9 Aprile 2018

Boicottaggio Facebook: 24 ore senza social e il Codacons scrive a Zuckerberg

 

Chissà se Mr Zuckerberg è bravo con il surf. Sì perché per riuscire a cavalcare l’ onda della burrasca che sta travolgendo ormai da diverso tempo il colosso delle piattaforme di social media bisogna veramente avere talento. Il rischio di perdersi la tavola da sotto i piedi e finire in mare a gambe all’ aria è davvero molto alto. Come tutti sappiamo, l’ onda, o meglio lo tsunami, ha avuto origine con lo scandalo di Cambridge Analytica e le informazioni degli utenti cedute (o vendute) a soggetti terzi nella totale ignoranza dei legittimi proprietari delle informazioni personali. Ora, alla vigilia delle audizioni di Mark Zuckerberg al Congresso Usa, prende piede l’ iniziativa Faceblock . Un gruppo di attivisti chiede agli utenti di smettere di usare l’ 11 aprile e per 24 ore Facebook e tutti i servizi connessi alla società, come WhatsApp, Instagram e Messenger, per protestare contro il coinvolgimento della compagnia nell’ impiccio di Cambridge Analytica. “Volevamo organizzare un’ azione diretta per dare la possibilità agli utenti di dire che vogliono vedere miglioramenti in Facebook “, ha spiegato al Guardian , Laura Ullman, portavoce della campagna Faceblock. “Abbiamo scelto il giorno in cui Zuckerberg testimonierà al Congresso Usa perché vogliamo non solo richiamare le responsabilità di Facebook nel gestire la piattaforma ma anche quelle del governo di regolare i monopoli e assicurarsi che le società proteggano i dati”. Gli utenti che vogliono partecipare alla protesta possono usare l’ hashtag #faceblock , collegarsi al sito o alla pagina dell’ evento (su Facebook e Twitter) e ovviamente non usare Facebook e i suoi servizi per un giorno . Nelle scorse settimane, subito dopo l’ esplosione dello scandalo Cambridge Analytica, molti utenti hanno aderito al movimento #DeleteFacebook, cancellando il proprio profilo dal social network. Tra le defezioni eccellenti il co-fondatore di WhatsApp Brian Acton, il patron di Tesla e Space X Elon Musk e Playboy, che ha cancellato le proprie pagine della piattaforma. Intanto in Italia, il Codacons ha chiesto formalmente ai vertici Facebook e a Mark Zuckerberg un incontro per affrontare lo scandalo “Datagate” e analizzare le misure per tutelare gli utenti e la loro privacy. “Se da un lato stiamo lavorando ad una class action da avviare negli Stati Uniti per conto degli utenti italiani danneggiati dallo scandalo Datagate, dall’ altro abbiamo chiesto un incontro urgente a Facebook perché vogliamo capire cosa farà l’ azienda per garantire la privacy dei propri iscritti e per analizzare assieme alla società le migliori misure da mettere in campo a tutela degli utenti”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Intanto abbiamo presentato formale istanza al Garante della Privacy chiedendo di partecipare all’ audizione del prossimo 24 aprile nel corso della quale l’ Autorità ascolterà Stephen Deadman, Deputy Chief Global Privacy Officer del social network, per raccogliere ulteriori elementi per una piena valutazione del caso Datagate”.

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