22 Aprile 2017

Rassegna stampa del 22 aprile 2017

Askanews, 22/04/2017 16:53
Colosseo, il Codacons si schiera al fianco della sindaca Raggi

Roma, 22 apr. (askanews) – Il Codacons si schiera al fianco della sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, e contro il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, nella querelle sull’ istituzione del Parco Archeologico del Colosseo, e lo fa annunciando un intervento al Tar a sostegno del Comune di Roma. “Dopo aver regalato il Colosseo a Diego Della Valle, con un contratto di sponsorizzazione che consentirà all’ imprenditore di utilizzare in esclusiva il marchio del monumento più importante del mondo per oltre 15 anni, si tenta ancora di favorire i privati con un parco archeologico di cui non si sente affatto la necessità – spiega il presidente Carlo Rienzi – Fa bene l’ amministrazione comunale a ricorrere al Tar contro un provvedimento che rappresenterebbe un costo per lo Stato a unico vantaggio di soggetti privati , e per questo il Codacons interverrà dinanzi ai giudici a sostegno del Comune”. Il Codacons ricorda inoltre che sul Colosseo sono già emersi numerosi aspetti critici relativi al contratto di sponsorizzazione, l’ ultimo aperto dalla Corte dei Conti, e che ancora sono pendenti ricorsi per l’ evidente sproporzione tra gli impegni assunti dallo Stato e i vantaggi dei privati.

Affari Italiani, 22/04/2017 15:01
Radiato medico anti-vaccini. Renzi: “Grazie Ordine Medici”. Codacons denuncia
radiato medico anti-vaccini: primo caso in italia. vaccini: codacons su medico radiato, esposto contro ordine medici treviso
VACCINI: RENZI RILANCIA TWEET RICCIARDI, GRAZIE ORDINE DEI MMEDICI PER MEDICO RADIATO” “Grazie a Ordine Medici Treviso per aver RADIATO primo medico per il suo comportamento non etico e antiscientifico nei confronti dei vaccini”. E’ il tweet del presidente dell’ Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi rilanciato in serata da Matteo Renzi. VACCINI: CODACONS SU MEDICO RADIATO, ESPOSTO CONTRO ORDINE TREVISO La radiazione del primo medico “colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione”. Questo il commento del Codacons, che passa al contrattacco rivolgendosi alla Procura della Repubblica di Treviso: “Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio”, spiega l’ associazione. Secondo il Codacons, “la radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro paese. Ci chiediamo infatti se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità sul tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’ Inquisizione con i soggetti accusati di eresia”. “Invitiamo tutti i medici italiani contrari alla decisione dell’ Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons ([email protected]) per manifestare la propria contrarietà alla radiazione e chiediamo ai componenti dell’ Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche che, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci, accuse poi cadute in Cassazione”, contrattacca l’ associazione. Tags: radiato medico medico radiato radiato medico anti vaccini vaccini medico radiato roberto gava renzi medico radiato ordine medici vaccini.

italiaoggi.it, 22/04/2017 14:36
Vaccini, medico radiato: per il Codacons si apre “caccia alle streghe”Web Web
(ClassTv) “La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione”. Lo afferma il Codacons.

larena.it, 22/04/2017 12:40
Mps, Profumo e Viola rischiano il processoWeb Web
MILANO Rischiano di finire a processo anche Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps, per la gestione della banca senese successiva a Vigni e Giuseppe Mussari, già «alla sbarra» a Milano. Il gip Livio Cristofano, infatti, non accogliendo la richiesta di archiviazione della Procura, ha disposto l’ imputazione coatta per i due ex manager e per Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale dell’ istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio. «Ho certezza della correttezza del mio operato e ho piena fiducia nella giustizia», ha detto Profumo. La nuova tranche d’ indagine riguarda la contabilizzazione a «saldi aperti» dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate una con Deutsche Bank e l’ altra con Nomura. «Immensa soddisfazione» è stata espressa dal Codacons. Per Giuseppe Bivona, cofondatore di Bluebell Partners, Profumo e Viola sono incompatibili con i loro nuovi ruoli. Leggi l’ articolo integrale sul giornale in edicola.

ilgazzettino.it, 22/04/2017 12:04
Medico radiato, Codacons denuncia l’ Ordine dei Medici: «È Inquisizione»Web Web
Medico radiato, Codacons denuncia l’ Ordine dei Medici: «È Inquisizione»PER APPROFONDIRE: medico anti vaccini , ordine medici treviso , radiazione , roberto gava , vacciniTREVISO – Il Codacons, in una nota, annuncia di denunciare, con l’ ipotesi di violenza privata e abuso d’ ufficio, l’ Ordine dei Medici di Treviso per aver radiato Roberto Gava , medico 59enne, per la sua presunta posizione anti-vaccini . «La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, – rileva Codacons – apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione».«Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso – precisa – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio. La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – osserva – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro paese. Ci chiediamo infatti – prosegue – se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’ Inquisizione con i soggetti accusati di eresia».Codacons «invita i medici italiani contrari alla decisione dell’ Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons per manifestare la propria contrarietà alla radiazione» e chiede «ai componenti dell’ Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche le quali, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci, accuse poi cadute in Cassazione.© RIPRODUZIONE RISERVATA.

TGCom, 22/04/2017 12:04
Vaccini, medico radiato: per il Codacons così si apre una “caccia alle streghe”Web Web
si indaghi “per violenza privata e abuso di atti d`ufficio”
“La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini , decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione”. Lo afferma il Codacons , che ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Treviso con un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso. “La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – sostiene il Codacons – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro Paese. Ci chiediamo infatti se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell`Inquisizione con i soggetti accusati di eresia”. Il Codacons chiede quindi di aprire una indagine “per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio”. vaccini codacons treviso Commenti Commenta Disclaimer invia pubblica su facebook Commenti in orario notturno Quanto inserito fra l’ 1.00 e le 8.00 verrà moderato a partire dalle ore 8.00 Recenti Più votati Nessun commento Metti il tuo like ad un commento più commenti Grazie per il tuo commento Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione Grazie per il tuo commento Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook Regole per i commenti I commenti in questa pagina vengono controllati Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre In particolare, durante l’ azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che: – Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV – Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti – Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni – Più in generale violino i diritti di terzi – Promuovano attività illegali – Promuovano prodotti o servizi commerciali Correlati MASSIMA PUNIZIONE Treviso, primo medico anti-vaccini radiato da ordine| Lui fa ricorso: “Processato come Galileo Galilei”

corrierealpi.it, 22/04/2017 11:57
Medico radiato, il Codacons denuncia l’ OrdineWeb Web
TREVISO. Il Codacons, in una nota, annuncia di denunciare, con l’ ipotesi di violenza privata e abuso d’ ufficio , l’ Ordine dei Medici di Treviso per aver radiato Roberto Gava , medico 59enne, per la sua presunta posizione anti-vaccini. «La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, – rileva Codacons – apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione». «Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso – precisa – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio. La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – osserva – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro paese. Ci chiediamo infatti – prosegue – se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’ Inquisizione con i soggetti accusati di eresia». Codacons «invita i medici italiani contrari alla decisione dell’ Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons per manifestare la propria contrarietà alla radiazione» e chiede «ai componenti dell’ Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche le quali, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci, accuse poi cadute in Cassazione.

tribunatreviso.it, 22/04/2017 11:50
Medico radiato, il Codacons denuncia l’ OrdineWeb Web
TREVISO. Il Codacons, in una nota, annuncia di denunciare, con l’ ipotesi di violenza privata e abuso d’ ufficio , l’ Ordine dei Medici di Treviso per aver radiato Roberto Gava , medico 59enne, per la sua presunta posizione anti-vaccini. «La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, – rileva Codacons – apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione». «Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso – precisa – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio. La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – osserva – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro paese. Ci chiediamo infatti – prosegue – se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’ Inquisizione con i soggetti accusati di eresia». Codacons «invita i medici italiani contrari alla decisione dell’ Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons per manifestare la propria contrarietà alla radiazione» e chiede «ai componenti dell’ Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche le quali, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci, accuse poi cadute in Cassazione.

nuovavenezia.it, 22/04/2017 11:48
Medico radiato, il Codacons denuncia l’ OrdineWeb Web
TREVISO. Il Codacons, in una nota, annuncia di denunciare, con l’ ipotesi di violenza privata e abuso d’ ufficio , l’ Ordine dei Medici di Treviso per aver radiato Roberto Gava , medico 59enne, per la sua presunta posizione anti-vaccini. «La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, – rileva Codacons – apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione». «Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso – precisa – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio. La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – osserva – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro paese. Ci chiediamo infatti – prosegue – se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’ Inquisizione con i soggetti accusati di eresia». Codacons «invita i medici italiani contrari alla decisione dell’ Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons per manifestare la propria contrarietà alla radiazione» e chiede «ai componenti dell’ Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche le quali, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci, accuse poi cadute in Cassazione.

mattinopadova.it, 22/04/2017 11:41
Medico radiato, il Codacons denuncia l’ OrdineWeb Web
TREVISO. Il Codacons, in una nota, annuncia di denunciare, con l’ ipotesi di violenza privata e abuso d’ ufficio , l’ Ordine dei Medici di Treviso per aver radiato Roberto Gava , medico 59enne, per la sua presunta posizione anti-vaccini. «La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, – rileva Codacons – apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione». «Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso – precisa – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio. La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – osserva – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro paese. Ci chiediamo infatti – prosegue – se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’ Inquisizione con i soggetti accusati di eresia». Codacons «invita i medici italiani contrari alla decisione dell’ Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons per manifestare la propria contrarietà alla radiazione» e chiede «ai componenti dell’ Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche le quali, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci, accuse poi cadute in Cassazione.

