17 Marzo 2018

«Gravi responsabilità politiche Bianco e D’ Agata si dimettano»

giuseppe bonaccorsi«Una Tari salata per pagare anche Pc, viaggi e affitti». E’ una valanga di reazioni quella che ieri si è abbattuta sul sindaco Bianco per il convilgimento anche di due suoi fedelissimi dirigenti nell’ inchiesta «Garbage affair» che ha scoperchiato un vaso di Pandora. I deputati regionali e nazionali dei Cinquestelle dopo aver fatto un plauso all’ attività degli inquirenti scrivono in una nota: «Pretendiamo che il sindaco faccia un passo indietro. Questa inchiesta pesa come un macigno sull’ amministrazione Bianco e rappresenta la pietra tombale sull’ esperienza fallimentare del suo mandato. Al netto delle responsabilità penali e di fronte a tre gare d’ appalto andate deserte le ‘colpe’ politiche sono gravissime e pesanti».Per il candidato sindaco «civico» Emiliano Abramo «E’ incredibile che i vertici politici di Palazzo degli Elefanti non sapessero né sospettassero nulla. Fa tremare il fatto che, tra le persone coinvolte, ci sia il Ragioniere generale – uomo di fiducia del sindaco, tanto da aver ricoperto la carica di capo di Gabinetto – e uno dei funzionari dell’ Ecologia più vicini al primo cittadino. Non è possibile che l’ amministrazione della “presunta legalità” non sapesse a chi conferiva fiducia, incarichi e promozioni. Ora la città ha bisogno di ripartire veramente: L’ era di Bianco è chiusa».Anche il deputato regionale Claudio Fava interviene: «Ancora una volta un’ indagine dell’ autorità giudiziaria evidenzia la stretta correlazione tra affare dei rifiuti e corruzione. E ancora una volta la politica delega ai magistrati un ruolo che dovrebbe essere suo». Cittàinsieme scrive «Le accuse che vanno dalla turbativa d’ asta alla corruzione sono pesantissime e confermano quanto da sempre ripetiamo: quello dei rifiuti è un mostro, un sistema malato…». Chiede le dimissioni di Bianco e della sua Giunta anche Sinistra Italiana: «Adesso i cittadini sanno chi sono i veri responsabili del prossimo aumento Tari da 100 euro annui a famiglia». Le dimissioni del sindaco sono sollecitate anche dal vicepresidente del Consiglio, Sebastiano Arcidiacono A fronte delle responsabilità penali emergono le gravi colpe e le omissioni della politica, in particolare del sindaco Bianco, che ha scelto tra i suoi collaboratori persone da lui stesso definite “infedeli” verso l’ interesse pubblico. Il sindaco e l’ ass. D’ Agata siano conseguenziali e anziché mettere le mani avanti con ricostruzioni poco convincenti, traggano le conclusioni delle loro scelte dissennate». Pure il consigliere Niccolò Notarbartolo, ex Pd, non usa mezzi termini: «Il costo della corruzione contamina il Comune. La gara ponte è stata affidata al raggruppamento che ingloba Eco.Car. con lo 0,31 per cento di ribasso. Altre aziende, senza amici negli uffici, avrebbero potuto proporre un ribasso più consistente o servizi migliori. Avrebbero potuto fare risparmiare alla città milioni. Che Catania sia in ginocchio lo vediamo tutti, quello che fino a ieri non potevamo sapere con certezza è che ci troviamo in questa condizione perché c’ era bisogno di permettere a qualcuno di arricchirsi e a qualcun altro di non pagare affitti. L’ inchiesta lascia emergere un quadro sconcertante… e ogni cittadino sa, oggi, perché sta pagando l’ imposta sui rifiuti più alta possibile. Anche per un Pc, un cellulare, le vacanze… A prescindere dall’ esito giudiziario Bianco è politicamente responsabile. Per onestà intellettuale e per decenza, dovrebbe farsi da parte». L’ associazione Antimafia e Legalità oltre a congratularsi con la Procura e la Dia esprime amarezza perché «ancora una volta rileviamo che il controllo di legalità è affidato alla magistratura. La politica non ne è capace». Parole chiare e dure anche da Catania bene comune tra i primi a denunciare le gravissime irregolarità nel settore rifiuti: «La gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia è stato gestito in maniera criminale negli ultimi anni. Da quando Senesi ed Eco.Car hanno vinto l’ appalto le multe sono irrisorie e, ogni mese, hanno lo stesso importo: milleduecento euro. Il Sindaco Bianco, l’ assessore D’ Agata, la segretaria generale del Comune hanno il dovere di dare spiegazioni alla città. Come dichiarato ieri dal procuratore, seppure non sono state riscontrate responsabilità penali del sindaco e dell’ assessore, esistono gravi responsabilità politiche e il sindaco deve immediatamente dimettersi». Per Enza Meli e Salvo Bonaventura della Uil e Uilt «I lavoratori dell’ Igiene ambientale, spesso in arretrato di mesi con gli stipendi, e i cittadini sono le prime vittime di un sistema rifiuti che a Catania come altrove è colpevolmente inefficiente. Per questo, va espressa gratitudine a magistratura e forze dell’ ordine ogni qualvolta contribuiscono a fare luce su tanti guasti criminali. Gli enti pubblici alzino la guardia, rafforzino i propri anticorpi contro il malaffare.». Anche la Cisl si preoccupa dei livelli occupazionali: I segretari generale Maurizio Attanasio (Cisl) e Fit Cisl, Mauro Torrisi si dicono molto preoccupati per le possibili ripercussioni che l’ inchiesta sui rifiuti potrebbe avere sui livelli occupazionali e sul decoro della città. Confidiamo nel lavoro della magistratura e auspichiamo che possa fare chiarezza in modo tale che, quanto prima, venga restituita alla città dignità e opportunità di lavoro nella legalità». La Cgil esprime «sdegno e amarezza per quanto emerso». «Nel ribadire ancora una volta la propria fiducia nella magistratura, spera che venga fatta chiarezza in tempi brevissimi, affinché venga restituita dignità e trasparenza ad un settore nevralgico come è quello dei rifiuti». Per l’ Ugl con i segretari Giovanni Musumeci e Santo Gangemi «L’ inchiesta è un fatto grave che conferma i nostri timori sulla gestione dei rifiuti. E ancora una volta pagano i cittadini e i lavoratori. E’ palese che a questo punto l’ assessore al ramo non tarderà a trarne le conclusioni».Il Codacons e Alfio Micalizzi di AssoConsumatori annunciano la loro costituzione Parte civile mentre I «Tavolisti» chiedono le dimissioni di Bianco. Infine per l’ associazione Codici «l’ inchiesta ci consegna un’ immagine di un Comune del tutto permeabile ai fenomeni corruttivi».
giuseppe bonaccorsi

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