Centro studi, un ente inutile? Il rischio di sparire lo sveglia
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fonte:
- Il Gazzettino
COMELICO SUPERIORE Tre anni fa un’ indagine del Codacons aveva catalogato la Fondazione Centro Studi transfrontalieri del Comelico tra gli enti inutili e da abolire, insieme all’ Istituto dei Ladini Bellunesi. Come una sferzata, l’ accusa ha fatto risvegliare la sonnolenta gestione dell’ ente, istituito dalla Regione Veneto con apposita legge numero 34 del 24 dicembre 2004, e le ha fatto riprendere vigore. La nomina della nuova presidente, Viviana Ferrario (nella foto), docente universitaria di geografia allo Iuav di Venezia, ha consentito di riprendere le attività di contatto con i gruppi culturali operanti nella vallata comeliana, per realizzare le finalità previste dalla legge istitutiva, cioè l’ utilità sociale che ha come scopo quello di promuovere e favorire la ricerca, lo studio, i contatti e la conoscenza degli antichi rapporti e dei valori culturali e sociali presenti nelle rispettive Comunità transfrontaliere del Veneto, Alto Adige, Osttirol e Carinzia. Tra le prime iniziative realizzate lo scorso anno, si segnala il finanziamento di attività culturali delle associazioni locali, quali pubblicazioni di libri, valorizzazioni dei musei, sostegno alle iniziative culturali. La Fondazione è stata tra i promotori dell’ evento Lèggere le montagne in Ladino e sta organizzando il convegno internazionale di Rete Montagna 2018. Per informare la Regione Veneto dell’ attività svolta nell’ ultimo periodo, la presidente Viviana Ferrario, ha incontrato nei gironi scorsi i consiglieri regionali della Prima Commissione, spiegando quali sono le iniziative attuate ed i programmi per il prossimo anno. L’ audizione ha dato modo ai consiglieri di apprezzare il lavoro che si sta svolgendo in Comelico, con l’ impegno a proporre a bilancio sulla legge 34/04 un aumento del contributo per l’ attività della Fondazione Centro Studi transfrontalieri. Lucio Eicher Clere.
lucio eicher clere
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