corriere.it, 22/04/2017 11:21
Caso del medico anti-vaccini radiato Codacons denuncia Ordine Medici: «Violenza privata e abuso d’ ufficio»Web Web
«questa vicenda apre ufficialmente la caccia alle streghe in italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ inquisizione»
TREVISO Caso del medico anti-vaccini radiato Codacons denuncia Ordine Medici: «Violenza privata e abuso d’ ufficio» «Questa vicenda apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione» TREVISO Il Codacons, in una nota, annuncia di denunciare, con l’ ipotesi di violenza privata e abuso d’ ufficio, l’ Ordine dei Medici di Treviso per aver radiato Roberto Gava, medico 59enne, per la sua presunta posizione anti-vaccini. «La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’ Ordine dei medici di Treviso, – rileva Codacons – apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro paese ai tempi bui dell’ Inquisizione». «Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’ Ordine dei medici di Treviso – precisa – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ ufficio. La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – osserva – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro paese. Ci chiediamo infatti – prosegue – se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’ Inquisizione con i soggetti accusati di eresia». Codacons «invita i medici italiani contrari alla decisione dell’ Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons per manifestare la propria contrarietà alla radiazione» e chiede «ai componenti dell’ Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche le quali, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci, accuse poi cadute in Cassazione.

Gazzetta del Sud, 22/04/2017 05:37
un fenomeno in netta crescita
Alcol, preoccupa soprattutto il binge drinking tra i giovani
calano i consumatori giornalieri in italia, ma a bere ogni giorno è ancora 1 italiano su 5 e il primo bicchiere va giù a 11 anni
Manuela Correra roma Calano i consumatori giornalieri di alcol in Italia, ma a bere quotidianamente è ancora 1 italiano su 5 e c’ è un altro dato allarmante: aumentano i consumi di bevande alcoliche fuori pasto e occasionali, con vere e proprie “abbuffate alcoliche” o “binge drinking”, soprattutto tra i più giovani. Tanto che il primo bicchiere lo si beve già a 11 anni. È il quadro che emerge dal Rapporto Istat “Il consumo di alcol in Italia 2016”, confermato dai dati dell’ Istituto superiore di sanità (Iss) presentati in occasione dell’ Alcol prevention day. Nel 2016, rileva l’ Istat, si stima che i consumatori giornalieri di bevande alcoliche siano il 21,4% della popolazione di 11 anni e più, «confermando il trend strutturale discendente degli ultimi dieci anni (22,2% nel 2015 e 29,5% nel 2006)». Anche tra gli adolescenti diminuisce sensibilmente il consumo di alcolici (dal 29 al 20,4%). Continua invece a preoccupare la quota di coloro che consumano alcol occasionalmente (aumentata dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). Preoccupa anche la quota di bevitori che eccedono nelle quantità: sono 8,6 milioni (il 25% dei consumatori). Nel consumo eccedono più frequentemente rispetto alle raccomandazioni del ministero della Salute gli over-65 maschi (36,2% uomini e 8,3% donne), i giovani di 18-24 anni (22,8% e 12,2%) e gli adolescenti di 11-17 anni (22,9% e 17,9%). E l’ allarme riguarda, appunto, soprattutto i giovani, che sono più a rischio per il binge drinking (il consumo di 6 o più bicchieri di alcol in un’ unica occasione), frequente durante momenti di socializzazione, come dichiara il 17% dei ragazzi. Tra i 18-24enni che frequentano spesso discoteche, spettacoli sportivi e concerti sono infatti più diffusi consumo abituale eccessivo e binge drinking (32,2%) rispetto ai coetanei che non li frequentano (6,5%). Sono i maschi, rileva inoltre l’ Iss, a superare le femmine nei consumi in ogni classe di età, a eccezione dei minori, per i quali la forbice si restringe: una fascia di popolazione, avverte l’ Istituto, «per la quale sarebbe attesa una frequenza pari a zero, considerando il divieto per la vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto dei 18 anni. Divieto ampiamente disapplicato e che suggerisce una riflessione sull’ esigenza di iniziative a supporto del rispetto della legalità». A livello territoriale, consumano più alcolici fuori pasto soprattutto gli uomini e le donne residenti nel Nord-Est (63,1% e 44,1%). Altro dato segnalato dall’ Istat è l’ influenza dei genitori: il 30,5% degli 11-24enni che vive in famiglie dove almeno un genitore ha un consumo di alcol eccedente, ha abitudini alcoliche non moderate. La quota scende al 16,2% tra i giovani con genitori che non bevono o bevono in maniera moderata. E un problema si pone anche rispetto alle cure: sono oltre 700mila gli italiani che presentano danni fisici causati dall’ alcol o sono alcol-dipendenti, ma solo il 10% è seguito da centri specialistici. Una situazione a fronte della quale il Codacons chiede «urgenti misure di contrasto», a partire da un giro di vite su bar e locali della “movida” giovanile e l’ introduzione di avvertenze sulle etichette relative ai rischi dell’ alcol.

Il Tempo, 22/04/2017 05:31
il banchiere ha avviato contatti con i manager interni per un nuovo team
Profumo prepara lo sbarco Ma arriva la tegola giudiziaria
leonardo imputazione coatta per lui e viola su montepaschi
Mentre Alessandro Profumo, ad designato dal governo per sostituire Mauro Moretti alla guida della Finmeccanica, è già al lavoro per costruire il team con il quale lavorerà al rilancio del gruppo sui mercati internazionali, dal Tribunale di Milano sul banchiere arriva una tegola giudiziaria per il passaggio al Monte dei Paschi di Siena. Il Gup di Milano, Livio Antonello Cristofano ha infatti disposto l’ imputazione coatta, oltre che nei suoi confronti, anche verso l’ ex ad dellabanca senese Fabrizio Viola. Il giudice si era riservato nei giorni scorsi di decidere sull’ opposizione all’ archiviazione presentata dal Codacons e, ieri, ha depositato il provvedimento col quale, in sostanza, ha ordinato alla Procura di chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati. «Ho certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia», ha detto Profumo. Dunque nonostante la Procura avesse insistito per la richiesta di archiviazione, sia per le 11 persone fisiche che per la banca, indagata per la legge 231 del 2001 sulla responsabilità degli enti per i reati commessi dai dipendenti il processo vedrà alla sbarra anche Viola e Profumo per i presunti reati di falso in bilancio e manipolazione del mercato. Nonostante le vicissitudini giudiziarie Profumo che dal 16 maggio entrerà ufficialmente in azienda non è rimasto con le mani in mano. Anzi il banchiere avrebbe già avviato colloqui coni manager interni per preparare il suo sbarco a Piazza Monte Grappa. Profumo avrebbe visto il presidente Gianni De Gennaro (confermato nel suo ruolo) e Mauro Moretti, ad uscente perla condanna in primo grado per la strage ferroviaria di Viareggio. Nei piani di Profumo ci sarebbe la costruzione di una squadra di lavoro usando le risorse interne. Per questo starebbe valutando la conferma o meno di alcune figure aziendali. Secondo i rumors potrebbe essere in uscita l’ attuale direttore finanziario, Gian Piero Cutillo. Il nuovo ad potrebbe tranquillamente fare a meno delle sue competenze perché la finanza è la materia che meglio conosce e che, inevitabilmente, terrà nelle sue deleghe. Diverso il caso della nomina del direttore generale. Figura chiave per gestire la complessa politica commerciale relativa all’ aerospazio e alla difesa. Per questa casella sarebbe in corsa, Fabrizio Giulianini, attuale capo del area dell’ elettronica per la difesa e sicurezza, fortemente cresciutalo scorso anno. Giulianini ha dalla sua un’ approfondita conoscenza dell’ industria militare e dei mercati internazionali. Ed è gradito alle alte gerarchie della Difesa. In pista potrebbe esserci anche Lorenzi Mariani, managing director della divisione elettronica per la difesa terrestre e nava ledi Leonardo, cresciuto professionalmente nella Selex Sistemi Integrati. Tra le figure in bilico ci sarebbe anche l’ attuale capo delle relazioni esterne, Federico Fabretti, arrivato in Finmccanica con Moretti dalle Ferrovie. Per lui potrebbe profilarsi un ritorno sui treni. Nei giorni scorsi, infatti, Alessio De Sio, direttore della comunicazione di Ansaldo Hitachi è uscito dalla società. E l’ azienda, specializzata nei congegni ferroviari, e recentemente venduta da Moretti ai giapponesi, potrebbe essere la collocazione ideale in caso Profumo non confermasse la fiducia a Fabretti.
filippo caleri

