15 Marzo 2018

I saldi non bastano, a gennaio vendite in calo

I saldi di fine stagione non bastano a far ripartire il commercio. A gennaio, infatti, le vendite continuano a scendere nonostante gli sconti, segnando rispetto a dicembre un calo dello 0,5% in valore (a dicembre era -0,3%) e dello 0,7% in volume. E se il confronto si fa con lo stesso periodo dello scorso anno, i risultati vanno anche peggio: la flessione è dello 0,8% in valore e dell’ 1,9% in volume. Nessuna distinzione positiva in base alla tipologia di esercizio commerciale, le vendite al dettaglio calano dell’ 1,2% sia nella grande distribuzione (con la sola eccezione dei discount con +3,6% sull’ anno), sia nei piccoli negozi e nelle botteghe di quartiere. A diminuire sono gli acquisti di beni alimentari e non, ma la flessione peggiore è quella di calzature (-3,1%) e vestiti (-2,7%). Nella valanga di segni meno rilevati dall’ Istat sul commercio del primo mese dell’ anno, l’ unico segno positivo degno di nota è quello del commercio elettronico che registra un aumento del 2,4%. Un dato – quello sull’ e-commerce – incluso per la prima volta in questo tipo di analisi, che fino a dicembre 2017 si occupavano solo di commercio tradizionale (“fisico”) e di chi vendeva online, ma senza farne un’ attività prevalente. Il nuovo indice pesa solo l’ 1,9% su quello generale perché si limita a misurare l’ andamento delle vendite on-line nazionali e non globali. In poche parole, se si effettua un acquisto su sul sito Amazon italiano l’ Istat lo rileverà, ma se si compra dal portale estero no. Se i saldi sono «ufficialmente morti» per il Codacons che invoca una norma che liberalizzi gli sconti, Unc e Coldiretti chiedono di scongiurare un aumento dell’ Iva per non cadere in una pericolosa fase di recessione nei consumi.

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