete nazionale dell’ Aifa, riportando nella casella relativa al nesso di causalità la dicitura inclassificabile. Al momento non c’ è ancora alcun nesso certo di causalità tra il decesso e il vaccino. La cartella clinica della paziente è stata sottoposta a sequestro da parte dell’ autorità giudiziaria», ha concluso Pafundi. La bimba, come anticipato, aveva soli 4 mesi e, riportano le cronache dell’ epo ca, «dopo essere stata vaccinata a Praia a Mare il 15 settembre dal dottore locale assistito da un’ infermiera. Al ritorno a casa i genitori si sono resi conto di alcune complicazioni, la bimba aveva febbre alta e gonfiore al braccio. La domenica successiva la situazione è peggiorata, ai sintomi si sono aggiunte crisi respiratorie che li hanno convinti al ricovero all’ ospedale di Lagonegro. I tentativi da parte dei medici sono stati vani e la bambina è deceduta poche ore dopo». I genitori, mamma di Praia a Mare e papà di Napoli, fecero regolare denuncia per sapere cosa accadde effettivamente du rante il ricovero in ospedale. In seguito, furono sette le persone indagate per omicidio colposo in concorso: i 5 medici in servizio all’ ospedale di Lagonegro e il dottore che eseguì la vaccinazione insieme alla sua assistente. Fu nominato anche un perito, Adamo Maiese, per appurare quanto accaduto, mentre la bambina fu sottoposta ad autopsia per capire meglio le cause del decesso. La notizia dell’ esposto del Coda cons, sebbene mitigata dalle precisazioni di Pafundi, potrebbe nuovamente contribuire, anche se in questo caso ex post, a far riemergere l’ insicurezza e la paura dei genitori nei confronti dei vaccini. Precisato che, secondo alcuni funzionari della sanità, nessun vaccino è sicuro al 100 per cento, va anche ricordato il rischio rimane molto rispetto ai benefici che la vaccinazione può portare. Il timore, se viene bypassato quando parliamo di vaccini obbligatori, in merito ai quali, evidentemente, i genitori non possono che decidere di praticarli, riemerge invece in presenza di vaccini consigliati per malattie considerate pericolose, tra le quali certamente la meningite. Affidarsi ai consigli dei medici, in questi casi, è, forse, l’ unica ricetta giusta.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/06/2017 03:50
dal codacons
Lagonegro, un esposto sulla neonata morta «Il vaccino non c’ entra»
POTENZA. Il Codacons vuole vederci chiaro. E ha inviato un esposto -denuncia alla Regione e al Ministero della Sanità sul caso di una neonata deceduta in Basilicata, all’ ospedale di Lagonegro (Potenza), il 18 settembre dello scorso anno. La piccola era stata vaccinata a Praia a Mare (Cosenza) e ha accusato un malore. Trasportata al nosocomio della cittadina lucana, però, non ce l’ ha fatta. Per questa vicenda sono finiti sotto inchiesta per omicidio colposo in concorso i 5 medici in servizio all’ ospedale lagonegrese e il collega che eseguì la vaccinazione insieme alla sua assistente. Donato Pafundi, dirigente generale del Dipartimento Politiche della Persona della Regione Basilicata, precisa che al momento «non c’ è alcun nesso certo di causalità tra il decesso della bimba e il vaccino cui era stata sottoposta». «La neonata spiega – era stata sottoposta a vaccinazione nel Comune di residenza, Praia a Mare, e poi trasportata, in emergenza, presso il pronto soccorso dell’ ospedale di Lagonegro. Dopo tale circostanza il responsabile aziendale di farmacovigilanza, su segnalazione del medico specialista ospedaliero, ha effettuato l’ inserimento della segnalazione di reazione avversa nell’ apposita rete nazionale dell’ Ai fa, riportando nella casella relativa al nesso di causalità la dicitura inclassificabile. La cartella clinica della paziente è stata sottoposta a sequestro da parte dell’ autorità giudiziaria». È difficilissimo che in casi del genere venga accertato un rapporto di causalità tra il vaccino e il decesso: è molto più probabile che la morte sia avvenuta per altre cause, preesistenti, e solo temporalmente collegate con la vaccinazione.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 01/06/2017 03:50
il caso la vicenda esplosa dopo un esposto del codacons
Neonata morta dopo la vaccinazione: indagati 7 medici a Lagonegro
Neonata morta dopo la vaccinazione: indagati 7 medici a Lagonegro.

