21 Marzo 2018

Dischetti di plastica, due ipotesi: container disperso o depuratore

L’ INDAGINE Il nodo sulla provenienza dei milioni di dischetti di plastica spiaggiati lungo le spiagge che vanno dalla costiera amalfitana alla Toscana, litorale pontino compreso, è ancora da sciogliere. Al comando generale delle Capitanerie di Porto di Roma, che coordina tutti i vari comandi regionali e locali, si lavora alacremente da domenica per cercare di risalire alle cause di questo preoccupante fenomeno al quale si interessano anche le Arpa regionali ed i carabinieri. Queste cialde di plastica bianca, del diametro di cinque centimetri, con una piccola grata all’ interno, vengono impiegate nei sistemi di trattamento biologico delle acque. In pratica fungono da supporto per la crescita di batteri che depurano l’ acqua, assimilandone i nutrienti. Ma se non sembra più esserci mistero in merito alla loro funzione rimane da scoprire come siano arrivate sulle nostre coste. Le ipotesi sulle quali si stanno concentrando presso il comando generale delle Capitaneria di Porto sono due. I dischetti potrebbero provenire da una nave che li stava trasportando e che, forse, ha perso, durante il viaggio, un container dal quale si sono sversati in mare. Oppure le cialde sono fuoriuscite per il malfunzionamento di un depuratore. Le maree hanno poi fatto il resto distribuendo migliaia di dischetti lungo le nostre coste. Nel primo caso, per risalire all’ eventuale nave, occorrerà passare al setaccio tutti i tracciati relativi al traffico mercantile che avviene in quella parte del Tirreno e si parla di migliaia di navi. Certo sono tutte mappate per cui un’ eventuale responsabilità potrà essere individuata. Tra l’ altro, qualora una nave avesse perso un container, è tenuta, obbligatoriamente, a segnalare l’ accaduto. Ma il personale della Guardia Costiera sta anche passando al setaccio tutti i depuratori della Campania e del Lazio presso i quali viene utilizzato quel particolare tipo di dischetto e che non sono molti. Occorre appurare se la dispersione sia avvenuta da lì perché in quel caso potrebbero essersi riversate in mare anche altre sostanze. Intanto Il Codacons ha presentato un esposto alle procure di Napoli, Salerno, Latina, Roma, Civitavecchia e Grosseto, chiedendo di indagare per disastro ambientale, a carico di ignoti. Anche il Parco nazionale del Circeo ha annunciato che sporgerà denuncia presso la procura di Latina. Ebe Pierini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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