Carspac 2 chiedeva 20 milioni ora deve pagare 26mila euro
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Chiedevano danni per oltre 20 milioni di euro, li chiedevano – in una causa civile davanti al tribunale di Milano – come vittime del Coopcostruttori: gli ex soci coop, riuniti nel Carspac2, li chiedevano a Lega Coop – provinciale, regionale e nazionale – e anche a chi finanziava l’ azienda diretta da Donigaglia e Ricci Maccarini, vecchia Carife che ha fatto crac anch’ essa, nel frattempo finanziaria Cofiri e le società di revisione. Una causa che però si è trasformata in beffa per oltre 300 soci del Carspac2, perché la Corte civile d’ appello di Milano ha bocciato ogni loro richiesta di risarcimento (quei 20 milioni e passa) e ha addirittura condannato i 300 soci a pagare le spese processuali, in tutto 26mila euro, 12mila a LegaCoop e 14mila euro in tutto agli altri soggetti appellati. Una beffa bis, perché arriva dopo quella del processo penale durato 15 anni e azzerato ai primi di gennaio quando vennero tutti assolti gli ex dirigenti Coopcostruttori, perché – per i giudici – non hanno responsabilità nel crac, nel dissesto finanziario di una azienda di costruzioni tra le prime a livello nazionale. La beffa bis della Corte d’ appello di Milano, prima sezione civile, ha cancellato il processo civile che i 300 soci Carspac 2, sostenuti dal Codacons e dai suoi legali, avevano attivato all’ inizio del 2010 contro i soggetti che dicevamo, alcuni rimasti estranei al processo penale (Carife e Cofiri) o prima indagati e poi prosciolti (LegaCoop). Erano accusati da Carspac2 e Codacons di aver sostenuto la Costruttori ben sapendo del suo stato di decozione, senza lanciare allarmi o segnalazioni che avrebbero indotto poi i soci della coop – loro stessi – a non investire nella Costruttori con prestito sociale e apc (azioni cooperative). Perché, allora, i giudici di Milano hanno bocciato ogni loro richiesta? In un corposo atto di 59 pagine, i giudici confermano il peccato originale della causa, perché l’ atto di citazione (il documento d’ accusa) era da considerarsi nullo per una serie di motivi tecnici, uno su tutti il fatto che non erano chiare le richiesta di risarcimento su quanto, come riaverlo e perché. Un vizio iniziale della causa, perché le date prese come riferimento da Carspac e legali erano sbagliate per i giudici che ne hanno applicate altre portando alla totale prescrizione della causa. Deluso e amareggiato, lui per tutti, Giovanni Bigoni, portavoce Carspac2, sempre presente a tutti i processi, unico presente alle assoluzioni al processo penale d’ appello e tra i pochi a recarsi a Milano alle udienze civili. «La sentenza di Milano non è bella, perché non si riesce a capire come mai i giudici ragionino sempre in modo opposto a quello che sosteniamo. Certo, questa causa è piena di tecnicismi, ma quello che noi vorremmo capire è perché se erano così convinti che tutto era prescritto, perché ci hanno fatto fare questo processo? Vorrei capire perché noi indichiamo delle date e loro delle altre. E’ tutto assurdo fa venire davvero la rabbia tutto questo».Daniele Predieri.
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Tags: Carspac, Coopcostruttori, legacoop
