31 Marzo 2018

Abbate: «Non sono uno sceriffo chiudere a Pasquetta è giusto»

sciopero regionale, codacons contro: «nei festivi si compra di più»
Concetta BoniniLa polemica legata all’ apertura dei negozi a Pasquetta prosegue con la proclamazione dello sciopero dei lavoratori – a livello regionale – da parte di Filcams, Fisacat e Uiltucs. Uno sciopero che riguarda non solo il 2 aprile, ma anche il 25 aprile, il 1 maggio e il 2 giugno. “Uno sciopero – scrivono le segreterie regionali dei sindacati – al fine di garantire a tutte le lavoratrici ed ai lavoratori del settore di poter godere del diritto al riposo festivo nel rispetto delle festività civili e religiose del nostro Paese e nel rispetto di quei principi di integrazione e di inclusione di cui il nostro paese è anche portatore”. I sindacati fanno insomma la loro parte nella battaglia che a livello locale è stata innescata dall’ ordinanza del sindaco Ignazio Abbate con la sua ordinanza di chiusura delle attività commerciali lungo l’ asse della ex ss 115. Una battaglia non tanto nel merito quanto nel metodo scelto da Abbate, che però lui torna ancora a difendere: “Negli ultimi giorni – ha commentato ancora il sindaco nelle scorse ore – sono stato attaccato pesantemente, sono stato definito tiranno, sceriffo, despota e chi più ne ha più ne metta a causa dell’ ordinanza di chiusura dei negozi ricadenti sull’ asse della SS115. In cinque anni ne ho sentite e lette di tutti i colori su di me che ormai non ci faccio più caso. Però non è giusto mettere in mezzo centinaia di lavoratori ai quali, fino alla scorsa settimana, era stato detto di presentarsi lunedì mattina puntuali sul posto di lavoro sacrificando famiglie e quant’ altro in nome di un profitto assolutamente effimero e non certo sicuro. Abbiamo voluto lanciare un segnale chiaro e forte che è stato ripreso da tanti. Tra questi – conclude Abbate – anche dalla segreterie regionali della Triplice Sindacale attraverso la proclamazione dello sciopero dei lavoratori”. I segretari delle tre sigle hanno fatto emergere peraltro che “da analisi di mercato e studi di settore emerge che la deregulation delle aperture domenicali e festive non ha prodotto, come molti auspicavano, l’ aumento dei consumi né dell’ occupazione” e che anzi “la liberalizzazione inizialmente invocata quale rimedio alla crisi dei consumi ha soltanto prodotto effetti negativi sui temi dell’ organizzazione del lavoro, degli orari, dei turni, delle flessibilità utilizzate e così via”. Tra gli altri è intervenuto anche Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, che considera “ipocrite” alcune polemiche: “Fa sorridere – dice – che chi oggi protesta contro la possibilità degli esercizi commerciali di rimanere aperti anche nei giorni festivi, pianga la crisi del commercio e la forte disoccupazione. Un corto circuito che vede coinvolti in modo diretto i consumatori i quali, al contrario, concentrano i propri acquisti proprio la domenica e nei giorni di festa. Siamo assolutamente favorevoli – continua Tanasi – alla possibilità che gli esercizi commerciali rimangano aperti a Pasqua e Pasquetta, perché in un momento storico in cui le vendite registrano dati disastrosi occorre creare occasioni di acquisto per salvare il commercio. Il vero nodo, semmai, è il rispetto dei diritti dei lavoratori, che devono poter scegliere in modo volontario se lavorare o meno e ai quali deve essere riconosciuto un equo compenso”.

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