Il Giornale, 22/04/2017 05:15
Lo shopping festivo piace a 6 italiani su 10
contro l’ apertura domenicale dei negozi il 38%, i grillini si dividono
D i recente è scoppiata la polemica sull’ apertura festiva di centri commerciali e negozi in generale. Per un numero consistente di questi esercizi, è invalsa da qualche tempo la consuetudine di restare aperti nei giorni festivi per favorire l’ afflusso di clienti. L’ Italia possiede in materia una delle legislazioni più «liberali», specie dopo i provvedimenti introdotti dal governo Monti. Altri Paesi hanno infatti norme più restrittive, tendenti a limitare, sotto diverse forme, l’ apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi. Come si è detto, su tutta la questione è in corso da tempo una accesa discussione. C’ è chi, come una parte consistente della Chiesa e del mondo cattolico, Confesercenti, alcuni sindacati e, di recente, il M5S, ritiene che la apertura sia un fattore negativo e vuole «salvaguardare» i giorni festivi. E chi, come diverse forze politiche (e, tra gli altri, il Codacons) è invece favorevole alla apertura su base volontaria, ritenendo che così si offra un utile servizio in più ai cittadini (e ai turisti) e si incrementino i consumi. Ma cosa pensano gli italiani dell’ apertura festiva di negozi e centri commerciali? Un recente sondaggio (condotto dall’ Istituto Eumetra Monterosa intervistando un campione di cittadini rappresentativo dell’ universo della popolazione italiana al di sopra dei 17 anni di età) mostra l’ esistenza di una contrapposizione di opinioni. Gli interpellati si mostrano difatti nella loro gran parte favorevoli alla prosecuzione della apertura festiva dei negozi, ma una quota significativa si dichiara contraria. Di fonte al quesito «È giusto che i negozi che vogliono siano aperti la domenica?», il 61% degli intervistati risponde in modo affermativo. Si tratta della maggioranza, ma è lontana dal rappresentare la totalità, tanto che il 38% afferma invece la sua contrarietà (sono pochissimi, poco più dell’ 1%, coloro che non sanno o non vogliono pronunciarsi, segno del grande interesse per la questione). Sono più favorevoli ad una liberalizzazione delle aperture degli esercizi commerciali i più giovani, fino a 24 anni di età (con una ulteriore accentuazione tra gli studenti), tra i quali l’ approvazione emerge da più di tre intervistati su quattro (76%), mentre tra i più anziani è più diffusa la contrarietà, che rappresenta la maggioranza e giunge al 54%. Il che, al di là dell’ aspetto «ideologico», suggerisce che la spesa nei giorni festivi faccia parte dello stile di vita delle nuove generazioni e che, come risulta peraltro da molti altri studi, esse siano per diversi aspetti più «liberali» e innovativi dei più anziani. Ancora, si registra un atteggiamento più incline a concedere la totale libertà nell’ apertura dei negozi tra chi possiede un titolo di studio più elevato (specie i laureati, tra i quali l’ approvazione giunge al 79%) e i residenti nelle regioni meridionali del Paese. Dal punto di vista dell’ orientamento politico, risultano nettamente più favorevoli all’ apertura festiva dei negozi i votanti per il M5s (ove, come si sa, vi sono molti giovani), tra cui si rileva il 78% di approvazioni, nonostante la presa di posizione contraria dei vertici del loro partito. Il che indica, com’ è peraltro accaduto nel passato riguardo ad altre tematiche, che non sempre la dirigenza del M5S intercetta correttamente gli orientamenti dei propri elettori (e che il voto al movimento di Grillo dipende evidentemente da altri motivi). Appaiono invece assai più scettici sull’ apertura festiva dei negozi gli elettori della Lega Nord tra cui i contrari costituiscono la maggioranza e raggiungono il 57% e, in misura ancora lievemente maggiore (58%), quelli del Pd. Sin qui l’ atteggiamento generale sul tema. Su un’ altra affermazione che pone le cose in modo differente («Non c’ è niente di male che si lavori di domenica, se il contratto lo prevede») permane la maggioranza di rispondenti che si dichiarano d’ accordo; ma essa si erode, raggiungendo il 54% (con la già rilevata accentuazione tra i più giovani e tra chi esercita professioni più remunerative), vale a dire poco più della metà degli intervistati, con la parte restante contraria. È un’ altra prova della spaccatura del Paese su questa tematica. E del fatto che l’ evocare i lavoratori impegnati nei giorni festivi diminuisce in qualche misura l’ entusiasmo per l’ apertura domenicale degli esercizi. Insomma, sulla questione il Paese appare diviso seppur orientato alla liberalizzazione. Con una netta frattura generazionale che vede, come su altri temi, i giovani opporsi nettamente ad un atteggiamento più «conservativo» dei più anziani.

Il Giornale, 22/04/2017 05:15
contestati i reati di falso in bilancio e manipolazione di mercato
Profumo e Viola nei guai per Mps
il gup chiede «l’ imputazione coatta». e per il tesoro c’ è il problema di leonardo
Camilla Conti Il governo rischia di dover trovare al più presto un nuovo ad per Leonardo Finmeccanica mentre per la Popolare di Vicenza la strada verso il salvataggio di Stato potrebbe farsi ancora più in salita. Vediamo perché. Il siluro è partito ieri dal Gup di Milano, Livio Antonello Cristofano che ha disposto l’ imputazione coatta nei confronti degli ex manager Mps, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo. Decidendo sull’ opposizione all’ archiviazione presentata dai consumatori del Codacons e dal finanziere Giuseppe Bivona, il giudice ha in sostanza «ordinato» alla procura di chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati. Le ipotesi di reato sono di falso in bilancio e manipolazione del mercato, per la presunta rappresentazione non corretta nei conti della banca dei derivati Alexandria e Santorini, nei bilanci 2012, 2013, 2014 e 2015 firmati dal tandem Profumo-Viola. «Ho certezza della correttezza del mio operato e piena fiducia nella giustizia», ha fatto sapere ieri l’ ex presidente del Monte, Profumo. Ma nel frattempo la mossa del giudice di Milano complica due partite importanti che si stanno giocando in queste settimane su due fronti completamente diversi: quello della Difesa e quello bancario. Partiamo dal primo, ovvero dalle poltrone di Leonardo: come timoniere del gruppo il Tesoro, azionista di controllo, ha proposto proprio Profumo. Una scelta che ha creato subito polemiche per il «core business» del candidato così diverso dall’ attività del big della Difesa. Qualche settimana fa in un’ audizione alla Camera, il ministro Pier Carlo Padoan aveva difeso la nomina citando la direttiva emanata il 16 marzo 2017 (ovvero solo due giorni prima che il Tesoro ufficializzasse le candidature). Direttiva che ha riscritto quella precedente del 2013 sulle nomine dei cda delle società controllate dallo Stato, eliminando i requisiti che prescrivevano l’ ineleggibilità per chi fosse rinviato a giudizio tra l’ altro per reati finanziari o per corruzione e la decadenza in caso di condanna anche non definitiva. E Profumo il primo marzo (ma la notizia è stata resa nota il 22) è stato rinviato a giudizio da un tribunale lucano per usura bancaria con i tassi di interesse di Mps. Insomma, nella nuova direttiva si è ineleggibili solo in caso di condanna definitiva per reati finanziari o societari. Profumo, però, potrebbe decidere di fare un passo indietro prima dell’ assemblea dei soci fissata per il 2 e il 16 maggio (in prima e seconda convocazione) che dovrà dare il via libera alle nomine in cda. Una mossa spontanea, oppure su pressing dei fondi stranieri che potrebbero mandare un messaggio all’ azionista pubblico di «scarso gradimento». Profumo non avrebbe vita facile nella gestione e questo diventerebbe un problema anche per il governo. Se l’ ex banchiere decidesse di farsi da parte, in viale Montegrappa c’ è chi scommette sull’ ascesa di Fabrizio Giulianini, attuale responsabile Divisione elettronica, Difesa e Sistemi di sicurezza. Ma la mossa del giudice di Milano rischia di complicare anche il salvataggio delle ex popolari venete. L’ ex ad del Montepaschi, Fabrizio Viola, è infatti diventato a fine anno ad della Vicenza nonchè capo del comitato esecutivo di Veneto Banca che hanno chiesto come il Monte la «ricapitalizzazione precauzionale», cioè l’ aiuto di Stato. La Commissione Ue deve ancora esprimersi sul via libera e le notizie arrivate ieri da Milano non contribuiranno di certo ad ammorbidire i già rigidi tecnici di Bruxelles.
camilla conti

