Il Codacons: «inaccettabile autoassoluzione di Bankitalia»
-
fonte:
- Libero
Le banche licenziano e Visco gongola
migliaia di posti di lavoro in fumo e molti ancora in bilico, risparmiatori traditi, futuro incerto per diversi istituti ma il governatore prima perdona la sua vigilanza («il disastro è colpa della crisi») poi s’ incensa: «tutto superato»
NINO SUNSERI Il peggio è passato annuncia Ignazio Visco governatore della Banca d’ Italia intervenendo a Tor Vergata per i trent’ anni della Facoltà di Economia. Ora si tratta di costruire il futuro. Ma quanto è costato questo passato che il Governatore annuncia ormai tramontato? Secondo uno studio Cisl il conto dei salvataggi condotti solo negli ultimi due anni ammonta a 7,4 miliardi: 2,2 già messi a budget dalle banche e altri 5,2 miliardi a carico dello Stato. Le ultime crisi (da Mps alle quattro messe in risoluzione due anni fa, passando per Veneto Banca e Vicenza), hanno spazzato via 13 mila posti di lavoro e hanno rovinato 280 mila investitori. Secondo Visco, però sono stati sfortunati incidenti. A provocarli la crisi economica e l’ infedeltà di alcuni amministratori. Incidenti che non dipendono da «una vigilanza lenta o disattenta». Anzi «l’ azione della Vigilanza ha consentito di preservare la stabilità del sistema con un onere per lo Stato di gran lunga inferiore a quello di altri paesi». LA COLPA La colpa casomai è delle stesse banche «avrebbe dovuto essere più tempestive» nel dichiarare le sofferenze. «Quando l’ ammontare dei crediti deteriorati iniziò a divenire rilevante, invitammo gli intermediari a gestirli in modo attivo» lasciando però libertà di scelta sui modi e tempi. Quella di Visco è stata una dichiarazione di auto-assoluzione che non è molto piaciuta allle associazioni dei consumatori. Dice Carlo Rienzi, presidente di Codacons: «La mancanza di vigilanza e repressione da parte degli enti di controllo ha contribuito a far perdere i risparmi a milioni di investitori. In alcuni casi, come Etruria o Vicenza, in alcuni casi vittime dei raggiri dalla propria banca». E il futuro? Servono nuove aggregazioni insiste Visco. La ripresa «rappresenta un’ opportunità che da cogliere per rafforzare ancora i bilanci». «La Banca d’ Italia – aggiunge – continua a indicare l’ importanza di aumentare la redditività, comprimendo con decisione i costi totali e unitari, ma investendo al contempo nel capitale umano e sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia». TAGLI Tutto questo equivale a nuovi tagli. Entro il 2019, secondo un’ analisi sui piani industriali di cinque dei principali istituti italiani (Intesa, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi) diffusa dalla Fabi saranno chiuse circa tremila filiali. Un trend che si consolida, visto che dal 2009 al 2016 sono stati tagliati 3.972 sportelli, di cui 1.697 nell’ ultimo triennio. Di più. Nei prossimi quattro anni, annuncia il sindacato «usciranno volontariamente circa 25 mila lavoratori», che si aggiungeranno ai 40 mila già andati a casa. Le banche oggi impiegano circa 300 mila persone, più altre 37 mila nelle banche di credito cooperativo. Le aggregazioni provocheranno inevitabilmente altri tagli cui si aggiungeranno le sfide della tecnologia. Secondo uno uno studio di Moody’ s le banche italiane sono tra gli istituti più esposti all’ impatto della tecnologia blockchain sui ricavi da commissioni. L’ innovazione aumenta l’ efficienza degli istituti, ma al tempo stesso mette sotto pressione i ricavi. Che fare? Visco si rivolge ai partiti: «Serve stabilità e fiducia». Magari pensando a quello che sta succedendo a Mps. riproduzione riservata.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: banca d' italia, Banche, bankitalia, Carlo Rienzi, Ignazio Visco
