Ricorso Codacons contro nuova Aia oggi si riunisce il Consiglio di Stato
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Potrebbe arrivare oggi la decisione del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale sono state approvate le modifiche al «Piano di misure ambientali» per lo stabilimento Il va di Taranto. L’ istanza, presentata con ricorso straordinario al Capo dello Stato dal Codacons e dai cittadini di Taranto, se fosse accolta bloccherebbe gli effetti del provvedimento che oggi permette alla fabbrica di essere ancora in attività. Il Codacons ha chiesto l’ applica zione della sentenza della Corte Costituzionale ce ha dichiarato incostituzionale il «decreto Il va» del 2015 che consentiva la prosecuzione dell’ attività anche nei reparti insicuri per i lavoratori, avanzando l’ ipotesi di sospendere il Piano perchè privilegia il profitto a danno del diritto alla salute. Nei giorni scorsi, invece, l’ as sociazione di tutela dei consumatori ha presentato una richiesta di sequestro conserva tivo di 7,2 milioni di euro ai danni della famiglia Riva alla corte d’ assise di Taranto (sequestro che secondo i proponenti dovrebbe essere finalizzato a garantire ai cittadini di Taranto un risarcimento finalizzato a finanziare approfondite indagini epidemiologiche sulla popolazione), ha anche inviato una let tera con la quale chiede di non consentire il trasferimento del complesso aziendale Ilva ad «Am InvestCo» alle condizioni stabilite dal governo Gentiloni e di imporre allo Stato italiano di mettere in atto gli interventi ambientali necessari per la messa in regola dell’ impianto. Oggi intanto è fissata una nuova udienza del processo «Ambiente svenduto» che prevede l’ esa me di tre testimoni, tutti dipendenti dello stabilimento Ilva. Nell’ ultima udienza, infine, si è concluso l’ esame dei tre i consulenti nominati dal gip Patrizia Todisco: gli esperti chiamati dal tribunale a per valutare gli effetti sulla salute degli operai e dei tarantini delle emissioni del siderurgico, hanno sostanzialmente confermato in aula gli esiti della perizia. Dopo Francesco Forastiere (sul quale pende una richiesta di ricusazione del collegio di difesa il cui esito sarà noto nei prossimi giorni) e Annibale Biggeri, nell’ ultima udienza è stata la professoressa Maria Triassi, a sottoporsi all’ esame e al controesame. Secondo gli esperti, nei 7 anni presi in considerazione, sarebbero stati 174 i decessi avvenuti a Taranto e in particolare nei quartieri Tamburi e Borgo, nei quali è stato registrato il quadruplo di mortalità e il triplo di ricoveri per malattie cardiache rispetto all’ intera città. If.ca.]
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