Corriere della Sera, 22/04/2017 04:46
Mps, ora rischiano Profumo e Viola
milano, il gip respinge l’ archiviazione chiesta dai pm. l’ ex presidente: certo della mia correttezza
MILANO «Dalla perseverata e consapevole contabilizzazione a saldi aperti» dei derivati Santorini e Alexandria «si è indubbiamente determinata una enorme asimmetria informativa nei bilanci 2012-2015» del Monte dei Paschi di Siena: «non una semplice mancanza di dettaglio, come sostenuto dall’ Ufficio del pm», ma una «ambigua e contraddittoria esposizione della situazione economica», una «effettiva capacità ingannatoria delle comunicazioni sociali emesse dalla gestione Profumo-Viola successivamente alla gestione Mussari-Vigni». Così il giudice per le indagini preliminari Livio Cristofano ieri ha respinto l’ archiviazione chiesta il 5 ottobre 2016 dalla Procura di Milano di Francesco Greco, e ha ordinato ai pm Baggio-Civardi-Clerici di formulare, per le ipotesi di reato di aggiotaggio informativo e falso in bilancio, la richiesta di rinvio a giudizio dell’ ex presidente Mps Alessandro Profumo (neodesignato dal governo quale amministratore delegato di Leonardo-ex Finmeccanica), dell’ ex amministratore delegato Fabrizio Viola (ora amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza), e dell’ ex presidente del collegio sindacale Paolo Salvadori. Il gip ha invece accolto l’ archiviazione del consulente legale esterno di Mps, Michele Crisostomo, e del responsabile dell’ area legale Raffaele Rizzi. Dopo il caso Expo (che a cascata ha poi determinato l’ indagine sul sindaco di Milano Sala), è la seconda volta in pochi mesi che l’ Ufficio Gip respinge un’ archiviazione chiesta dalla Procura. Ora i pm avranno 10 giorni per l’ imputazione coatta, che potrà poi essere accolta o bocciata da un altro giudice dell’ udienza preliminare, distinta dal processo ordinario già in corso a Milano contro la precedente gestione 2008-2012 di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. Ma anche in caso di accoglimento, il rinvio a giudizio non produrrebbe effetti automatici su Profumo e Viola. Nel caso di Profumo, che ribadisce «certezza della correttezza del mio operato e come sempre piena fiducia nella giustizia», la ragione è che il 16 marzo (due giorni prima della sua nomina a Leonardo e della conferma all’ Eni di Claudio Descalzi, che ha una richiesta di rinvio a giudizio per l’ ipotesi di corruzione internazionale in Nigeria) il ministero del Tesoro ha modificato la direttiva Saccomanni del giugno 2013 sui requisiti di onorabilità, come accennato il 5 aprile dal ministro Padoan in una audizione parlamentare. Nel caso di Viola, i differenti requisiti di onorabilità in campo bancario porrebbero un problema solo dopo una condanna di primo grado se l’ assemblea della banca non riconfermasse la fiducia. Decisivo, nel no all’ archiviazione alla quale si erano opposti Giuseppe Bivona (di Bluebell Partners) e il Codacons, è stato il supplemento di relazione tecnica chiesto ai consulenti Roberto Tasca (assessore al Bilancio del Comune di Milano) e Francesco Corielli dalla Procura Generale di Milano ai fini di un eventuale (e ora assai probabile) esercizio del potere di contestare alla persona giuridica Mps l’ illecito amministrativo non contestato dalla Procura della Repubblica. I pm valorizzavano, come «discontinuità» di Profumo-Viola con la gestione Mussari-Vigni, il fatto che nei loro bilanci «la diversa e reale natura dei derivati venisse “prospettata” in apposite note pro-forma». Il gip, invece, osserva che nel contempo Profumo e Viola scelsero di «continuare a contabilizzare l’ operazione a saldi aperti, e a ostinatamente dichiararne (nelle assemblee del 28 dicembre 2013 e 29 aprile 2014) la natura di investimenti in titoli di Stato». Ma per il gip – per il quale la sentenza Passarelli delle Sezioni Unite di Cassazione «non è conferente al caso di specie» – questo fu «uno schema informativo» che, «ostentando due opposte rappresentazioni contabili che si annullavano a vicenda», si risolse in «una “non-informazione”, intrinsecamente ambigua e contradditoriamente disarmante».

Il Messaggero, 22/04/2017 04:36
Mps, verso il processo anche gli ex Viola e Profumo
L’ INCHIESTA MILANO Brusco cambio di direzione nella complessa vicenda giudiziaria del Monte dei Paschi di Siena. Se i pm di Milano hanno chiesto di archiviare le accuse di aggiotaggio e falso in bilancio, dopo l’ opposizione del Codacons e di altri piccoli azionisti il gip Livio Cristofano imbocca la strada opposta e dispone l’ imputazione coatta per l’ ex presidente Alessandro Profumo, l’ ex ad Fabrizio Viola e per Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale. «Ho certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia», afferma Profumo, che dopo aver lasciato il vertice di Mps nel 2015 ha ricoperto la carica di presidente di Equita Sim e ora è designato dal governo come nuovo amministratore delegato di Leonardo Finmeccanica. DECISIVA LA PERIZIA Adesso i pm titolari dell’ inchiesta – Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio – dovranno formulare la richiesta di rinvio a giudizio per Profumo, Viola (oggi ad della Popolare di Vicenza) e Salvadori nell’ ambito dell’ indagine sulle presunte irregolarità nei bilanci da loro firmati dal 2012 al 2015 con la contabilizzazione delle operazioni Alexandria e Santorini, due contratti derivati sottoscritti rispettivamente con Nomura e Deutsche bank che avrebbero causato circa 1,2 milioni di perdite. E sono le stesse operazioni finanziarie al centro del processo in corso a Milano nei confronti della gestione di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni (archiviati da gip Cristofano con altri cinque indagati), presidente e direttore generale della banca senese dal 2006 al 2011-2012, poi sostituiti appunto da Profumo e Viola. Ma secondo il gip, pur avendo ereditato i rendiconti, non avrebbero fatto sufficientemente chiarezza sulla contabilizzazione delle perdite, includendo i due derivati nel patrimonio e rinviando il conteggio del valore reale. In questo modo le perdite non sono emerse nel bilancio. Determinante per la decisione del giudice è stata la consulenza tecnica disposta dal sostituto procuratore generale Felice Isnardi affidata ai professori Francesco Corielli e Roberto Tasca. La perizia è servita, in particolare, per accertare quale impatto avrebbe avuto la contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria sui bilanci di Mps, dal 2012 fino alla semestrale del 2015, se l’ operazione fosse stata effettuata «a saldi chiusi» anziché «a saldi aperti» come è avvenuto. E ciò che si materializza è una fotografia ben diversa dei conti di Mps: il patrimonio di base segnalato dalla banca risulta costantemente più elevato rispetto a quello computabile considerando Santorini e Alexandria a saldi chiusi e si va da uno scostamento di qualche centinaio di milioni di euro fino agli oltre 2,5 miliardi del 2011. Il patrimonio base consolidato a fine dicembre 2008 risulta pari al 5,1% dell’ attivo ponderato per il rischio ma, a saldi chiusi su Alexandria e Santorini, sarebbe stato del 3,93%. Quello segnalato a fine 2011, invece di essere all’ 11,1% sarebbe stato all’ 8,55% e nel 2014 dell’ 8,44% anziché dell’ 8,7%. Per quanto riguarda il superamento delle soglie di non punibilità per il falso in bilancio, la contabilizzazione a saldi chiusi di Alexandria e Santorini mostra una variazione dell’ utile lordo rispetto a quello dichiarato il più delle volte superiore alla soglia limite del 5%, fatta eccezione per il 2014 quando lo scostamento è pari all’ 1,1%. C.Gu. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Lecce), 22/04/2017 04:32
le altre notizie
codacons sostiene luisa carpentieri
n Presentata ieri, presso la sede del Codacons di Lecce, la candidatura dell’ av vocato Luisa Carpentieri al Consiglio Comunale nella lista «Lecce Città Pubblica» con Carlo Salve mini sindaco. Nel corso della conferenza stampa di ieri, alla presenza dello stesso Salvemini, è stato letto un endorsement del Codacons nazionale in favore dell’ avvocato Carpentieri da oltre venti anni impegnata nella difesa dei cittadini e consumatori di Lecce. E Luisa Carpentieri ha esposto le ragioni della scelta che l’ hanno indotta a candidarsi al Comune «Cinque anni fa, le associazioni di difesa dei consumatori, chiesero ai candidati sindaci di impegnarsi su di una serie di obiettivi specifici e determinati, ma anche su principi generali di partecipazione, trasparenza e condivisione nell’ azione amministrativa – è stato ricordato – Tutti i candidati siglarono gli impegni che però, sono rimasti sulla carta. A distanza di cinque anni le vuote parole sono scritte nero su bianco ed hanno prodotto una città piegata su se stessa, una città che non vede una prospettiva di sviluppo per il futuro». Quindi, alla base della decisione dell’ avvocato Carpentieri, «la mancanza di ascolto delle associazioni e la mancata attivazione delle consulte hanno prodotto storture, quali la decisioni sugli estimi catastali, che hanno drenato e continuano a drenare denaro dai cittadini di questa città. Decisioni che si sarebbero potute evitare se fossero state ascoltate le associazioni, se l’ allarme lanciato socialmente da Confedilizia fosse stato ascoltato e se fosse stato ascoltato l’ allar me politico lanciato da Carlo Salvemini. Il Comune invece, chiuso in se stesso, ha preso decisioni non ponderate che, alla fine alla danneggiato tutti».

