Scandalo Datagate, indagini anche in Italia
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fonte:
- Giornale d`Italia
La Procura di Roma apre un fascicolo, al momento senza indagati o ipotesi di reato, sull’esposto presentato dal Codacons in relazione allo scandalo “Datagate” e il possibile coinvolgimento degli utenti italiani che hanno profili su Facebook. L’ indagine è affidata al procuratore aggiunto, Angelo Antonio Raganelli, che ha la delega sui reati informatici e relativi alla privacy. Nell’ esposto del Codacons si chiede alla magistratura di verificare possibili fattispecie previste dall’ Art. 167 del Codice della Privacy (Trattamento illecito di dati) e dall’ art. 169 (Misure di sicurezza). Intanto le polemiche per lo scandalo Cambridge Analytica non si fermano e il procuratore speciale Robert Mueller di disastro e omicidio colposo, che non gli era stato riconosciuto in primo grado. Condannato a 8 mesi l’ ex coordinatore dei volontari della Protezione civile Roberto Gabutti, accusato di falso e calunnia e assolto in primo grado. “Non ho parole. Mi stupisce abbastanza, leggeremo le motivazioni. Naturalmente ricorreremo in Cas vuole approfondire i legami con il caso Russiagate. La squadra del procuratore che indaga sulle ingerenze russe nelle elezioni presidenziali Usa del 2016 sta verificando come i manager della campagna di Trump abbiano raccolto e utilizzato i dati degli elettori. In occasione della campagna del presidente, secondo il Miami Herald, sono stati pagati a Cambridge Analytica circa 6 milioni di dollari per il suo lavoro del 2016. Intanto la commissione Energia e Commercio della Camera dei Rappresentanti Usa intende chiedere all’ amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, di testimoniare sullo scandalo. La commissione parlamentare ha annunciato che invierà “una lettera formale a Zuckerberg nei prossimi giorni”. sazione per insistere sull’ applicazione delle norme che regolano la responsabilità colposa”. È stato commento a caldo dell’ avvocato Stefano Savi, difensore di Marta Vincenzi, ex sindaco di Genova, dopo la lettura della sentenza di secondo grado che conferma la condanna a 5 anni per la sua assistita per l’ alluvione del 2011.
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