Giornale di Sicilia (ed. Trapani), 01/06/2017 03:47
codacons. per incentivare il consumo dei prodotti tipi del territorio, favorirne la divulgazione e tutelarne la qualità. ha sede nella via fardella e sarà aperto il mercoledì e venerdì
Eccellenze agroalimentari, aperto uno sportello per i consumatori
OOO Tutelare i prodotti agroalimentari siciliani dai tanti, troppi, “doppioni” non originali che finiscono sul mercato, danneggiato, di fatto, il valore stesso dei prodotti “veri”. Anche aiutare i cittadini nella scelta, favorendo la divulgazione e la conoscenze del patrimonio agroalimentare di Sicilia. Arrivando, quindi, anche ad incentivare il consumo dei prodotti di eccellenza. Ma anche valorizzarli perché sono sempre maggiori i prodotti provenienti dagli altri Paesi e che invadono le tavole dei trapanesi, riducendo, così, la fetta di mercato a disposizione delle aziende locali. Sono gli obiettivi che si prefigge lo sportello promosso da Codacons Sicilia, con la partecipazione delle associazioni dei con sumatori Assoutenti, Confeuropa Consumatori, Consaambiente, Codici Sicilia e Udicon. L’ apertura dello sportello rientra all’ interno del progetto “Mangia sano, mangia siciliano”, una iniziativa che si prefigge, principalmente, la tutela del patrimonio agroalimentare siciliano, materiale e immateriale, sempre più minacciato dalle continue e repentine trasformazioni legate alla globalizzazione dei mercati che sottopongono molti prodotti tipici, e non solo quelli siciliani, ad una concorrenza sempre più aggressiva ed agguerrita. Lo sportello è stato istituito in via Michelangelo Fardella, al civico 1, nei locali che, in passato, hanno ospitato la sede dell’ Inps e, con il responsabile Marco Amato, sarà aperto al pubblico gretario regionale dell’ associazione Codici – rappresenta un rischio non soltanto per il consumatore, ma per l’ economia in generale in quanto la tracciabilità dei prodotti è finalizzata a prevenire i danni derivanti dalla commercializzazione di prodotti di dubbia provenienza. L’ associazione Codici ha sposato in pieno il progetto “Mangia Sano, Mangia Siciliano” in quanto ha, come scopo primario – continua Manfredi Zammataro -, proprio quello di tutelare i diritti dei consumatori contro la falsificazione commerciale e contro le azioni criminali di imprenditori senza scrupoli i quali, al solo scopo di lucro, contribuiscono a squalificare i marchi e la qualità dei prodotti italiani e siciliani. Non è un caso infine – conclude il responsabile regionale dell’ associazione Codici – che abbiamo voluto aprire un apposito sportello a Trapani, provincia questa che ha un importante vocazione agroalimentare che deve essere necessariamente tutelata». (*ATR*)

Il Piccolo, 01/06/2017 03:30
Un bimbo su quattro al nido con riserva
pronte le graduatorie del comune per settembre. in 268 su 1.125 potranno essere ammessi una volta fatta la vaccinazione
di Elena PlacitelliAsili nidi, a Trieste un bambino su quattro viene ammesso “con riserva” perché non vaccinato. Lo si scopre scorrendo la graduatoria delle iscrizioni, resa nota ieri dall’ amministrazione comunale. Sono infatti 268 su 1.125 le domande di iscrizione ammesse soltanto a condizione che il vaccino venga fatto. Cominciano dunque a farsi sentire gli effetti dei vaccini obbligatori imposti dal Comune di Trieste, il primo in Italia ad aver introdotto la condizione sine qua non, col depennamento dalle liste che diventa automatico. Requisito che peraltro il decreto Lorenzin del 19 maggio estende a 12 vaccini su tutto il territorio nazionale. I dati sulla realtà triestina non risultato comunque così allarmanti se guardati con la lente di ingrandimento. Le famiglie dei 268 ammessi con riserva, infatti, hanno consegnato una certificazione in cui indicano che la vaccinazione non è stata fatta soltanto a causa dell’ età. L’ assessore alla Scuola Angela Brandi spiega perché: «Trattandosi di asili nido parliamo di neonati fra 0 e 3 anni. I vaccini si possono somministrare dai 3 mesi in poi. Questo dato indica pertanto che la nostra campagna di sensibilizzazione ha sortito i suoi effetti. Cosa diversa da quanto era successo nelle scuole dell’ infanzia, dove i bambini non erano stati vaccinati nonostante avessero già compiuto 3 anni. In quel caso c’ era dunque da parte dei genitori una volontà a non vaccinarli». Di più, fra le 268 domande vengono contemplati anche i 175 nascituri per i quali i genitori hanno chiesto l’ iscrizione al nido spiegando naturalmente che la vaccinazione potrà essere fatta, naturalmente, solo dopo la nascita. Sono invece stati ammessi nonostante non siano stati vaccinati 14 bambini: il motivo dipende da gravi problemi di salute che impediscono loro le profilassi. «Per questi casi vale l’ effetto “gregge” – continua Brandi-. Se la maggioranza di un gruppo di persone è vaccinato, si riduce il rischio di contrarre la malattia anche per la minoranza». Sono invece 843 i bambini che hanno indicato di essere già vaccinati. Finora tutti i dati sono pervenuti al Comune in forma di autocertificazione, starà pertanto all’ Azienda sanitaria e agli uffici comunali di verificarne la veridicità. La graduatoria provvisoria, verrà pubblicata a breve sul sito del Comune, e diverrà definitiva, dopo qualche aggiustamento, fra una decina di giorni. Ancora Brandi: «Stimiamo che metà delle domande verrà accolta o nei 18 asili comunali o negli altri 18 asili privati convenzionati con il Comune». Nel frattempo l’ amministrazione continua la sua campagna di sensibilizzazione pro-vaccini. È stata stretta una nuova collaborazione con il Lions Club Trieste San Giusto, che si è incaricato di redarre delle brochure informative contro «le bufale sui vaccini sempre più diffuse sui social». L’ iniziativa è stata presentata ieri dalla stessa Brandi insieme alla presidente del Club Marina Vidali e alla responsabile del progetto Marina Cinco. «Cinquant’ anni fa – così Cinco – tutti plaudirono all’ eliminazione del vaiolo. Oggi si è persa la memoria dei tragici effetti che quelle malattie comportano e, anzi, assistiamo alla divulgazione sfrenata di informazioni false». I volantini verranno distribuiti negli asili e nelle scuole dell’ infanzia di Trieste. Ma intanto anche in Friuli Venezia Giulia cresce il fronte degli antivax, mentre si avvicina la data della “mobilitazione nazionale” annunciata per l’ 8 luglio a Pesaro. In Fvg i comitati hanno indetto, insieme al Codacons, una manifestazione per sabato 3 giugno alle 11 in piazza Libertà. «L’ invito è aperto a tutti coloro che vogliono esprimere la libertà di scelta sui vaccini e la propria contrarietà al decreto Lorenzin», recita una nota.©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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