Messaggero Veneto, 22/04/2017 04:03
Sì alla profilassi obbligatoria negli asili
dopo il tar anche il consiglio di stato “promuove” la scelta del comune di trieste
di Gianpaolo Sarti wTRIESTE In una partita di calcio sarebbe due a zero secco. Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Trieste sulla delicata vicenda dei vaccini obbligatori negli asili, emettendo un’ ordinanza che sotterra il tentativo di due famiglie di vanificare i nuovi regolamenti comunali per l’ iscrizione dei bimbi. Il caso Trieste, senza precedenti in Italia, torna dunque a fare giurisprudenza tracciando in qualche modo la strada in materia di prevenzione per tutto il territorio nazionale. Tecnicamente, il Consiglio di Stato ieri ha deciso di respingere una richiesta di sospensiva avanzata dai genitori “dissidenti” contro la sentenza emessa lo scorso gennaio dal Tribunale amministrativo del Friuli Venezia Giulia. Un provvedimento, quello del Tar Fvg, che confermava a chiare lettere la validità della delibera del municipio triestino, lì dove si stabiliva che per ammettere un bambino in classe è necessario averlo sottoposto prima all’ antidifterica, all’ antitetanica, all’ antipoliomielitica e all’ antiepatite virale B. Una norma diventata a inizio anno un requisito d’ accesso sia per i nidi che per le scuole d’ infanzia comunali e quelle convenzionate, quindi tanto la fascia 0-3 quanto quella 3-6 anni. L’ input era partito dall’ assessore all’ Infanzia Angela Brandi in accordo con le autorità sanitarie locali. Circostanza che aveva acceso un forte dibattito sulla legittimità, da parte di un ente pubblico, di avanzare pretese in questa direzione: le due famiglie ricorrenti, preoccupate di eventuali rischi connessi ai vaccini, non ritenevano di aver avuto dalle autorità sanitarie una completa informazione sui costi e benefici delle vaccinazioni. Ma la scelta imboccata dal Comune di Trieste, primo in Italia, si basava su una constatazione: le coperture vaccinali, nel capoluogo, sono scese al di sotto del livello di sicurezza (il 95%), quello che secondo gli esperti sanitari garantisce il controllo nella diffusione delle malattie. Ciò si starebbe verificando per tutte e quattro le patologie considerate: antidifterica (89%), antitetanica (91%), antipoliomielitica (92%) e all’ antiepatite virale B (89%). La questione si è trasformata in terreno di scontro e i contras si sono appellati al Consiglio di Stato. Tuttavia pure stavolta è stato riconosciuto che la tutela della salute pubblica, in particolare in età prescolare, assume un valore «dirimente che prevale sulle prerogative sottese alla responsabilità genitoriale». Grazie al rigetto dell’ istanza di sospensiva il municipio ora potrà stilare le graduatorie definitive. Si tratta di un provvedimento destinato a fare scuola, ne è certa la giunta Dipiazza: «La velocità della risposta del Consiglio di Stato – ha osservato Brandi – è significativa del nostro lavoro e prelude a una sentenza per noi confortante (attesa nei prossimi giorni, ndr). Siamo un caso-pilota – ha proseguito – e agiamo nell’ unico interesse della tutela della salute pubblica, soprattutto in questi tempi di polemiche e confusione sul tema. Il fatto che il pronunciamento sia giunto a 24 ore dall’ udienza vuol dire che c’ è grande attenzione sulla questione. Questo ci consente anche di andare avanti con il procedimento per la formazione delle graduatorie definitive dei nidi e delle scuole dell’ infanzia – ha ricordato l’ assessore – previste per il 28 aprile, e che rischiavano di venire bloccate». Ma i toni non si abbassano. La presa di posizione del Consiglio di Stato, «non cambia di una virgola la situazione – obbietta il Codacons – perché il regolamento varato dal Comune è e resta inapplicabile visto che in commercio non esistono singolarmente i quattro vaccini obbligatori previsti dalla legge, e ai bambini può essere somministrato solo l’ esavalente, che contiene anche due vaccini non obbligatori e che non possono essere in alcun caso imposti ai genitori». Parole che l’ assessore respinge categoricamente: «Il Codacons non conosce la nostra delibera – ribatte Brandi – che prevede l’ obbligo per i vaccini disponibili. Attualmente non è disponibile in dose singola il vaccino per la difterite. Per cui – fa notare – l’ obbligo si considera assolto con i tre vaccini utilizzabili in dose singola. Se poi qualcuno vuole sottoporre i figli all’ esavalente, in cui è prevista anche la difterite e due vaccini facoltativi, lo può fare«. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gianpaolo sarti

Il Piccolo, 22/04/2017 04:02
di Gianpaolo Sarti wTRIESTE In una partita di calcio sarebbe due a zero secco.
di Gianpaolo Sarti wTRIESTE In una partita di calcio sarebbe due a zero secco. Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Trieste sulla delicata vicenda dei vaccini obbligatori negli asili, emettendo un’ ordinanza che stronca definitivamente il tentativo di due famiglie di neutralizzare i nuovi regolamenti comunali per l’ iscrizione dei bimbi. Il caso Trieste, senza precedenti in Italia, torna dunque a fare giurisprudenza tracciando in qualche modo la strada in materia di prevenzione per tutto il territorio nazionale. Tecnicamente, il Consiglio di Stato ieri ha deciso di respingere una richiesta di sospensiva avanzata dai genitori “dissidenti” contro la sentenza emessa lo scorso gennaio dal Tribunale amministrativo del Friuli Venezia Giulia. Un provvedimento, quello del Tar Fvg, che confermava a chiare lettere la validità della delibera del municipio triestino, lì dove si stabiliva che per iscrivere un bambino in classe è necessario averlo sottoposto prima all’ antidifterica, all’ antitetanica, all’ antipoliomielitica e all’ antiepatite virale B. Una norma diventata a inizio anno un requisito d’ accesso sia per i nidi sia per le scuole d’ infanzia comunali e quelle convenzionate. L’ obbligo, quindi, interessa tanto la fascia 0-3 quanto quella 3-6 anni. L’ input era partito soltanto qualche mese fa dell’ assessore all’ Infanzia Angela Brandi in accordo con le autorità sanitarie locali. Circostanza che aveva acceso un forte dibattito sulla legittimità, da parte di un ente pubblico, di avanzare «pretese» in questa direzione: le due famiglie ricorrenti, preoccupate di eventuali rischi connessi ai vaccini, non ritenevano di aver avuto dalle autorità sanitarie una completa informazione sui costi e i benefici delle vaccinazioni. Ma la scelta adottatat dal Comune di Trieste, primo in Italia, si basava su una constatazione: le coperture vaccinali, nel capoluogo, sono scese al di sotto del livello di sicurezza (il 95%), quello che secondo gli esperti sanitari garantisce il controllo nella diffusione delle malattie. Una circostanza accertata per tutte e quattro le patologie considerate: antidifterica (89%), antitetanica (91%), antipoliomielitica (92%) e all’ antiepatite virale B (89%). La questione, ben presto, si è trasformata in terreno di battaglia e i contras, nonostante la doccia fredda del Tar, si sono appellati al Consiglio di Stato. Che, ancora una volta, ha deluso le loro aspettative. Pure in questa occasione, infatti, è stato riconosciuto che la tutela della salute pubblica, in particolare in età prescolare, assume un valore «dirimente che prevale sulle prerogative sottese alla responsabilità genitoriale». Grazie al rigetto dell’ istanza di sospensiva il municipio ora potrà stilare le graduatorie definitive. Si tratta di un provvedimento destinato a fare scuola, ne è certa la giunta Dipiazza: «La velocità della risposta del Consiglio di Stato – ha osservato Brandi – è significativa del nostro lavoro e prelude a una sentenza per noi confortante (attesa nei prossimi giorni, ndr). Siamo un caso-pilota e agiamo nell’ unico interesse della tutela della salute pubblica, soprattutto in questi tempi di polemiche e confusione sul tema. Il fatto che il pronunciamento sia giunto a 24 ore dall’ udienza vuol dire che c’ è grande attenzione sulla questione. Questo ci consente anche di andare avanti con il procedimento per la formazione delle graduatorie definitive dei nidi e delle scuole dell’ infanzia – ha ricordato l’ assessore – previste per il 28 aprile, e che rischiavano di venire bloccate». Soddisfatta anche Beatrice Lorenzin, ministro della Salute. «Quella del Consiglio di Stato è un’ ottima decisione – commenta -. Secondo me farà giurisprudenza perchè mette sulla bilancia due diritti e rende più pesante il diritto alla salute pubblica e a una salute diffusa come quella che danno i vaccini. Tra l’ altro grazie a questa sentenza avranno vita molto più facile tutte quelle normative che si stanno attuando in varie regioni d’ Italia e che io vedo molto, molto favorevolmente». Ma i toni non si abbassano. Il verdetto del Consiglio di Stato, «non cambia di una virgola la situazione – obietta il Codacons – perché il regolamento varato dal Comune è e resta inapplicabile visto che in commercio non esistono singolarmente i quattro vaccini obbligatori previsti dalla legge, e ai bambini può essere somministrato solo l’ esavalente, che contiene anche due vaccini non obbligatori e che non possono essere in alcun caso imposti ai genitori». Parole che l’ assessore respinge categoricamente: «Il Codacons non conosce la nostra delibera – ribatte Brandi – che prevede l’ obbligo per i vaccini disponibili. Attualmente non è disponibile in dose singola il vaccino per la difterite. Per cui l’ obbligo si considera assolto con i tre vaccini utilizzabili in dose singola. Se poi qualcuno vuole sottoporre i figli all’ esavalente, in cui è prevista anche la difterite e due vaccini facoltativi, lo può fare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giornale d’Italia, 22/04/2017 04:01
il caso
“Indagate sui rapporti tra medici e società farmaceutiche”
secondo il codacons i più strenui difensori dei vaccini sarebbero in costante contatto con le aziende produttrici
Èil caso di gettare un fascio di luce sul sistema di relazioni esistente tra istituzioni e produttori di vaccini. È quanto sostiene un’ associazione di consumatori, il Codacons, che ha presentato un esposto all’ Autorità Anticorruzione chiedendo di accertare la regolarità dei rapporti (anche di tipo economico) che intercorrono tra i medici italiani che hanno contribuito a realizzare il Piano Nazionale di prevenzione vaccinale e le aziende farmaceutiche produttrici di vaccini. “Dopo le reazioni durissime al servizio di Report sui vaccini da parte di molti medici che hanno invocato provvedimenti e sanzioni, crediamo non sia più rinviabile una indagine approfondita sui rapporti che intercorrono tra operatori della sanità e società dei farmaci – spiega il Codacons – Il nostro scopo non è certo quello di attaccare i singoli medici o l’ intera categoria, né di avallare sospetti già apparsi in diverse occasioni sulla stampa, ma solo ed esclusivamente quello di ottenere chiarezza nell’ interesse dei cittadini e degli stessi medici, e fugare qualsiasi dubbio sull’ argomento. Il Codacons nell’ esposto ha aggiunto alcuni episodi sui quali approfondire: “il Calendario del Piano Nazionale Vaccini sarebbe “la copia fedele” del Calendario per la vita, pubblicato per la prima volta su Epidemiologia & Prevenzione, novembre -dicembre 2014, firmato da 20 personalità fra ricercatori e medici, e sponsorizzato dalle industrie del farmaco. Ancora, “sarebbe stato messo in evidenza come più della metà dei firmatari del Calendario per la vita, alcuni facenti parte anche del tavolo di lavoro per il Piano Nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, si sarebbe trovato in conflitto di interessi personali con aziende farmaceutiche produttrici di vaccini si fa riferimento a: Bonanni Paolo e Carlo Signorelli della SITI (Società italiana igiene medicina preventiva e sanità pubblica) Walter Ricciardi dell’ ISS e Silvestro Scotti di FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale). Risulterebbero conflitti personali per 10 dei 20 firmatari, in altre parole il 50% dei firmatari avrebbe conflitti di interessi personali con aziende farmaceutiche produttrici di vaccini”. In particolare nell’ esposto del Codacons si chiede di verificare i rapporti tra Walter Ricciardi e le aziende farmaceutiche Crucell, GSK, Pfizer, Sanofi Pasteur MSD; quelli di Carlo Signorelli con Pfizer, Sanofi Pasteur MSD, and Reckitt Benkiser; quelli di Paolo Bonanni con GlaxoSmithKline Biologicals SA, Sanofi Pasteur MSD, Novartis, Crucell/Janssen, and Pfizer; quelli di Silvestro Scotti con Sanofi Pasteur MSD. Tutto ciò considerato, il Codacons ha chiesto all’ Anac “di voler compiere tutti gli atti di indagine, vigilanza, controllo, valutazione ed accertamento necessari ed utili a verificare la regolarità e la trasparenza delle procedure adottate dalle autorità preposte, e dai relativi interlocutori, inerenti alla somministrazione e commercializzazione del vaccino esavalente Infanrix Hexa e alla predisposizione del Nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale per il biennio 2016-2018”. V. B.

