20 Marzo 2018

Dischetti di plastica invadono anche le nostre spiagge

Sulle spiagge, dopo le mareggiate, siamo ormai abituati a vedere di tutto. Da alcune settimane però sono comparsi sulle coste di mezza Italia, compresa la Feniglia, dei misteriosi dischetti di plastica di cui ancora non si è capita la provenienza. La loro presenza è stata segnalata dalla costa della Campania fino alla costa laziale e anche in Maremma. Dischetti mai visti prima. In Feniglia ce ne sono molti, lungo tutto il tratto di spiaggia. Alcuni sono insabbiati e si vedono a fatica, altri sono in mezzo ad altra sporcizia portata dal mare. Alcuni sono vicini e raggruppati, altri in ordine sparso disseminati qua e là. Sono leggerissimi e di plastica. Una presenza che ha allarmato sia per il numero, sia perché hanno invaso moltissime spiagge e sia perché, appunto, non è ben chiaro che cosa possano essere. All’ inizio c’ è chi ha pensato, come Fabio Cianchi, responsabile delle Oasi Wwf, che si trattasse di cialde per il caffè anche se la cosa non lo convinceva. «Siamo abituati a vederle sulle spiagge e a portarle via e questi dischetti se fossero stati parte di una cialda di caffè, sarebbero stati mancanti della restante parte che compone la cialda stessa». Per questo Cianchi ha anche pensato si trattasse della parte di una cialda non ancora assemblata. Però questi dischetti sono più grandi di quelli delle cialde. Fra coloro che monitorano il fenomeno c’ è anche il team di Clean Sea Life che sta raccogliendo segnalazioni da tutta Italia anzi e che invita chiunque trovi questi dischetti, a contattare per email ( [email protected] ). Anche al team di Clean Sea Life all’ inizio sono sembrati dischetti delle cialde ma per loro l’ ipotesi più probabile, che si legge sul loro sito, è che siano «dischetti impiegati nei sistemi di trattamento biologico delle acque». Questi dischetti avrebbero diverse forme e dimensioni. «Dischetti simili – si legge sul loro sito – sono stati trovati a migliaia 7 anni fa in America: provenivano dall’ impianto di trattamento della cittadina di Hookset che, a causa di forti piogge, il 6 marzo del 2011 andò in tilt scaricando dai 4 a 8 milioni di dischetti». Se quindi sul che cosa siano si formulano delle ipotesi, così come da dove provengano e perché si trovino in mare in così grosse quantità, una cosa è certa: sono arrivati anche sulle spiagge della Maremma. E il mistero dei dischetti di plastica che stanno invadendo le coste tirreniche finisce all’ attenzione della magistratura. Il Codacons presenta un esposto alle Procure della Repubblica di Napoli, Salerno, Latina, Roma, Civitavecchia e Grosseto chiedendo di aprire indagini urgenti sul territorio alla luce del reato di disastro ambientale. “E’ necessario accertare le responsabilità che si celano dietro alla vicenda, avviando le dovute indagini per i reati ambientali previsti dal nostro ordinamento – spiega in un comunicato il presidente Carlo Rienzi -. In particolare chiediamo alle Procure di procedere al momento contro ignoti per la fattispecie di disastro ambientale, in relazione agli enormi danni subiti dalla flora, dalla fauna e dal paesaggio delle coste invase dei dischetti di plastica. Una volta individuati i responsabili, verso costoro dovrà essere disposta la misura dell’ arresto in carcere, considerata la gravit della situazione su numerose spiagge e le conseguenze per il territorio”. L’ associazione, conclude la nota, “offre inoltre assistenza legale agli operatori turistici e alle strutture ricettive delle zone interessate dalla presenza dei dischetti per tutti i danni economici subiti, e ai cittadini residenti nelle aree coinvolte, ai fini delle dovute richieste risarcitorie che saranno avviate non appena individuati i responsabili dell’ inquinamento di mari e spiagge”.

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