22 Marzo 2018

I dischetti invadono anche Macchiatonda e l’ Ultima Spiaggia

di Ivana Agostini CAPALBIOI dischetti di plastica che stanno invadendo le spiagge italiane sono arrivati anche a Capalbio tra le spiagge di Graticciaia e Macchiatonda. Dopo la spiaggia della Feniglia, a Orbetello, anche le spiagge capalbiesi devono fare i conti con i misteriosi dischetti che ormai sono stati segnalati dalla Campania fino alla Toscana. Il primo avvistamento il 21 febbraio è stato a Paestum, poi è stato tutto un susseguirsi di segnalazioni. «È davvero una situazione incredibile – dice rammaricato Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio – centinaia di migliaia di questi filtri, evidentemente trasportati dalle onde del mare nel corso delle mareggiate tra il 12 e il 14 marzo, sono finiti sulle nostre spiagge, soprattutto tra Graticciaia e Macchiatonda»; ma i dischetti di plastica sono stati segnalati anche all’ Ultima Spiaggia di Capalbio. Appena avute le segnalazioni, il sindaco ha fatto un sopralluogo. «Il fenomeno è molto esteso – descrive Bellumori – Ci sono arrivate decine e decine di segnalazioni dai frequentatori del litorale. Il fenomeno ha interessato anche il litorale campano, laziale e toscano almeno fino a Castiglione della Pescaia. Questo ennesimo inquinamento del mare e delle spiagge ripropone drammaticamente le condizioni in cui versano gli arenili, aggrediti non solo dall’ erosione marina ma anche dai rifiuti» aggiunge Bellumori. Il Codacons, nei giorni scorsi, ha presentato un esposto contro ignoti per «disastro ambientale» chiedendo «l’ arresto degli eventuali responsabili una volta identificati». «Aspettiamo di saperne di più anche dal ministero dell’ ambiente – conclude il sindaco di Capalbio che sta approfondendo le due ipotesi dell’ origine dei tondini, il container disperso in mare o i filtri di particolari depuratori – I responsabili di questo ultimo scempio, ovvero centinaia di migliaia di filtri riversate sulle spiagge tirreniche, dovranno essere individuati e duramente sanzionati». In prima battuta, si pensava che i dischetti fossero cialde di caffè, poi le due ipotesi – container o depuratore – sono state rese note dalla sottosegretaria uscente del ministero dell’ ambiente Silvia Velo, che sta monitorando con l’ aiuto delle capitanerie di porto il fenomeno che ormai è di vastissime proporzioni.

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