La Nuova di Venezia e Mestre, 22/04/2017 03:36
«Autovelox per fare cassa» Ma intanto le auto frenano
il codacons si appella al prefetto: «pronti a impugnare la norma che li autorizza» eppure davanti ai cartelli la velocità diminuisce. lunedì i primi dati sulle multe
Dalla mezzanotte e un minuto di ieri, venerdì 21 aprile, sono entrati in funzione i cinque nuovi autovelox per il controllo della velocità posizionati dal Comune di Venezia e dalla Città Metropolitana di Venezia. Completata l’ installazione dei dispositivi e di tutti i segnali di preavviso, con altri cartelli di segnaletica, lungo via della Libertà e via Martiri della Libertà, non ci sono più scusanti. I limiti di velocità massima sono noti a tutti e l’ unico modo per evitare le multe è rispettarli. Frenando e infatti da ieri gli automobilisti sono prudenti. «I dati raccolti durante il periodo di pre-esercizio sperimentale hanno evidenziato una sensibile diminuzione delle velocità», ha spiegato il consigliere delegato della Città metropolitana, Giorgio Babato. I primi dati sulle sanzioni si conosceranno non prima di lunedì. Riepiloghiamo quindi i limiti in vigore: per i due autovelox su via della Libertà, uno sotto il cavalcavia di via Torino e l’ altro prima dell’ ingresso in via Pacinotti, il limite orario è di 70 chilometri orari. Per i tre sulla regionale 14, nei due sensi di marcia dei tunnel di via Martiri della Libertà e in quello dopo il cavalcavia oltre via Pasqualigo, verso la rotatoria del Terraglio, il limite è di 90 chilometri orari. Per l’ autovelox della Città metropolitana sulla Sp81 (al chilometro 7+315), il limite è di 70 chilometri orari. Ma le lamentele continuano. Un automobilista scrive al nostro giornale per segnalare che dove ci sono gli autovelox in via Martiri della libertà «di incidenti non ne ho mai visti. I punti più critici di questa arteria stradale di Mestre sono gli incroci con via Porto di Cavergnago (dove qui negli anni sono avvenuti diversi incidenti ed anche di mortali), via Pasqualigo e l’ incrocio all’ altezza del deposito Actv». Valeriano Rampin, quindi, accusa: gli autovelox «saranno dei veri e propri bancomat a favore del Comune di Venezia». Come lui la pensano in tanti. Ma via Martiri della Libertà, secondo dati di Aci e Istat, è una strada ad alta incidentalità. E anche l’ assessore Boraso ha ricordato che con questo provvedimento si mettono «in sicurezza alcuni punti delicatissimi della nostra viabilità, come i passaggi pedonali posti fronte Fincantieri e via Martiri della Libertà, dove le vittime della strada si contano a decine». Il Codacons invece critica la manovra del governo che per correggere i conti pubblici prevede «una misura che permetterà alle amministrazioni delle grandi città di disseminare le strade di autovelox e utilizzare i proventi delle multe elevate da tali strumenti per fare cassa e coprire i buchi di bilancio». Il Codacons chiede l’ intervento «dei prefetti e si dice pronto ad impugnare la norma per tutelare gli automobilisti». Ma gli autovelox sono stati autorizzati proprio dalla Prefettura. Mitia Chiarin ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Centro, 22/04/2017 03:36
milano
Profumo e Viola citati in giudizio
dal giudice imputazione coatta per gli ex vertici di montepaschivolkswagen patteggia multa: 4,3 miliardidieselgate usa
l giudice federale Sean Cox ha approvato ieri a Detroit l’ accordo tra Volkswagen e il Dipartimento di Giustizia statunitense con cui Vw si dichiara colpevole di frode e ostruzione alla giustizia e accetta di pagare in totale 4,3 miliardi di dollari nell’ ambito del Dieselgate. In base all’ intesa, raggiunta a gennaio e perfezionata a marzo, Vw ammette di aver manipolato i valori delle emissioni di 600.000 veicoli diesel negli Usa e verserà una multa di 2,8 miliardi di dollari in ambito penale e una sanzione di 1,5 miliardi di ambito civile. Verrà nominato un supervisore indipendente che resterà in carica per tre anni: sarà l’ avvocato ed ex vice procuratore generale Larry Dean Thompson. MILANO Rischiano di finire a processo anche Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps, per la gestione successiva a quella degli ex amministratori della banca senese, Antonio Vigni e Giuseppe Mussari, già alla sbarra a Milano. Il gip Livio Cristofano, infatti, non accogliendo la richiesta di archiviazione della Procura, ha disposto l’ imputazione coatta per i due ex manager e per Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale dell’ istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio. «Ho certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia», ha detto Profumo, indicato come prossimo ad di Leonardo. La nuova tranche d’ indagine, trasmessa da Siena la scorsa estate, riguarda la contabilizzazione a “saldi aperti” dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura. I pubblici ministeri Civardi, Baggio e Clerici, coordinati dal procuratore Francesco Greco, sostenevano che Viola, ora ad della Popolare di Vicenza, e Profumo, dati la rideterminazione del bilancio di Mps da loro effettuato e la scoperta dei vari «trucchi» che sarebbero stati adottati da chi li ha preceduti per abbellirlo e nascondere i «buchi», avrebbero agito senza alcuna intenzione di falsificare i bilanci né di occultare le perdite. Del tutto diversa, invece, la lettura del gip che ravvisa nelle condotte dei manager presunti profili ingannevoli nei confronti del mercato perché quella contabilizzazione non ha dissipato le ambiguità sui derivati. «Immensa soddisfazione», è stata espressa dal Codacons che si era opposto all’ archiviazione, così come alcuni piccoli azionisti e Giuseppe Bivona, partner e co-fondatore di Bluebell Partners, secondo il quale Profumo e Viola sono incompatibili con i loro nuovi ruoli. Il giudice, che ha archiviato le posizioni di altri 7 indagati, ha ordinato ai pm di formulare la richiesta di processo per i tre (entro 10 giorni) in vista dell’ udienza preliminare, valorizzando una nuova consulenza tecnica sui bilanci Mps, dal 2012 fino alla semestrale del 2015, disposta dal sostituto pg Felice Isnardi che ha deciso di effettuare approfondimenti sulla presunta responsabilità amministrativa della banca, la cui posizione di indagata era stata archiviata dai pm. Ora la Procura generale vuole chiudere le indagini anche nei confronti del Monte dei Paschi.

