Guardian: “Facebook fornì a Kogan dati di 57 miliardi di amicizie”
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fonte:
- La Presse
Emergono nuovi dettagli sulla collaborazione tra Facebook e Aleksandr Kogan, il ricercatore al centro dello scandalo Cambridge Analytics. La società di Zuckerberg ha cercato di addossare allo studioso la responsabilità per lo sfruttamento illecito dei dati personali di 50 milioni di utenti. Ma – stando a quanto rivela il Guardian – il social network avrebbe avuto un rapporto abbastanza stretto con il ricercatore e gli avrebbe fornito un insieme di dati aggregati su un totale di 57 miliardi di amicizie.Facebook ha fornito il set di “ogni amicizia formata nel 2011 in tutti i Paesi del mondo aggregati a livello nazionale” al laboratorio dell’ Università di Cambridge gestito da Kogan. Lo conferma un comunicato stampa della stessa università, pubblicato il 10 settembre 2015, che vantava “un nuovo studio che sfrutta i dati Facebook, incluso un dataset di 57 miliardi di amicizie”.In Italia il Garante della Privacy aprirà un’ istruttoria a seguito dell’ esposto del Codacons sul possibile coinvolgimento di utenti italiani, mandato anche alle 104 procure italiane. Sulla vicenda si vuole fare chiarezza anche a Bruxelles eil presidente dell’ authority Antonio Soroha inviato una lettera ad Andrea Jelinek, presidente del gruppo che raccoglie i Garanti europei, per proporre l’ estensione del mandato della task force già operante su Facebook, per un precedente caso legato anche a Whatsapp, al caso specifico della società di consulenza britannica. Anche il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha esortato il consiglio Ue a “rafforzare la protezione dei dati a livello europeo”.Le scuse del fondatore del social sembrano un po’ poco: “Non basta un post su Facebook per recuperare la fiducia degli utenti”, ha commentato la commissaria Ue alla Giustizia, Vera Jourova, che vuolescrivere una lettera al Ceo di Facebook e si aspettadal social network “il pieno rispetto delle regole europee”. Un futuro scandalo simile a quello che ha colpito Facebook potrebbe essere “molto costoso” da maggio, ha spiegato, quando entrerà in vigore un nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.Negli Stati Uniti il procuratore speciale Robert Mueller, che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali Usa 2016, ha avviato un’ inchiesta sui legami tra la campagna elettorale di Donald Trump e Cambridge Analytica. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, la squadra del procuratore speciale sta verificando come i manager della campagna di Trump abbiano raccolto e utilizzato i dati degli elettori, in particolare negli Stati contesi.
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