6 Aprile 2018

Bancadria fa la fusione con i Colli Euganei

dopo l’ ok del cda si attende l’ esame di bankitalia
BANCADRIA punta alla Banca dei Colli Euganei non per farsi una scampagnata, ma per unire le forze nell’ ambito di un piano ben preciso, in linea con le disposizioni di legge e la politica del sistema del credito cooperativo. E siccome, come si dice, pesce grosso mangia pesce piccolo, il ruolo forte nella fattispecie lo gioca l’ istituto di credito adriese che vanta una raccolta diretta da circa un miliardo di euro, superiore di oltre il doppio a quella dell’ istituto di credito padovano che ha sede a Lozzo Atestino. Perché questa fusione? «Da qualche anno – spiega Giovanni Vianello, presidente di Bancadria – è in atto un processo di aggregazione e la riforma del credito cooperativo del 2016 impone questa scelta in base al criterio che le banche più piccole devono essere assorbite per avere un ruolo più funzionale ed organizzato. Non succede solo per Bancadria e Banca dei Colli, succederà anche per altre realtà del credito cooperativo, in linea con quanto prevede la legge e la nostra politica bancaria». Il progetto di fusione tra le due banche è ora all’ esame di Bankitalia, passaggio fondamentale per dare operatività alle nozze. Ma il dado sembra tratto. «Il consiglio di amministrazione – sottolinea Vianello – ha individuato il percorso di fusione, la proposta è al vaglio degli organi di vigilanza, quindi non abbiamo ancora la certezza che la cosa si farà». Da notare la progressione di Bancadria che con Rovigo Banca si divide la clientela del credito cooperativo in Polesine. Prima l’ istituto adriese ha assorbito la ‘Banca Adige Po’ di Lusia. Era il 2012. Dal Dal 1998 al 2008 Vianello ha ricoperto la carica di presidente della Bcc ‘Santa Maria Assunta’ che dieci anni fa si è fusa con Bancadria. Di brindisi in brindisi adesso si attende il matrimonio con ‘ Banca dei Colli’. L’ ultimo passaggio è previsto entro l’ anno e concerne le assemblee straordinarie delle due banche , che dovranno ratificare la fusione, con la prospettiva pressoché certa che Vianello resti il timoniere anche del nuovo soggetto. «Prima però – conclude Vianello – bisogna aspettare l’ autorizzazione di Bankitalia, a quel punto avremo un discorso chiaro e trasparente. Spero che il progetto si concretizzi». Sempre in tema di istituti di credito: «Il salvataggio delle banche venete da parte dello Stato avrà un impatto sul deficit e sul debito pubblico «e il costo totale dell’ operazione sarà pari a 662 euro per ogni singola famiglia italiana». Lo afferma il Codacons, commentando i calcoli di Eurostat sull’ impatto delle operazioni Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Giuliano Ramazzina.

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