Alto Adige, 22/04/2017 03:35
milano
Profumo e Viola citati in giudizio
dal giudice imputazione coatta per gli ex vertici di montepaschivolkswagen patteggia multa: 4,3 miliardidieselgate usa
l giudice federale Sean Cox ha approvato ieri a Detroit l’ accordo tra Volkswagen e il Dipartimento di Giustizia statunitense con cui Vw si dichiara colpevole di frode e ostruzione alla giustizia e accetta di pagare in totale 4,3 miliardi di dollari nell’ ambito del Dieselgate. In base all’ intesa, raggiunta a gennaio e perfezionata a marzo, Vw ammette di aver manipolato i valori delle emissioni di 600.000 veicoli diesel negli Usa e verserà una multa di 2,8 miliardi di dollari in ambito penale e una sanzione di 1,5 miliardi di ambito civile. Verrà nominato un supervisore indipendente che resterà in carica per tre anni: sarà l’ avvocato ed ex vice procuratore generale Larry Dean Thompson. MILANO Rischiano di finire a processo anche Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps, per la gestione successiva a quella degli ex amministratori della banca senese, Antonio Vigni e Giuseppe Mussari, già alla sbarra a Milano. Il gip Livio Cristofano, infatti, non accogliendo la richiesta di archiviazione della Procura, ha disposto l’ imputazione coatta per i due ex manager e per Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale dell’ istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio. «Ho certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia», ha detto Profumo, indicato come prossimo ad di Leonardo. La nuova tranche d’ indagine, trasmessa da Siena la scorsa estate, riguarda la contabilizzazione a “saldi aperti” dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura. I pubblici ministeri Civardi, Baggio e Clerici, coordinati dal procuratore Francesco Greco, sostenevano che Viola, ora ad della Popolare di Vicenza, e Profumo, dati la rideterminazione del bilancio di Mps da loro effettuato e la scoperta dei vari «trucchi» che sarebbero stati adottati da chi li ha preceduti per abbellirlo e nascondere i «buchi», avrebbero agito senza alcuna intenzione di falsificare i bilanci né di occultare le perdite. Del tutto diversa, invece, la lettura del gip che ravvisa nelle condotte dei manager presunti profili ingannevoli nei confronti del mercato perché quella contabilizzazione non ha dissipato le ambiguità sui derivati. «Immensa soddisfazione», è stata espressa dal Codacons che si era opposto all’ archiviazione, così come alcuni piccoli azionisti e Giuseppe Bivona, partner e co-fondatore di Bluebell Partners, secondo il quale Profumo e Viola sono incompatibili con i loro nuovi ruoli. Il giudice, che ha archiviato le posizioni di altri 7 indagati, ha ordinato ai pm di formulare la richiesta di processo per i tre (entro 10 giorni) in vista dell’ udienza preliminare, valorizzando una nuova consulenza tecnica sui bilanci Mps, dal 2012 fino alla semestrale del 2015, disposta dal sostituto pg Felice Isnardi che ha deciso di effettuare approfondimenti sulla presunta responsabilità amministrativa della banca, la cui posizione di indagata era stata archiviata dai pm. Ora la Procura generale vuole chiudere le indagini anche nei confronti del Monte dei Paschi.

La Nazione (ed. Viareggio), 22/04/2017 03:30
Eccellenze in vetrina a Palazzo Mediceo
E’ ENTRATA nella tradizione; è ormai un appuntamento irrinunciabile per gli inteditori e per chi si affaccia al delizioso mondo del cibo. Torna Enolia, per un fine settimana fra le eccellenze e la sicurezza dei prodotti artigianali realizzati da abili e affermate aziende della Versilia e di altre regioni, incontri, artigianato nel centro storico, arte, esibizioni, e degustazioni per tutti i palati. Per loro una vetrina, per i visitatori una ghiotta occasione trascorrere un fine settimana alla scoperta di cibi, prodotti e tantissime novità. Oggi e domani, il magnifico Palazzo Mediceo di Seravezza, gioiello dell’ architettura rinascimentale patrimonio Unesco, ospiterà la popolare rassegna di enogastronomia. ARRIVATA alla diciottesima edizione, Enolia è ormai una certezza fra le più popolari rassegne enogastronomiche, al punto da essere stata censita nel portale Italive.it e ammessa alle votazioni per il “Premio Italive 2017” promosso da Codacons con la partecipazione di Autostrade per l’ Italia e la collaborazione di Coldiretti. Il portale informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi alla scoperta di eccellenze enogastronomiche. Le votazioni espresse dai visitatori del sito saranno raccolte e giudicate da una commissione di esperti che assegnerà il “Premio Italive” a fine anno. FINE SETTIMANA dedicato quindi al buon cibo, dunque, e alle mille rarità del gusto nazionale, ai prodotti tipici, alle riscoperte e alle sperimentazioni dei più creativi produttori italiani per una rassegna che taglia il traguardo della maturità confermando tutto il suo brio e il suo grande potere attrattivo. Fra tradizione e modernità, la manifestazione ideata da Gabriele Ghirlanda propone quest’ anno olio e vino di qualità, prodotti della terra, cooking show, degustazioni, novità editoriali, arte e un percorso di curiosità artigianali che coinvolgerà anche il centro storico. Non mancheranno gustose esclusive, come la presentazione del Brandan, nuovo formaggio maturato su farro e birra che Ghirlanda, in collaborazione con il Caseificio di Seggiano, ha scelto di far debuttare sulla ribalta versiliese. Inaugurazione, oggi alle 16, con gli sbandieratori e i musici del Palio dei Micci di Querceta.

La Nazione (ed. Siena), 22/04/2017 03:28
Il Gup: «Rinviare a giudizio Profumo, Viola e Salvadori»
mps: colpo di scena nell’ inchiesta di milano sui derivati
COLPO di scena in una delle tante vicende giudiziarie targate Monte dei Paschi di Siena: il Gup va contro la Procura (che aveva chiesto l’ archiviazione) e chiede che si proceda con il rinvio a giudizio per gli ex vertici di Banca Mps. Protagonista dell’ ultima mossa, ieri, il gup di Milano Livio Antonello Cristofano che, dopo essersi riservato il 25 marzo scorso di decidere, ha disposto l’ imputazione coatta nei confronti di Alessandro Profumo, ex presidente di Rocca Salimbeni, indicato oggi quale prossimo amministratore delegato di Leonardo; per Fabrizio Viola, che uscito da Mps è divenuto ad della Popolare di Vicenza e per Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale Mps. Per tutti e tre l’ accusa è di falso in bilancio e aggiotaggio, manipolazione del mercato in relazione ai derivati Alexandria e Santorini. L’ imputazione coatta disposta dal giudice dell’ udienza preliminare implica l”ordine’ ai pm di chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati. Il fascicolo era stato trasmesso a Milano da Siena a fine luglio dell’ anno scorso, per competenza territoriale. I magistrati milanesi titolari dell’ inchiesta, i pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio, ai primi di settembre presentarono richiesta di archiviazione sia per le persone fisiche che per l’ istituto di credito. Ma alla richiesta si opposero Codacons e piccoli azionisti Mps quali l’ ingegner Bivona e l’ avvocato senese Paolo Emilio Falaschi. Sembra che determinante per arrivare alla disposizione del gup di oggi sia stata una consulenza tecnica disposta dal sostituto procuratore generale Felice Isnardi che aveva deciso di effettuare approfondimenti investigativi (come prevede la legge) sulla presunta responsabilità amministrativa di Banca Mps, la cui posizione di indagata era stata, invece, archiviata dai pm. Una nuova consulenza che è servita, in particolare, per accertare quale impatto avrebbe avuto la contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria sui bilanci di Mps, dal 2012 fino alla semestrale del 2015, se l’ operazione fosse stata effettuata «a saldi chiusi» anziché «a saldi aperti» come è avvenuto. Dunque una presunta non corretta contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria nei bilanci Mps farebbe finire davanti al giudice i passati vertici di Mps. E’ stata invece disposta l’ archiviazione come chiesto dalla Procura, per le altre sette persone coinvolte nella stessa inchiesta, tra cui gli ex vertici di Rocca Salimbeni Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, già a processo a Milano, assieme ad altri imputati, per la gestione di Mps. Paola Tomassoni.

La Nazione (ed. Siena), 22/04/2017 03:28
PICCOLI AZIONISTI E CODACONS
ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DELL’ INCHIESTA SI ERANO OPPOSTI CODACONS E PICCOLI AZIONISTI DI MPS, TRA I QUALI L’ AVVOCATO SENESE PAOLO EMILIO FALASCHI.

