25 Marzo 2018

«Se sarà necessario interesseremo la Procura»

Da una parte la richiesta di puntare su un’ imprenditoria pulita, che non inquina. Dall’ altra il dito puntato contro la Regione Puglia che, nonostante l’ innalzamento della mortalità per tumori non avrebbe messo in campo strumenti validi di lotta alle sorgenti inquinanti. E poi c’ è il Codacons di Lecce, sempre attivo nella tutela dell’ ambiente (è parte civile nel processo contro l’ Ilva di Taranto) che nei prossimi giorni chiederà di incontrare la Lilt, che ha effettuato il monitoraggio, per valutare «un eventuale interessamento della Procura». «I dati sono molto preoccupanti – dice Piero Mongelli, responsabile dell’ ufficio legale del Codacons – e una delle preoccupazioni riguarda proprio la direttrice Taranto quale sorgente di inquinamento, considerato anche quello che sta emergendo dal processo. D’ altra parte fa riflettere anche il dato che vede la provincia di Lecce colpita dai tumori più di quella di Taranto. Ora è nostra intenzione incontrare chi ha eseguito queste analisi per incrociare i loro dati con quelli in nostro possesso per un eventuale interessamento della Procura. È prioritario individuare le sorgenti inquinanti per poter intervenire. E diventa, a questo punto, fondamentale una tracciabilità anche dei prodotti dell’ orto frutta sempre più dettagliata. E a proposito di imprese che possono essere sorgenti inquinanti, interviene Mauro Della Vale, presidente Federbalneari Salento: «Auspichiamo che le autorità tutte adesso consapevolmente possano affiancare lo sviluppo delle imprese balneari a sostegno della Blue Economy, unica fonte rispettosa del paesaggio, dell’ ambiente e de benessere per tutta la comunità salentina». «L’ inquinamento dei suoli del Salento non può continuare ad essere trascurato e richiede una forte risposta – dice il consigliere regionale M5S Antonio Trevisi -. È necessario individuare i responsabili, per questo già due anni fa avevamo presentato una mozione per potenziare i sistemi di monitoraggio ambientale sul territorio. Da allora però niente è stato fatto». Trevisi accusa Emiliano di perdere tempo in «inutili giochi di potere senza rendersi conto delle gravi emergenze ambientali e sanitarie che ci sono nella nostra regione». L’ obiettivo è chiaro: «Vanno pertanto trovati i responsabili e soluzioni immediate, considerando che si tratta probabilmente di inquinamento atmosferico che viene fissato nei suoli dalle piogge». Trevisi depositerà una nuova mozione e un’ interrogazione urgente indirizzata al presidente Emiliano, per sapere perché non siano ancora stati realizzati gli studi per migliorare il monitoraggio delle fonti inquinanti e non siano state implementate le tecnologie per risalire con certezza alle cause dell’ inquinamento. «Chiederò nuovamente di impegnare urgentemente Arpa e Asl poiché oggi la scienza ci permette di individuare chi produce le sostanze che stanno avvelenando i nostri suoli. I dati epidemiologici nella nostra regione sono estremamente preoccupanti e nulla fa pensare che il futuro sia migliore conclude Trevisi nonostante ciò la giunta continua a non affrontare una questione così grave e prioritaria. Ci chiediamo perché non sia stato dato mandato all’ Arpa e ASL di effettuare i monitoraggi richiesti e cosa si aspetti ancora a farlo».

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