23 Marzo 2018

Dischetti, trovato il responsabile Ora parte la corsa per ripulire

di MATTEO ALFIERI RISOLTO, grazie all’ intensa attività d’ indagine delle strutture centrali e periferiche del Corpo delle Capitanerie e Guardia Costiera, il mistero dell’ inquinamento da dischetti di materiale plastico che hanno invaso a milioni anche le spiagge della Maremma. E’ stata accertata, nelle vicinanze di un impianto di depurazione collocato in prossimità della foce del Sele in Campania e sugli argini dello stesso fiume, una ingente concentrazione di filtri. Per colpa di un cedimento strutturale di una vasca dell’ impianto, i dischetti di plastica si sono riversati nel fiume Sele per poi confluire nel mar Tirreno, dove per effetto delle correnti sono arrivati fino alla Maremma. «La società che gestisce l’ impianto di depurazione collocato in prossimità della foce del Sele adesso dovrà rispondere dei danni arrecati all’ ambiente». Lo afferma il Codacons. «Nei giorni scorsi con un esposto anche alla procura di Grosseto avevamo chiesto di aprire indagini sul territorio alla luce dell’ ipotesi di disastro ambientale – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ora che è stata accertata l’ origine dei dischetti, la magistratura dovrà indagare la società responsabile dell’ impianto ubicato nella foce del Sele alla luce delle responsabilità legate al grave incidente, e gli operatori turistici e i soggetti danneggiati potranno costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale». «Legambiente – afferma Angelo Gentili della segreteria Nazionale di Legambiente – attraverso i suoi volontari sta effettuando un monitoraggio costante in tutte le regioni coinvolte dal fenomeno che è grave per l’ impatto sull’ intero ecosistema marino: infatti la plastica oltre ad essere ingerita da pesci e tartarughe marine entrando nella catena alimentare, crea un danno ambientale incommensurabile. La situazione è sempre più complessa. All’ associazione del cigno arrivano quotidianamente segnalazioni per la presenza di dischetti in quantità incalcolabili in moltissime spiagge della costa deturpate dal fenomeno». Legambiente organizzerà in collaborazione con volontari e scuole del territorio, una serie di azioni di pulizia per dare un contributo concreto a questo vero e proprio disastro ambientale. «Adesso – ha concluso Elena Nappi, vicesindaco del Comune di Castiglione della Pescaia su suo profilo Facebook – l’ amministrazione comunale si sta organizzando per far causa al responsabile per danno ambientale e danno di immagine».

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