L’Arena, 22/04/2017 02:35
banche. imputazione coatta per gli ex manager
Mps, Profumo e Viola rischiano il processo
Rischiano di finire a processo anche Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps, per la gestione della banca senese successiva a Vigni e Giuseppe Mussari, già «alla sbarra» a Milano. Il gip Livio Cristofano, infatti, non accogliendo la richiesta di archiviazione della Procura, ha disposto l’ imputazione coatta per i due ex manager e per Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale dell’ istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio. «Ho certezza della correttezza del mio operato e ho piena fiducia nella giustizia», ha detto Profumo. La nuova tranche d’ indagine riguarda la contabilizzazione a «saldi aperti» dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate una con Deutsche Bank e l’ altra con Nomura. «Immensa soddisfazione» è stata espressa dal Codacons. Per Giuseppe Bivona, cofondatore di Bluebell Partners, Profumo e Viola sono incompatibili con i loro nuovi ruoli.
milano

La Verità, 22/04/2017 02:25
Altri guai per Profumo: a processo per Mps
il gip dispone l’ imputazione coatta per l’ attuale ad di finmeccanica, già presidente della banca senese, e per fabrizio viola, malgrado la richiesta di archiviazione della procura di milano. l’ accusa per i due dirigenti è di falso in bilancio e aggiotaggio
gianluca baldiniIl gip di Milano, Livio Antonello Cristofano, ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha disposto l’ imputazione coatta per l’ ex amministratore delegato di Banca Mps, Fabrizio Viola, e l’ ex presidente, Alessandro Profumo. In parole povere, i due banchieri verranno processati. Le ipotesi di reato riguardano il falso in bilancio e la manipolazione del mercato per la presunta non corretta contabilizzazione dei derivati Alexandria e Santorini nei bilanci dal 2011 al 2014. Tutto iniziò l’ 1 settembre quando i pm Stefano Civardi, Mauro Clerici e Giordano Baggio, coordinati dal procuratore Francesco Greco, poco più di un mese dopo la trasmissione degli atti del nuovo filone da Siena avevano presentato richiesta l’ archiviazione nei confronti dei due banchieri e di altri 8 indagati. La vicenda riguarda la cosiddetta contabilizzazione a saldi aperti dei derivati chiamati appunto Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura, una grossa banca giapponese. L’ ipotesi dei magistrati senesi – che poi hanno inviato il fascicolo alla procura di Milano – era che i bilanci della banca dal 2011 al 2014 siano stati falsati da una rappresentazione non corretta dei derivati. All’ istanza dei pm, ma solo per Viola e Profumo, si erano opposti il Codacons, l’ ingegner Giuseppe Bivona e altri piccoli azionisti come lui. Per questo lo scorso 15 marzo il gip Cristofano si era riservato di decidere sull’ opposizione all’ archiviazione presentata dal Codacons e da alcuni piccoli azionisti nell’ udienza preliminare che vedeva coinvolti, oltre a Viola e Profumo, anche altre 8 persone tra cui un altro numero dell’ istituto più antico al mondo, Giuseppe Mussari, con Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri (anche loro ex manager di Mps, antecedenti però alla gestione Profumo-Viola) già imputati in un altro filone di inchiesta sulla banca senese al Tribunale di Milano.l’ ordinanzaTecnicamente non si tratta di un rinvio a giudizio. L’ ordinanza del giudice dispone che la procura, che aveva chiesto l’ archiviazione, chieda invece per gli indagati il rinvio a giudizio, e a questo punto l’ accusa sosterrà le ragioni del rinvio a giudizio di Profumo, Viola e Paolo Salvadori, come chiesto dal giudice. Al contrario Cristofano ha invece accolto la richiesta di archiviazione per gli altri sette indagati. «Immensa soddisfazione è stata espressa dal Codacons per la vittoria ottenuta dall’ associazione contro gli ex manager Mps Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, verso i quali il Gup di Milano, Livio Antonello Cristofano ha disposto l’ imputazione coatta accogliendo le richieste avanzate dal Codacons», si legge in una nota dell’ Associazione dei consumatori.REAZIONE DEL CODACONSCodacons annuncia poi che ora Profumo e Viola «verranno citati in giudizio per lite temeraria e per calunnia, per aver osato chiedere 30 milioni di euro di risarcimento al Codacons, colpevole a loro dire di averli diffamati quando l’ associazione avanzò dubbi sulla correttezza del bilancio del Monte dei Paschi, dubbi in seguito certificati dalla Consob che chiese formalmente alla stessa banca di rettificarlo» e «avvieremo una costituzione di parte civile di massa nei confronti di Viola e Profumo per conto di tutti gli azionisti di Mps, che potranno chiedere agli ex manager della banca il risarcimento dei danni subiti. In attesa della decisione definitiva della giustizia sulla sorte di Viola e Profumo, riteniamo infine necessario revocare qualsiasi incarico attualmente assegnato ai due soggetti all’ interno di enti pubblici», conclude il Codacons.NOMINA IN LEONARDODal canto suo Alessandro Profumo, che a fine marzo è stato indicato dal Tesoro come nuovo amministratore delegato di Leonardo Finmeccanica (il ministero ha cambiato in extremis la direttiva sui requisiti dei vertici delle partecipate pubbliche per metterlo al comando del colosso della difesa) ha detto di avere la «certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia». Colpevoli o meno, i due banchieri coinvolti nella vicenda non verranno certo ricordati per aver riportato in forze Mps. La banca più antica al mondo versa in condizioni disastrose. Il titolo a Piazza Affari è sospeso dal dicembre 2016, gli azionisti al momento si trovano in tasca solo carta straccia e di fatto la banca non è fallita solo perché il governo ha emesso un decreto per istituire un fondo da 20 miliardo pagato dai contribuenti italiani. L’ unica speranza è che il titolo torni a essere scambiato se e quando l’ Unione europea approverà il piano di salvataggio lacrime e sangue (l’ ennesimo) che dovrebbe rimettere in sesto il gruppo. E mentre Profumo è alla guida di una delle maggiori aziende italiane, Viola è l’ ad della Popolare di Vicenza. Forse, il secondo tentativo di risanare una banca gli andrà meglio del primo.
gianluca baldini

Il Fatto Quotidiano, 22/04/2017 02:06
guerra in procura
Mps, bilanci falsati: Profumo e Viola rischiano il processo
i pm avevano chiesto l’ archiviazione, ma il gip dispone l’ imputazione coatta degli ex vertici dopo le verifiche del procuratore generale di milano. copione simile al caso expo
Colpo di scena al Palazzo di giustizia di Milano: sul caso Montepaschi, il giudice per le indagini preliminari contraddice la Procura e chiede l’ imputazione coatta per l’ ex presidente Alessandro Profumo e l’ ex amministratore delegato Fabrizio Viola. Una nuova sconfitta per la Procura milanese, già contraddetta nei mesi scorsi dai gip e dalla Procura generale, quando questa aveva avocato l’ inchiesta sulla Piastra Expo. In quel caso, era stato il sostituto procuratore generale Felice Isnardi a chiedere l’ avocazione e a sostituirsi ai pm della Procura che avevano invece chiesto di archiviare le accuse sul più grande appalto dell’ esposizione universale (tra cui l’ accusa per falso al sindaco Giuseppe Sala). Isnardi è presente anche nella vicenda Montepaschi: è valorizzando una perizia da lui richiesta che ora il gip ha chiesto l’ imputazione coatta per Profumo e Viola e per l’ ex presidente del collegio sindacale di Mps, Paolo Salvadori. L’ inchiesta è quella che puntava a valutare gli effetti nel tempo dei derivati Alexandria e Santorini, due prodotti finanziari sottoscritti dal Monte dei Paschi di Siena rispettivamente con Nomura e Deutsche Bank, per abbellire i bilanci della banca e occultare le perdite, dopo la dispendiosa acquisizione di Antonveneta. Erano i tempi della gestione di Giuseppe Mussari, presidente, e Antonio Vigni, amministratore delegato, che avevano cercato di superare la crisi causata dal mega-esborso al Santander che nel 2008 aveva venduto Antonveneta al Montepaschi per oltre 9 miliardi di euro. Alexandria e Santorini si erano però dimostrati una cura peggiore del male, provocando perdite per almeno 1,2 miliardi di euro. Dopo l’ emersione della crisi e la scoperta dei derivati che imbellettavano i bilanci, Mussari e Vigni erano stati messi sotto processo. Nel 2013 a sostituirli sono arrivati Profumo e Viola, che hanno tentato il risanamento della banca e tra il 2015 e il 2016 hanno chiuso Alexandria e Santorini. La Procura di Milano nel luglio 2016 ha ereditato da Siena questa parte delle indagini e nel settembre scorso ha chiesto di archiviare le accuse di aggiotaggio e falso in bilancio a Profumo, Viola e agli altri coimputati che avevano ereditato la situazione lasciata dai loro predecessori. I pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio hanno chiesto di archiviare anche la posizione della banca, indagata per la legge 231 del 2001 sulla responsabilità delle società. Alle archiviazioni si erano opposti il Codacons, l’ ingegner Giuseppe Bivona e altri piccoli azionisti come lui. E il sostituto procuratore generale Isnardi era intervenuto, opponendosi all’ archiviazione della società e chiedendo approfondimenti investigativi e una consulenza tecnica sui bilanci dell’ era Profumo-Viola. Ora il gip Livio Cristofano ha stabilito che anche i nuovi amministratori devono andare all’ udienza preliminare per rispondere alle accuse di non aver fatto chiarezza sulla situazione del passato e non aver correttamente contabilizzato le perdite. Alexandria e Santorini sono stati conteggiati “a saldi aperti”, cioè inseriti nel patrimonio, rimandando al futuro il conteggio del loro valore reale; invece che essere posti “a saldi chiusi”, facendo emergere subito le perdite nel conto economico annuale. La questione è tecnicamente complessa. In un primo tempo Consob e Bankitalia avevano concesso la possibilità del bilancio “a saldi aperti”, ma poi nel 2015 Consob aveva rettificato, chiedendo i “saldi chiusi” per dare immediata visibilità alle perdite. Il gip ha disposto l’ archiviazione per altri sette indagati, tra cui gli ex amministratori Mussari e Vigni. “Ho certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia”, ha dichiarato Profumo, che è stato indicato dal Tesoro come prossimo amministratore delegato di Leonardo Finmeccanica. Viola oggi è invece amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza.
gianni barbacetto

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