Buca killer dirigenti comunali e imprenditori sotto accusa
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fonte:
- la Repubblica
Di che cosa stiamo parlando Cinque persone, tra ex dirigenti del Comune e imprenditori, rischiano di finire sotto processo con l’ accusa di omicidio colposo per una voragine che determinò la morte di un giovane di 19 anni nel 2012. Il motorino a causa della buca sul manto stradale sbandò andando a sbattere contro una colonna di marmo sulla Colombo. La voragine provocò la morte di un 19enne in motorino. Il pm: “Violati gli obblighi di sorveglianza” Erano all’ incirca le tre di una notte di gennaio particolarmente fredda quando, in sella alla sua moto, Matteo Giovannetti prende in pieno una buca su via Cristoforo Colombo, all’ altezza dello svincolo per il viadotto della Magliana. Il 19enne – un po’ per la velocità, un po’ per la scarsa visibilità – sbanda e perde il controllo dello scooter. Finisce prima contro il guard rail, poi va a schiantarsi su una colonna di marmo. Batte la testa. E muore sul colpo. Sei anni dopo, cinque persone rischiano il processo con l’ accusa di omicidio colposo. Ieri la pm Francesca Passaniti ha infatti notificato agli indagati l’ atto di chiusura delle indagini, che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. A finire alla sbarra potrebbero essere Maurizio Viola, all’ epoca dei fatti dirigente del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e manutenzione Urbana del Campidoglio; Stefano Serafini e Savino Senisi, due dipendenti dello stesso ufficio. Insieme al presidente del Consorzio Stabile Roma Scarl, Giuseppe Mapei, che a inizio 2012 aveva in appalto la manutenzione di quel tratto di manto stradale, nonché il direttore tecnico del cantiere, l’ ingegner Carlo Giorgi, che « assumeva formalmente l’ incarico di responsabile della sorveglianza – si legge nell’ atto della Procura – ma ” delegava” la mansione a Pietro Tonanzi ( ora deceduto, ndr), soggetto senza requisiti e competenze tecniche che non aveva la qualifica di geometra o ingegnere come richiesto». Secondo l’ accusa, i dirigenti capitolini avrebbero violato «i doveri di controllo e direzione dell’ appalto in ordine all’ individuazione dell’ effettivo e reale responsabile della sorveglianza di fatto svolta da persona diversa da quella indicata nel contratto (dove si faceva riferimento al direttore tecnico, Carlo Giorgi), priva di requisiti di professionalità richiesti, e quindi inidonea a svolgere l’ incarico». Un precedente tra l’ altro rischiosissimo per il Campidoglio, che potrebbe comportare – in caso di condanna dei funzionari comunali – un risarcimento milionario. Andando a sommarsi alle numerosissime richieste di ristoro piovute, soprattutto negli ultimi mesi, sulle Assicurazioni di Roma, la mutua assicuratrice che copre l’ amministrazione su questo versante. Secondo il Codacons ammonterebbero infatti ad almeno 1,5 milioni i danni già subiti dagli automobilisti e dai motociclisti romani a causa delle buche stradali. Lungo l’ elenco dei danneggiamenti stilato dall’ associazione di tutela dei consumatori: gomme forate, rottura pneumatici e sospensioni, cadute da scooter, incidenti, parabrezza scheggiati e così via elencando. Secondo il Codacons, il dilagante sgretolarsi del manto stradale sarebbe colpa del Comune: reo di non vigilare a sufficienza su appalti e manutenzioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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