Rimborsi: spiragli per i vecchi soci BpU
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fonte:
- Messaggero Veneto
risparmio traditol’ anac di cantone vaglierà le domande per accedere al fondo
di Maurizio CesconwUDINERisparmio tradito: c’ è qualche spiraglio in più anche per i vecchi ex soci della Banca Popolare Udinese (inglobata nel 1998 in Popolare di Vicenza, ndr) coinvolti nel crac dell’ istituto presieduto da Gianni Zonin. «Le maglie per accedere al Fondo governativo di ristoro – ha detto il sottosegretario uscente all’ Economia Pierpaolo Baretta – saranno più larghe rispetto a quanto si poteva prevedere fino a qualche tempo fa. Il regolamento del Fondo è già stato scritto. Adesso manca la firma, sul decreto attuativo, del ministro Padoan».Questa e altre novità importanti sono emerse nel corso di una tavola rotonda, svoltasi venerdì sera a Mestre, aperta ai legali e ai rappresentanti di associazioni che tutelano i risparmiatori coinvolti nel caso delle banche venete e dell’ Italia centrale soggette a liquidazione coatta amministrativa o a procedura di risoluzione. All’ incontro ha partecipato il sottosegretario Baretta che ha riferito dell’ attuale grado di avanzamento del regolamento che dovrebbe dare attuazione al “Fondo di ristoro finanziario” approvato il 23 dicembre 2017 con un emendamento inserito nella legge di Stabilità. I diversi interventi dei legali che si sono susseguiti, Fulvio Cavallari di Adusbef, Franco Conte di Codacons, Barbara Puschiasis di Consumatori attivi, hanno sostanzialmente concordato sul fatto che i diversi canali di risarcimento del danno subito utilizzabili in sede giudiziaria, costituzione di parte civile dei singoli risparmiatori nei processi penali o cause civili intese a ottenere il risarcimento del danno «offrono prospettive di successo assai scarse per non dire nulle a causa dell’ impossibilità di rivalersi sul patrimonio di Banca Intesa». In rappresentanza della Federconsumatori del Friuli Venezia Giulia Vanni Ferrari ha sottolineato alcune delle criticità attualmente presenti nell’ emendamento approvato nella finanziaria con particolare riferimento alle risorse disponibili, «assolutamente insufficienti, al criterio cronologico nella presentazione delle domande che può operare un’ ingiusta selezione nell’ accesso al fondo, e ai requisiti di accesso».«Non ci sono paletti che impediscono a qualcuno di accedere al Fondo – conferma la presidente dell’ associazione Consumatori attivi Barbara Puschiasis -, nè limiti di reddito, nè di patrimonio. E questo è un passo avanti importante, perchè prima, con un Isee un po’ più alto o il possesso di una casa, era quasi impossibile avere diritto ai rimborsi. L’ unico presupposto che sarà preso in considerazione è che ci sia stata una violazione delle norme finanziarie. Violazione che dovrà essere stabilita o da una sentenza penale o civile, o dall’ Anac (Autorità nazionale anti corruzione, ndr) che dovrà vagliare l’ accertamento del danno. Anche i soci storici della BpU potranno rientrare nell’ ambito dei rimborsi: basterà dimostrare che non sono stati informati del peggioramento delle condizioni della banca, cioè che si sia verificata una violazione degli obblighi informativi. Le richieste di rimborso saranno evase in ordine di presentazione delle domande, che cominceranno ad arrivare non appena sarà messo nero su bianco il regolamento del Fondo. Altro elemento importante, non ci sarà un termine di tempo per la domanda di rimborso. Si potrà fare anche tra un anno, o più tardi». Visto il ruolo centrale che assumerà l’ Anac di Raffaele Cantone, Consumatori attivi assieme ad altre associazioni di tutela del risparmio, presenterà un’ istanza affinchè venga aperto un ufficio distaccato operativo dell’ Anac proprio per snellire le pratiche, che visto il numero di beffati da BpVi e Veneto Banca, saranno numerose. «Al momento apriranno uffici Anac a Vicenza e Treviso – aggiunge Puschiasis -, ma contiamo che la nostra richiesta possa essere accolta».Infine c’ è il tema della dotazione finanziaria del Fondo, che attualmente è di 25 milioni di euro per quattro anni, cioè un totale di 100 milioni. Il Fondo, è bene precisarlo, non graverà sulla fiscalità generale, non si tratta delle tasse dei contribuenti, ma sarà alimentato esclusivamente dai soldi derivati dai cosiddetti “conti dormienti”, conti correnti o polizze dimenticati o mai reclamati da almeno 10 anni a questa parte. «In realtà la “capienza” dei conti dormienti – conclude la presidente di Consumatori attivi – si aggira sui 2 miliardi di euro, quindi i margini per mettere denaro dentro il Fondo esistono».©RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio cescon
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