L’Antitrust apre un’istruttoria su Facebook per pratiche commerciali scorrette. L’intervento era stato sollecitato dal Codacons
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fonte:
- RAI news 24
L’Antitrust apre un’istruttoria su Facebook, sulla scia del Datagate. Lo ha annunciato il presidente Giovanni Pitruzzella. Si ipotizzano due diverse pratiche commerciali scorrette. La prima riguarda, secondo quanto si legge sul comunicato rilasciato dall’autorità garante della concorrenza e del mercato, le pratiche connesse con l’informativa fornita dal professionista in fase di registrazione alla piattaforma Facebook, con riferimento alle modalità di raccolta e utilizzo dei dati dei propri utenti a fini commerciali, incluse le informazioni generate dall’uso, da parte dell’utente, di app di società appartenenti al gruppo e dall’accesso a siti web/app di terzi. La seconda concerne invece l’automatica attivazione della piattaforma di scambio dei propri dati da/a terzi operatori per tutte le volte che l’utente accederà o utilizzerà siti web o app di terzi, con sola facoltà di opt-out. L’opzione a disposizione dell’utente di rinunciare o meno a questa modalità risulta preimpostata sul consenso al trasferimento dei dati. Secondo l’autorità, tali comportamenti integrerebbero due distinte pratiche commerciali scorrette. Da un lato, Facebook non informerebbe immediatamente e adeguatamente, in fase di attivazione dell’account, l’utente dell’attività di raccolta e utilizzo, a fini commerciali, dei dati che cede. Dall’altro, il social network avrebbe esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali presterebbero il consenso alla raccolta e all’utilizzo delle informazioni che li riguardano in modo inconsapevole e automatico. L’intervento dell’antitrust era stato invocato dal Codacons lo scorso 26 marzo. E proprio l’esposto formale presentato dall’associazione dei consumatori, avrebbe inciso sulla scelta dell’autorità, come spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi: “Dopo la Procura di Roma, anche l’Antitrust accoglie l’esposto del Codacons, unica associazione dei consumatori scesa in campo in Italia per tutelare gli utenti da possibili violazioni nell’uso dei dati sensibili degli iscritti a Facebook. Ora si fa sempre più forte e fondata – aggiunge Rienzi – la class action lanciata dalla nostra associazione contro Facebook, per conto degli italiani coinvolti, loro malgrado, nel Datagate”.
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