12 Marzo 2018

Teatro alla Scala Bagarinaggio online

 

Caro Schiavi, probabilmente disturberò troppe persone ma non sapevo a quale indirizzo inviare questa lettera, già inviata al Teatro alla Scala sullo scandalo della vendita dei biglietti per Aida , finiti quasi tutti in mano a gente che era lì solo su ordine di altri. Era già stato sollevato lo scandalo dell’ accaparramento scorretto dei siti Internet di rivendita a prezzi stratosferici (concerti rock e pop ) ma questo lo ritengo un caso analogo, mascherato dal fatto che «noi (della Scala) non possiamo allontanare le persone che si mettono in fila» oppure «i controlli non ci permettono di intervenire più di tanto». Il problema è che qui si tratta della Scala di Milano, quello che dovrebbe essere un fiore all’ occhiello per l’ Italia. Non ci si meravigli se poi ci sono frequenti serate, anche di alto richiamo, che risultano un po’ vuote. Certo: noi frequentatori non riusciamo a trovare i biglietti e quelli che se li sono accaparrati non riescono a rivenderli al loro costo maggiorato. Simon Boccanegra e Orfeo sono solo gli ultimi due esempi. Ma se si va sul sito del teatro si trovano solo posti a 300 euro. Da lettore chiedo che qualche volonteroso si occupi di quello che io ritengo uno scandalo (ben consapevole che ce ne sono di ben più gravi), scandalo cui il teatro non vuole o non sa porre rimedio immediato. Riccardo Rosetti Lo scandalo dei biglietti acquistati e rivenduti online a prezzi maggiorati è arrivato anche in Procura: questo per dire che è ormai accertato il dumping ai danni dei comuni spettatori. Un addetto alla biglietteria del teatro è stato licenziato: vendeva direttamente ai bagarini incassando una tangente. È una vergogna per la Scala e per Milano che questo fenomeno si sia ingigantito con le vendite online, dribblando i controlli interni o, pensando male, trovando qualche connivenza in biglietteria. Anche il Codacons ha presentato esposti alla magistratura: rimediare in primo luogo è compito del teatro, ma fare in modo che gli spettatori siano tutelati è anche uno dei nostri doveri. Speriamo di essere utili al suo appello.

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