Frutta, sacchetti bio anche da casa purché siano idonei
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fonte:
- Giornale di Vicenza
ROMA Sacchetti bio, dopo l’ obbligo a gennaio, che aveva sollevato discussioni, sulle buste biodegradabili e compostabili a pagamento forniti nei reparti frutta e verdura dei supermercati, arriva un parere del Consiglio di Stato: il sacchetto si può portare da casa. A condizione che sia «idoneo a preservare la merce».I sacchetti bio a pagamento avevano suscitato critiche dei consumatori e il Codacons aveva presentato esposti. L’ obiettivo di ridurre la plastica si scontra con il fatto il prezzo tra 1 e 3 centesimi a busta porta il costo annuale per famiglia tra 4 e 12 euro. Esborso che, per l Consiglio di Stato, si potrà evitare. Il parere sottolinea che bisogna contemperare le esigenze del consumatore con la tutela di sicurezza e igiene e stabilisce che «laddove il consumatore non intenda acquistare il sacchetto ultraleggero commercializzato dall’ esercizio commerciale per l’ acquisto di frutta e verdura sfusa», è corretto che possa usare «sacchetti in plastica autonomamente reperiti solo se comunque idonei a preservare l’ integrità della merce e rispondenti alla caratteristiche di legge. In tal caso, richiamando le considerazioni già svolte, non sembra possibile per l’ esercizio commerciale vietare tale facoltà».Il legislatore affermano i giudici, «ha elevato le borse in plastica ultraleggere» usate per frutta e verdura commerciali «a prodotto che deve” essere compravenduto», una merce quindi, che può essere acquistata anche fuori dal supermarket in cui si fa la spesa. Inoltre, «ciascun esercizio commerciale sarà tenuto, secondo le modalità dallo stesso ritenute più appropriate», alla verifica dell’ idoneità e della conformità dei sacchetti usati dal consumatore.Per gli ambientalisti «è un primo passo ma serve la circolare del ministero della Salute attesa da quattro mesi che chiarisca e dica che si possono usare le retine riusabili». Per Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace l’ obiettivo deve essere «ridurre plastica e rifiuti», quindi è opportuna «maggiore flessibilità senza violare le norme igienico sanitarie». Stefano Ciafani, presidente di Legambiente dice che il segretario generale del ministero della Salute, che ha indicato l’ uso di sacchetti monouso per questioni igienico sanitarie, «non è mai stato in reparti di frutta e verdura di un supermercato, pieni di terra, di batteri non nocivi per la salute». Entrambi ribadiscono che si deve permettere quello che si fa all’ estero: retine riusabili comne in Svizzera, Austria, Germania dove non risultano epidemie.
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