11 Aprile 2018

«Pronti a ripristinare l’ avviso bonario»

«gli ingressi alle ztl saranno più evidenti e con maggiori controlli»
Il Comune pronto a ripristinare il cosiddetto «avviso bonario», se la normativa lo consentirà. Lo fa sapere il sindaco Carlo Salvemini, commentando la classifica delle città italiane sulle sanzioni per violazioni del Codice della strada diffusi dal «Sole24ore», nella quale Lecce occupa il nono posto in Italia, anche se gli introiti delle multe sono calati del 7,7 per cento. «I dati ci dicono che la metà di esse dipendono da accessi non consentiti alla zona a traffico limitato e da ticket di sosta a pagamento scaduto o inesistente – osserva il primo cittadino – Riguardo il primo dato, è evidente che ancora oggi, al netto di chi entra sapendo di non poterlo fare, ci sono tanti cittadini che commettono inconsapevolmente l’ infrazione a causa di una segnaletica agli accessi, e di un controllo degli stessi, che dobbiamo migliorare per renderla più chiara. Questo – evidenzia – nonostante il regolamento approvato nel 2015 abbia notevolmente ridotto i pass dei mezzi autorizzati». «Riguardo il secondo dato, invece prosegue Salvemini – stiamo verificando nuovamente se esistono le condizioni normative per reintrodurre il cosiddetto avviso bonario in caso di ticket scaduto». Nello specifico, per transito e sosta nelle ztl sono state elevate 30mila 43 sanzioni. Per sosta non pagata, le multe sono state 19mila 87, ed 11mila 504 per ticket scaduto. Tra le altre violazioni: attraversamento con il semaforo rosso (13mila 650); sosta vietata (10mila 320); sosta sulle strisce (duemila 479) e sui marciapiedi (duemila 457). Secondo Adoc (l’ Associazione per la difesa e l’ orientamento dei consumatori), «i cittadini pagano di tasca propria una carenza di infrastrutture che consentano di sostare in modo sereno, come si fa parcheggiando in una struttura appositamente predisposta, dove si paga per il tempo netto di sosta». Invece, «i settemila stalli tariffati sono “il parcheggio” di Lecce. Inoltre, spiega l’ avvocato Alessandro Presicce, «a Lecce l’ infrastruttura stradale è progettata male e non funge da deterrente. Ci sono elementi che generano confusione e non “guidano” l’ au tomobilista verso comportamenti corretti. L’ automobilista è costretto ad orientarsi “vagando” in un luogo non ben disciplinato che “genera indisciplina”». Il responsabile di Adoc non manca di aggiungere un’ altra osservazione. «Con tutti i soldi pagati dai cittadini per le multe – sottolinea l’ avvocato Presicce – i leccesi dovrebbero vedere le strade lastricate d’ argento. Se così non è, è evidente che i fondi non sono utilizzati e impiegati tutti e al meglio per la sicurezza dei cittadini. Un esempio – mette in evidenza – Sono oltre due anni che, insieme al Codacons, abbiamo denunciato l’ illegalità del posizionamento delle strisce pedonali a ridosso di incroci con stop o di dare la precedenza. Dopo due anni rimarca – centinaia di incroci sono ancora lì, illegali e dimenticati dall’ Am ministrazione».

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