31 Marzo 2018

Disattivavano i telecomandi, presi i topi d’ auto

due ladri scoperti ad operare con una «jammer car»: a bordo trovati cinque dispositivi che disturbavano le frequenze
Ladri sempre più «hi tech». Nella Ford Fiesta utilizzata dai due arrestati gli investigatori hanno trovato cinque pulsanti collegati ad altrettanti dispositivi elettronici per disturbare le frequenze dei telecomandi. Gerardo Marrone I poliziotti l’ hanno ribattezzata «Jammer car». È la … vettura di servizio per i «topi d’ auto» del nuovo millennio, che hanno appeso al chiodo grimaldelli e piedi di porco sostituendoli con i disturbatori di frequenza. Gli «jammer», appunto, come quelli usati – stando alle accuse – da Salvatore Egitto, 60 anni, e Nunzio Miceli, 55 anni, sorpresi e arrestati la scorsa notte da agenti della Squadra mobile nella zona di piazza Santa Maria di Gesù. Contestato il reato di furto pluriaggravato in concorso. Le due «facce note» sono state notate, mentre si aggiravano tra i mezzi in sosta. Quando Miceli è sceso da una «Fiesta» per salire senza alcuna fatica su una «Qashquai», i poliziotti hanno deciso di intervenire. Il cinquantacinquenne, bloccato subito dopo es sere tornato dal complice, aveva appena arraffato il borsello di un commerciante. La sorpresa, comunque, è arrivata dalla perquisizione della «Ford Fiesta» di Egitto e Miceli: «Abbiamo scoperto abilmente occultati sotto il vano portaoggetti – sottolineano gli investigatori – cinque pulsanti installati nella carrozzeria interna, collegati ad altrettanti apparati elettronici disturbatori di frequenze». Quegli strumenti sarebbero stati ripetutamente usati per inibire i telecomandi e vanificare la chiusura centralizzata degli sportelli. Una tecnica già sperimentata a proprie spese da un gran numero di catanesi. Appena due mesi fa, un altro ladro «hi -tech» era stato inseguito e ammanettato sempre in centro cittadino da un agente in borghese. Al momento della cattura, il trentaduenne Stefano Siracusa aveva ancora in tasca lo «jammer». Lui, comunque, se l’ era cavata con l’ accusa di tentato furto perché costretto a dileguarsi a mani vuote dall’ arrivo del poliziotto. Un intervento che aveva probabilmente permesso di sventare anche una raffica di furti in abitazioni: erano stati infatti sequestrati in casa dell’ arrestato Le apparecchiature elettroniche trovate nella «jammer car» dalla polizia numerosi mazzi di chiavi, spariti dalle auto «visitate» dal trentaduenne. In quell’ occasione, peraltro, la Questura aveva lanciato un appello ai cittadini: «Considerato che i furti sulle vetture risultano spesso collegati ai successivi furti in appartamento, si raccomanda di non lasciare incustodite in auto chiavi di casa e documenti personali, dai quali sia possibile risalire all’ indirizzo dell’ abitazione. Inoltre, in tutti i casi in cui l’ autovettura sia lasciata in sosta, controllare manualmente che le portiere dell’ auto siano effettivamente Salvatore Egitto chiuse. Esistono, infatti, apparecchiature che consentono di intercettare le frequenze dei telecomandi». I malcapitati, un gran numero. Già a dicembre era stato l’ avvocato Valerio Scelfo a lanciare l’ allarme con una lettera aperta al sindaco Enzo Bianco, in cui denunciava «continui furti dalle auto in sosta» e sottolineava come nella zona di piazza Europa «tali eventi siano quotidiani, nonostante la costante vigilanza dei parcheggiatori abusivi». Il professionista, secondo cui sarebbe stato necessario affrontare la questione anche nel corso di una riunione del Comitato per l’ ordine e la sicurezza, aveva puntualizzato che «ignoti asportano il contenuto delle macchine utilizzando uno strumento che si chiama inibitore della centralina». La questione era addirittura balzata all’ attenzione del Parlamento nazionale con un’ interrogazione presentata dall’ ex sottosegretario Giuseppe Berretta, mentre in una nota l’ associazione consumatori Codacons aveva messo in guardia i cittadini chiedendo «di non lasciare nulla all’ interno delle proprie auto».

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