Franco Conte (Codacons Veneto) pronto a fare un esposto anche alla Corte di Conti: «Il fondo dei conti dormienti deve servire a finanziare solo i rimborsi ai rispamiatori»
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fonte:
- Il Gazzettino
RISPARMIO TRADITO VENEZIA Banche venete, la via delle cause rischia di essere lastricata di buone intenzioni e di troppe illusioni e le associazioni dei consumatori si concentrano sul Fondo da 100 milioni per le vittime di reati finanziari. «Manca il decreto attuativo per rendere operativo il Fondo, bisogna fare in fretta. L’ Anac, l’ Anticorruzione di Cantone, deve diventare operativa il più presto possibile anche sul territorio con sedi a Vicenza e Montebelluna – commenta Franco Conte, presidente Codacons Veneto -. L’ obiettivo principale però è rendere operativo il prima possibile il Fondo che rappresenta l’ unica soluzione a costo zero per i rimborsi: stiamo preparando un esposto alla Corte di Conti per impedire che le risorse dei fondi dormienti delle banche vengano spesi in altri capitoli, devono andare a finanziare il fondo per i risparmiatori traditi. La legge fissa un vincolo di destinazione». Poi l’ analisi delle cause in corso e il consiglio: «Oltre al gup di Roma, che ha coinvolto in giudizio Banca Intesa per il crac di Veneto Banca, anche altri giudici hanno emesso sentenze in questa direzione, ma potrebbero essere chiamate in causa anche Banca Italia e Consob – avverte Conte -. Personalmente ritengo che la via delle cause sia utile per premere sulle parti più che per portare a casa rimborsi (oltre a costare care)». Le associazioni chiedono anche di allargare le indagini. «Le Procure di Roma e Vicenza si sono limitate a indagare dal 2012 al 2014, vogliamo che si approfondisca almeno fino all’ anno 2001 per capire come sia partita questa colossale truffa», avverte Patrizio Miatello (Ezzelino da Onara), che denuncia: «Banca Intesa sta applicando interessi al 20% sulle posizioni in contenzioso riguardante risparmiatori e imprese incastrati con fidi o mutui che a causa della mancata vendita delle quote azionarie, oggi azzerate – denuncia Miatello -, sono stati trasformati loro malgrado in debitori di Intesa». ALLARGARE LE INCHIESTE «Abbiamo chiesto alla Commissione regionale di valutare la responsabilità di Consob e Bankitalia per la mancata vigilanza, con particolare riferimento ai bilanci presentati dalle due banche negli ultimi 4 anni, prima che si verificasse il default – afferma Antonio Tognoni, responsabile dell’ Unione Nazionale Consumatori del Veneto – la Regione poi deve fornirci anche un appoggio economico per poter intraprendere le azioni legali civili nei confronti delle società di revisione. Solo la perizia sui bilanci avrebbe dei costi che si aggirano tra i 50 ed i 60 mila euro». Maurizio Crema © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema
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