12 Marzo 2018

Vaccini, copertura al 95% I casi dei bimbi non in regola respinti alle materne

 

Il «dentro o fuori» riguarda i bimbi da 0 a 6 anni che frequentano asili nido e scuole dell’ infanzia. Per i più grandi (7-16 anni) non scatta, invece, lo stop didattico ma sono previste sanzioni fino a 500 euro a carico dei genitori. In generale, «la volontà della scuola non è di escludere ma di includere», spiega la Federazione italiana scuole materne. Ma nel particolare i dirigenti si sono regolati in base alla propria coscienza: se a Sulmona sono stati rimandati a casa i bambini, è entrato senza problemi nella materna di Pontedera (Pisa) il figlio (5 anni) di Valerio, del Comitato per la libertà vaccinale, che spiega: «Nessun problema riguardo alle vaccinazioni, nessuno mi ha detto nulla né avrebbe potuto farlo». Presidi buoni o cattivi? «Non c’ è discrezionalità» per Antonello Giannelli, presidente Associazione nazionale presidi (Anp): «I dirigenti applicano la legge». Il caso Sulmona «Non ho ricevuto alcuna comunicazione formale, solo la telefonata di una maestra che mi avvertiva di non presentarmi. Sono andata lo stesso, dopo aver consultato l’ avvocato, ma non mi hanno fatto entrare. Me lo hanno detto in presenza di altri, senza rispetto della privacy. Uno shock per le piccole». È furiosa la mamma di Sulmona che, ieri mattina, ha trovato l’ aula della scuola materna interdetta per le sue due figlie di 3 e 4 anni. «Se la madre si ritiene libera di non vaccinare i figli, io non posso farle entrare» si giustifica la preside dell’ istituto Serafini-Di Stefano, Elvira Tonti. L’ avvocato della famiglia, Emidio Grumelli, annuncia ricorso: «Le bambine sono parzialmente vaccinate e comunque i genitori avevano presentato richiesta alla Asl nei tempi dovuti, che colpa ne hanno se non sono stati ancora convocati?». Vaccini, certificati a scuola entro il 10 marzo. Ecco le regioni con procedura semplificata Prev Next Regioni a due velocità Le grane in arrivo I bambini lasciati a casa in tutta Italia comunque si contano sulle dita delle mani. A Milano a quattro bambini è stato vietato l’ ingresso, nel Lazio tre sono stati esclusi dalla frequenza. «Le scuole in ogni caso – rileva Mario Rusconi, Anp Lazio- saranno sommerse dalle incombenze». Non solo amministrative: c’ è il rischio che gli piovano addosso anche grane giudiziarie. Il Codacons ha annunciato che presenterà una diffida alle Asl di tutta Italia e un esposto a 104 Procure per abuso di atti d’ ufficio: nel mirino i dati sui bimbi non vaccinati che le aziende sanitarie passano alle scuole. Ed è saltato nel Milleproroghe il piano per l’ adeguamento alle norme di prevenzione e protezione degli incendi, rinviato per più di venti anni: il 60% delle scuole non è a norma e qualsiasi giudice potrebbe interromperne le attività. Le vaccinazioni obbligatorie per iscrivere i bambini a scuola Prev Next Difterite © RIPRODUZIONE RISERVATA

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