26 Marzo 2018

Sul treno senza la toilette Il caso diventa nazionale

Eh no, così non vale. E soprattutto non possono rubarci un primato che ci appartiene, che rivendichiamo, che abbiamo ottenuto grazie a enormi “sacrifici”, è proprio il caso di dirlo. E invece è così, da qualche giorno tutta Italia parla della nascita del “pipì-stop” sulla tratta ferroviaria Verona-Milano. Il problema, come ben sanno i lettori valtellinesi e valchiavennaschi, è presto detto: i bagni del treno sono inagibili e per i pendolari scoppia il problema-pipì. Che il capotreno, come raccontano le cronache dei giornali locali, ha risolto dicendo ai passeggeri: «Se avete bisogno, fermo il treno alla prima stazione e vi faccio andare alla toilette. Abbiamo l’ autorizzazione di Trenord». Pochi giorni fa E pochi giorni fa è capitato di nuovo. Il convoglio 2058 di Trenord, arrivato alla stazione di Peschiera da Verona, si è fermato più del consentito ed è poi ripartito verso Desenzano e Milano in ritardo: c’ è chi racconta di 18 minuti. Il motivo? Causa indisponibilità dei bagni a bordo, il treno ha allungato la sosta per consentire a chi ne aveva bisogno di servirsi della toilette della stazione. La notizia ha fatto il giro d’ Italia, ma Trenord spiega: «È una prassi in caso di servizi a bordo inagibili, spesso a causa di vandalismi». Sabato sera su Rai Tre anche il giornalista Massimo Gramellini, all’ interno della trasmissione “Le parole della settimana”, ha messo in luce il problema, ben noto anche alle nostre latitudini. È dal luglio del 2016, da quando cioè sono entrati in funzione i nuovissimi treni “Coradia”, che fioccano le segnalazioni. «Dalle informazioni ricevute sembrerebbe che il problema si verifichi soprattutto sulle corse che partono da Tirano. I viaggiatori, infatti, per tutto il percorso fino a Milano trovano inaccessibili le toilette sul treno. Non solo è sgradevole per chi paga per viaggiare, ma è anche un brutto “biglietto da visita” per i turisti». Così la Cisl aveva provveduto a segnalare il caso a Trenord. La società, da parte sua, aveva spiegato che si trattava di pochi episodi… Nel luglio dell’ anno successivo, dopo l’ ennesimo caso sulla linea ferroviaria Milano-Tirano che aveva coinvolto suo malgrado una signora sondriese con i suoi due bambini piccoli, era intervenuto anche il Codacons, definendo questi episodi come «disservizi inaccettabili per tutti coloro che pagano il biglietto per usufruire di un servizio che non è all’ altezza della aspettative». E che ha continuato a essere tale. Ci voleva, tuttavia, una tratta ferroviaria più importante e frequentata per trasformare il problema in un caso nazionale. E, al di là dell’ ironia su quale sia il territorio che ha sperimentato per primo l’ esperienza del viaggio privo di toilette, la speranza è che la poco desiderata eco mediatica avuta per il ripetersi di questi inconvenienti serva almeno a migliorare l’ imbarazzante situazione. R.Son.

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